I BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA - OSTUNI (PUGLIA)

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Trulli e muretto a secco

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La “Selva” di Ostuni è puntellata da fresche abitazioni in pietra a forma di cono: i trulli, monolocali con alcove e cucina a legna, che ancora oggi sono una privilegiata dimora estiva di molti ostunesi e di turisti.

I trulli si inseriscono nell’ampio territorio della Valle d’Itria (che comprende anche Cisternino, Martina Franca, Locorotondo e Alberobello) un entroterra murgiano con un paesaggio rurale unico e legato a miti, legende, simboli che la tradizione contadina conserva e valorizza con sagre, fiere e feste folkloristiche.

Origine del nome Itria

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Il nome Itria trae la sua origine da una chiesa periferica di Martina Franca, costruita presso la via che conduce ad Ostuni e dedicata alla Madonna Odegitria o d’Itria, annessa al convento di San Francesco di Paola. Secondo alcuni autori deriverebbe da Madonna Hodegitria, guida patrona dei viandanti, il cui culto sarebbe stato introdotto nell’Italia meridionale dai Padri Basiliani dell’Alto Medioevo. Secondo altri deriverebbe, invece, da Santa Maria d’Idria, ossia dell’acqua, e venerata in un culto autoctono più recente (presumibilmente nel secolo XVII), sorto in seguito al rinvenimento della sacra Immagine nella cisterna di un vecchio complesso basiliano.

Da vedere

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Il caso unico del Trullo Sovrano. Una particolare architettura dei trulli la conserva la Masseria Satia Piccola, costruita nella metà del secolo XVII: è costituita da 3 enormi trulli, dei quali quello centrale è a due piani, caso unico del territorio ostunese e perciò denominato Trullo Sovrano Nel dialetto ostunese l’alloggio al primo piano si dice “subbrànë”, da cui sovrano!” c’è traduz.

Curiosità

I muretti a secco (detti parètere nel dialetto ostunese) rappresentano una delle componenti architettoniche più suggestive del paesaggio agrario/rurale di tutta la Murgia. Eretti inizialmente con lo scopo di proteggere dal bestiame le coltivazioni che ciascun cittadino aveva il diritto di praticare sulle aree demaniali, erano destinati ad essere abbattuti a raccolto avvenuto; in un secondo tempo, invece, divennero il simbolo più eloquente dell’avvenuto impossessamento.

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I muretti a secco svolgono una serie d funzioni ecologiche: proteggono il terreno e la vegetazione dall’azione del vento e dal dilavamento provocato dalle piogge; fungono da vere e proprie riserve di umidità grazie alla condensazione delle pietre, da habitat essenziale per la vita e la riproduzione delle specie animali.

Diana Filippi

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