I BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA

San Fratello - Sicilia

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San Fratello (San Frareau nel locale dialetto gallo-italico) è un antico borgo medievale , situato nell’entroterra della zona nord dell’eterna Sicilia, con più di 3400 abitanti, oltre 678 m sul livello del mare.

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Le origini della fondazione di San Fratello risalgono in età medievale come San Filadelfo, fondato tra l’XI e il XIII secolo ex novo durante il dominio normanno con il Gran Conte Ruggero I D’Altavilla e da soldati e coloni lombardi provenienti da un’area dell’Italia nord-occidentale i cui limiti massimi, per ragioni linguistiche si possono racchiudere nelle città del Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Liguria.

Durante i primi anni dell’occupazione della parte nord-orientale della Sicilia, i normanni costruirono a San Fratello una cittadella fortificata, dotata di un castello.

A difesa della cittadella furono impiegati soldati di ventura di origine longobarda che provenivano dall’Italia settentrionale. Come per il resto della Sicilia, anche a San Fratello i Normanni diedero una notevole spinta all’economia, con la nascita di una fiorente agricoltura, un forte incremento del commercio e l’arricchimento di preziosi capolavori artistici.

Il nome di San Fratello deriva dai tre fratelli, Alfio, Cirino e Filadelfo martiri cristiani uccisi durante

l’epoca delle persecuzioni imperiali dell’imperatore Valeriano nel 253 d.C. a Lentini in provincia di Siracusa.

La denominazione del borgo, nel dialetto locale galloitalico è ancora quella medievale di San Frareau (San Filadelfio), tradotto erroneamente in San Fratello, a causa del mutamento fonetico di Filadelphum, Fladellum assimilato a Fratellum.

In latino è Terra Sancti Philadelphi, Sanctus Philadelphus, mentre il più antico insediamento greco con l’antica acropoli che sorgeva circa due chilometri a nord sul Monte Vecchio dell’attuale centro urbano fu Apollonia.

Nell’assetto del borgo medievale nei primi anni del ’900, prima della frana del 1922, a San Fratello si contavano almeno 27 chiese. La chiesa madre di San Fratello era Santa Maria Assunta, dalla quale dipendevano sette chiese urbane minori: sorsero le chiese che furono fondate dall’ XI° al XVII° secolo tra cui le piu’ importanti:

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Chiesa di San Pietro Apostolo;

Chiesa Maria Santissima delle Grazie;

Chiesa di San Benedetto da San Fratello;

Chiesa di San Giacomo;

Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola;

Chiesa di San Sebastiano Martire;

Chiesa dei Tre Santi Alfio, Filadelfio e Cirino, le quali custodiscono importanti opere di pittura, scultura, arti figurative ed arti decorative di pregevole fattura quali affreschi, crocifissi lignei, statue lignee, statue marmoree, monumenti funebri in marmo, custodie, arredi sacri, tavole, pale, vare, tabernacoli, fonti battesimali che sono stati realizzati dai piu’ rinomati artisti Siciliani e non, che hanno lasciato la loro impronta tra cui Antonello Gaggini, Olivio Sozzi e Fra Umile di Petralia Soprana.

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Il Museo Etno Antropologico custodisce numerosi arnesi di lavoro, oggettistica ed arredi d’interno, varie statue sacre tra cui i Santi Neri di Sicilia, appartenuti al Prof. Mangione, di singoli privati agiati, alla classe contadina ed artigiana dal 1800 alla prima metà del 1900, costituendo un vero scrigno della memoria.

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Le manifestazioni folckloristiche - religiose più importanti di San Fratello sono sicuramente quella dei Giudei che si svolge durante la settimana santa nei giorni di mercoledì, giovedì e venerdì, lungo le strade del borgo seguono i riti religiosi, ospitati per lesinare nelle case con le porte aperte, una rappresentazione di antichissima istituzione con centinaia di uomini e bambini incappucciati con arabescati costumi, trombe militari, elmi e scarpette di cuoio molto leggere.

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I campanili, i monumenti, vicoli, archi, palazzi ed abitazioni nel centro storico hanno diverse strutture architettoniche, che si sono mescolate nel tempo tra cui quelle dallo stile romanico al barocco.

cms_22097/8.jpgDalle quote più basse 300 m s.l.m. a quelle più alte 1.800 m s.l.m. si osserva un graduale mutamento della vegetazione, dovuto alla presenza di diverse specie arboree e arbustive.

Le aree non ricoperte da boschi sono destinate al pascolo di bovini, ovini, caprini che vivono allo stato brado.

L’allevamento dei cavalli Sanfratellani è un motivo di vanto per il borgo.

Sono equini di origine normanna, vivono anch’essi allo stato brado sia nelle periferie che nei boschi dei Nebrodi, costituendo di certo una delle fonti di ricchezza economica, facendoli partecipare a mostre e fiere dedicate in ambito nazionale con il loro riconoscimento di razza.

Il territorio di San Fratello è caratterizzato da colture agrarie, piccoli vigneti, diversi frutteti e tradizionali colture di oliveti.

Il bosco di San Fratello ricade nel Parco dei Nebrodi e si conserva nella sua totalità allo stato naturale ed è di sontuosa bellezza il panorama che si mostra agli occhi del visitatore.

Il bosco ospita nel suo habitat naturale volpi, gatti selvatici, istrici, martore, tartarughe terrestri e diverse specie di uccelli.

Nelle escursioni naturalistiche nei boschi è possibile raccogliere funghi nel periodo autunnale e frutti di bosco nel periodo estivo.

Le zone più basse sono ricche di uliveti, la pianta arborea sempre verde alta sino a 10 metri, introdotta in Sicilia da antichissime popolazioni che si sono adattate al clima mediterraneo, vengono coltivate per la produzione delle olive e dell’olio.

Il territorio su cui sorge il borgo medievale è soggetto a dissesto idrogeologico.

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La parte più antica di San Fratello subì nel 1754 uno smottamento che interessò una parte dell’abitato e venne completamente rasa al suolo.

In occasione di una seconda rovinosa frana avvenuta l’8 gennaio 1922 il quartiere piu’ antico con le sue 11 chiese sotto la Roccaforte fu nuovamente rasa al suolo ed ebbe iniziò l’espansione del paese di Acquedolci, già piccolo borgo seicentesco chiamato dai sanfratellani "la Marina", sul livello del mare.

A distanza di 88 anni dall’ultima sciagura, il 14 febbraio del 2010 durante il carnevale ma tristemente noto come il giorno della frana di san Valentino, il territorio di San Fratello è stato nuovamente devastato da una frana verificatasi tra il quartiere denominato "Stazzone" e la contrada "Riana", posti sul versante nord/est, opposto rispetto a quello in cui si verificarono le precedenti catastrofi.

Le conseguenze di tale evento hanno costretto buona parte degli abitanti di San Fratello ad abbandonare le proprie abitazioni.

L’artigianato vanta l’antica tradizione siciliana dei coltelli d’acciaio Sanfratellani realizzati a mano in una forge nel centro storico e del ricamo di alta qualità ed originalità per la lavorazione di tela e lino.

I prodotti tipici sono legati alla zootecnia autoctona della zona; olio extravergine d’oliva,salsicce, prosciutti, pancetta, lardo e derivati di allevamento di maiali, formaggi tipici quali il caciocavallo, ricotta fresca, le specialità dolciarie storiche sono tra i prodotti principali a kilometro zero.

Tregor Russo

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