ITALIA MISTERIOSA

REGGIO CALABRIA

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Una regione misteriosa, la Calabria, secondo alcune teorie, l’ultima punta dell’Atlantide sommersa, la terra dove venne sepolto Alarico assieme ai suoi tesori, deviando il corso del fiume Busento. E Reggio Calabria vanta leggende circa la sua storia altrettanto importanti, partendo da quella che la vorrebbe fondata da un pronipote di Noè, dal nome Ascanio o forse Ausonio. In questa città, troviamo tracce del passaggio degli apostoli, anzi, dell’apostolo più importante, colui che diffuse il cristianesimo, San Paolo.

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La Cattedrale di Maria SS. Assunta infatti sorgerebbe proprio dove l’apostolo, arrivato a Reggio verso il 61 d.c., predicò prima di recarsi a Roma. Lo riporta una scritta sulla fascia superiore del protiro “Circumlegentes devenimus Rhegium”. Questo edificio venne ricostruito in stile neo romanico nel 1908, dopo che un terremoto la rase al suolo, ma al suo interno conserva ancora le opere originali, di cui si può osservare nella Cappella del SS. Sacramento, risalente al 1539.

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Dirigendosi verso Piazza Castello si trova il Castello Aragonese.In realtà la costruzione risale a tempi molto più antichi del periodo aragonese, come confermano i sottostanti ruderi delle fortificazioni precedenti. Partendo dal periodo pre-ellenico, venne effettuata una ricostruzione durante l’impero di Giustiniano I, il quale riscattò la città dai barbari, intorno al 535 d.c., per poi arrivare alla fortificazione voluta dalla regina Giovanna i d’Aragona, nel 1381. Bisogna ricordare che a Reggio Calabria nacque l’architettura gotica, unendo gli stili bizantino ed islamico ed ancora è qui che presero forma le prime composizioni cavalleresche francesi, come la “chanson d’Aspremont”. E qui si trovano anche tracce templari, come sui capitelli della Chiesa della Sambucina, su cui sono scolpiti dei gigli simili a quelli del Priorato di Sion.

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Varcando la soglia della chiesa degli Ottimati si possono ammirare i mosaici raffiguranti la croce templare, inscritta in una rosa che richiama il simbolo dei Rosacroce. Ed inoltre, l’autore del Parzival, Wolfram Von Eschembach era convinto che proprio nei dintorni di Reggio, i Templari ricevettero la notizia dell’esistenza del Graal. Narra infatti la leggenda che da Pietra Cappa, uno dei tanti megaliti disseminati in Aspromonte, partirono i monaci fondatori dell’Ordine di Sion, e che anzi una loro confraternita sia ancora attiva, in una delle tante caverne che si snodano sotto il megalite. Poco distante da Reggio si trova la città di Gerace, la cui parte medievale è di notevole bellezza.

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Dalla Passeggiata delle Bombarde si oltrepassa la Porta del Sole, per poi arrivare fino alla Piazza del Tocco, dal termine greco che indica seggio. Infine si vedrà ergersi la Cattedrale di Gerace, edificio molto particolare, edificato in parte sulla roccia e in parte su di una cripta. Consacrata per due volte - di cui la seconda alla presenza di Federico II - il regnante filosofo, ha una cripta a forma di croce greca, risalente all’VIII secolo d.C. e le colonne che la sorreggono sono provenienti dal Tempio di Persefone Locrese, segno che la cripta venne sovrapposta quasi certamente ad un tempio pagano. A Gerace si trova anche la chiesa normanna di San Teodoro, e poi proseguendo lungo via Cavour si raggiunge la Piazza delle Tre Chiese: una bizantina, quella del Sacro Cuore risalente al 700 ed infine quella di San Francesco d’Assisi, del 1227. Prima di lasciare Reggio, se si trova la giornata adatta, si può passeggiare lungo il più bel chilometro d’Italia, come venne definito da D’Annunzio il lungomare cittadino, e da lì, osservando la costa siciliana antistante, vedere i palazzi avvicinarsi, deformarsi, lasciandosi cullare dal fenomeno ottico della Fata Morgana. Serve un giorno di aria ed acqua immobili, per osservare questo miraggio, quando le gocce d’acqua rarefatte sulla superficie del mare fungono come una lente di ingrandimento, consentendo di vedere la gente dall’altra parte dello stretto a poca distanza. La Calabria è ricca di misteri, basta solo non farsi ingannare dai miraggi.

P. V.

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