ITALIA-FRANCIA, IL 25 A ROMA PER FIRMA TRATTATO

Ue, Salvini accoglie appello Le Pen - Ue, Fdi dice no a gruppo sovranista con Le Pen - Nomine Rai - Nomine Rai,Conte spiazza M5S - Green Pass, Letta - Renzi: "Nessun imbarazzo per conferenze in Arabia"

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cms_23861/Draghi-arrabbiato.jpgITALIA-FRANCIA, IL 25 A ROMA PER FIRMA TRATTATO

Dopo anni di lavoro fra le diplomazie di Italia e Francia, il Trattato del Quirinale sarà firmato la prossima settimana a Roma. Il presidente francese Emmanuel Macron sarà nella capitale giovedì 25 novembre per firmare con il presidente del Consiglio Mario Draghi il testo destinato a strutturare le relazioni tra Roma e Parigi sul modello del Trattato dell’Eliseo del 1963 fra Francia e Germania.

cms_23861/matteosalvini.jpgUe, Salvini accoglie appello Le Pen

Lega e Fratelli d’Italia tornano a dividersi, stavolta sul gruppo unico sovranista in Europa. E’ Marine Le Pen a riaccendere il dibattito in Italia con una intervista al ’Corsera’ dove rilancia l’idea di dar vita a una nuova famiglia nazionalista a Bruxelles con dentro Lega e Fratelli d’Italia. ’’Bisogna che ognuno accetti di lavorare assieme in Europa", dice la leader del ’Rassemblement National’, che in futuro vede un nuovo contenitore politico, alternativo al blocco della sinistra, formato da Popolari e Socialisti: ’’Meloni? Conosco anche lei da molto tempo, da quando non aveva ancora la dimensione che ha preso oggi. Dunque, capisco bene che possa trovarsi in una forma di competizione, con Matteo, ma dobbiamo riunirci, essere l’avanguardia della rifondazione europea".

Ignazio La Russa è il primo a replicare a la Le Pen senza sbilanciarsi più di tanto: ’’In Europa non ho elementi precisi per valutare le dichiarazioni della Le Pen, ma facendo il paragone con l’Italia credo che il suo desiderio di alleanza potrebbe anche prendere spunto da quanto avviene nel nostro Paese appunto, dove gruppi parlamentari diversi possano perseguire obiettivi comuni". Subito dopo arriva il commento di Matteo Salvini che di fatto rilancia l’appello dei lepenisti a unirsi: ’’Grazie a Marine Le Pen per la fiducia e le belle parole che ovviamente contraccambio. In Italia e in Europa costruiremo un centrodestra sempre più forte, insieme", assicura il numero uno di via Bellerio sui social.

Nel pomeriggio, arriva però la nota di Raffaele Fitto, copresidente del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei, concordata con la Meloni, che dice esplicitamente ’no’ alla proposta della Le Pen (’’Un nuovo gruppo al Parlamento europeo non è all’ordine del giorno’’), sancendo così la spaccatura interna al centrodestra, che si ripercuote inevitabilmente sui rapporti tra Lega e Fdi, sempre più tesi sulla leadership della coalizione.

"Ribadiamo quanto deciso la settimana scorsa dalla riunione del gruppo e dall’ufficio di presidenza del gruppo Ecr -precisa Fitto- e confermiamo la volontà di mantenere unito e rafforzare il gruppo Ecr nella seconda metà del mandato".

Da qui la scelta della Meloni di non partecipare al vertice di Varsavia in programma il 3 e 4 dicembre, promosso da Kaczynski. Ufficialmente la presidente di Fdi ha fatto sapere che non potrà esserci per altri impegni. Ma a quanto si apprende, la decisione sarebbe legata all’opportunità politica di evitare un appuntamento dove gli altri leader sovranisti, da Le Pen a Viktor Orban e Jaroslaw Kaczynski, avrebbero voluto annunciare la nascita del nuovo raggruppamento di stampo nazionalista.

Nel silenzio di Forza Italia che si tiene fuori dal botta e risposta, in serata arriva la replica della Lega alla presa di posizione dell’Ecr. E il responsabile Esteri del Carroccio, Lorenzo Fontana, fedelissimo di Salvini, a ribadire la necessità di un gruppo sovranista alternativo alla sinistra. ’’In Europa lavoriamo e continuiamo a credere fermamente in un grande gruppo alternativo a socialiti e comunisti, per far tornare il centrodestra al governo, anche a Bruxelles", mette in chiaro Fontana che, manda un messaggio preciso proprio all’alleato Fdi: ’’La Lega non si arrende’’.

cms_23861/meloni56_fg.jpgUe, Fdi dice no a gruppo sovranista con Le Pen.

Un gruppo unico sovranista in Europa con Marine Le Pen? No, grazie. Fratelli d’Italia non è disposta ad accogliere la proposta lanciata oggi dalla presidente del Rassemblement National di un’alleanza europea con Matteo Salvini e Giorgia Meloni. La prospettiva di andare oltre il suo gruppo dei Conservatori e Riformisti europei per dar vita a una nuova famiglia politica di nazionalisti con la Lega, i lepenisti, Viktor Orban, e i polacchi di Diritto e Giustizia (Pis) di Jaroslaw Kaczynski, raccontano, non interesserebbe l’ex ministro della Gioventù, come conferma la nota diffusa nel tardo pomeriggio da Raffaele Fitto.

Il copresidente di Ecr, infatti, in risposta all’appello della Le Pen chiarisce che ’’un nuovo gruppo" nel Parlamento europeo che riunisca le destre "non è all’ordine del giorno". Parole nette, a quanto si apprende, concordate con la Meloni, che precisano la collocazione europea di Fdi, che suonano come un chiaro ’no’ al pressing di quei leader della destra europea che sognano di unirsi per dar vita a un nuovo blocco sovranista di stampo nazionalista. "Ribadiamo quanto deciso la settimana scorsa dalla riunione del gruppo e dall’ufficio di presidenza del gruppo Ecr -precisa Fitto- e confermiamo la volontà di mantenere unito e rafforzare il gruppo Ecr nella seconda metà del mandato".

Da qui la scelta della Meloni di non partecipare al vertice di Varsavia in programma il 3 e 4 dicembre, promosso da Kaczynski. Ufficialmente la presidente di Fdi ha fatto sapere che non potrà esserci per altri impegni. Ma a quanto si apprende, la decisione sarebbe legata all’opportunità politica di evitare un appuntamento dove gli altri leader sovranisti, da Le Pen a Kaczynski, avrebbero voluto parlare proprio del progetto di un gruppo unico in Europa e formalizzarne la nascita.

cms_23861/roma_-_presentazione_trasmissione_rai_domenica_in.jpegNomine Rai

I curricula dei direttori propostidall’amministratore delegato della Rai Carlo Fuortes, a quanto apprende, sarebbero arrivati sul tavolo dei consiglieri: per il Tg1 la proposta sarebbe quella di Monica Maggioni, per il Tg3 di Simona Sala (attuale direttrice Radio 1 e Gr Radio Rai) e per il Tg2 resterebbe confermato Gennaro Sangiuliano.

Fra i curricula anche quello dell’attuale direttore del Tg3 Mario Orfeo che Fuortes proporrebbe come nuovo Direttore della Direzione Approfondimento. Andrea Vianello verrebbe proposto come direttore del Giornale Radio Rai e di Radio1.

Il quadro delle proposte è completato da Alessandro Casarin per la Tgr (una conferma), Alessandra De Stefano per Rai Sport (dove è stata già vicedirettrice), Antonio Preziosi a Rai Parlamento (altra conferma), Paolo Petrecca a Rainews24, dove attualmente è vicedirettore.

cms_23861/giuseppe-conte.jpgNomine Rai, linea dura Conte spiazza M5S

La notizia, nel tardo pomeriggio, rimbalza di cellulare in cellulare: il Movimento 5 Stelle non farà più sentire la sua voce nei programmi del servizio pubblico, dai telegiornali ai talk show. La linea dura di Giuseppe Conte, stabilita dopo aver appreso delle ultime nomine del servizio pubblico, spiazza molti eletti, nonostante la decisione del leader M5S sia stata condivisa con i capigruppo di Camera e Senato e con i membri cinquestelle della Commissione di Vigilanza.

Un annuncio al quale alcuni parlamentari avrebbero reagito esternando la loro sorpresa. Tra questi ci sarebbe Lucia Azzolina, che proprio in questi giorni è impegnata nella presentazione del suo libro ’La vita insegna’. Tra i grillini c’è chi giura di aver udito l’ex ministra dell’Istruzione esclamare un "ma quali sarebbero le motivazioni?" quando l’agenzia che riportava le parole di Conte si è materializzata sullo schermo del suo smartphone. Interpellata in merito, Azzolina preferisce non commentare.

Sposa la linea del leader il vicepresidente della Commissione di Vigilanza Primo Di Nicola, che pure aveva aspramente criticato, nelle scorse settimane, la scelta dei vertici di affidare la linea comunicativa nei tg ai soli 5 vicepresidenti M5S: "Giuseppe Conte - afferma Di Nicola - ha detto una cosa sacrosanta: le logiche che guidano il servizio pubblico non ci piacciono e non ci sono mai piaciute"

La vicepresidente del Senato e del M5S, Paola Taverna, su Facebook parla di "scelta importante e forte, non presa a cuor leggero" e attacca l’ad del servizio pubblico Carlo Fuortes: "Ha deciso di continuare nella logica che abbiamo sempre combattuto e che non abbiamo potuto cambiare perché non avevamo numeri sufficienti. Parlo della lottizzazione, ovvero la spartizione degli incarichi tra le varie forze politiche... Davvero un brutto segnale!".

cms_23861/Enrico_Letta_3.jpgGreen Pass, Letta: "D’accordo con la linea del rigore dei governatori"

Per il segretario Pd "solo così viene garantita la libertà e si evitano lockdown. Non possiamo permetterci un nuovo disastro sanitario ed economico"

Su vaccini e green pass "sono rimasto abbastanza impressionato dal vedere distanze così marcate tra le forze politiche. Io non condivido quello che ha detto Meloni, non condivido l’atteggiamento di Fdi e di buona parte della Lega su questo tema". Così Enrico Letta alla presentazione del libro di Bruno Vespa con Giorgia Meloni.

"Siccome il tema della quarta ondata è presente in tutta Europa, non è dire ’al lupo, al lupo’ ma se non si previene è peggio. Quindi sì a tutto ciò che va verso il rigore nella gestione di questa vicenda, dobbiamo fare tutto il possibile per tenere aperto il Paese, l’economia, garantire la libertà delle persone. E’ fondamentale".

E d’accordo con la linea di alcuni governatori, come Fedriga? "Io sono sulla linea più rigorosa che ci possa essere sennò torniamo al lockdown e non possiamo permetterci un nuovo disastro sanitario ed economico".

cms_23861/renzi.jpgRenzi: "Nessun imbarazzo per conferenze in Arabia"

I soldi dall’Arabia Saudita imbarazzano? "No. I soldi delle mascherine sono degli italiani, delle tasse, se qualcuno ha rubato è uno sciacallo. Io faccio conferenze che sono permesse dalla legge, se domani le vietano ne prendo atto". Matteo Renzi, leader di Italia Viva, a Non è l’arena, risponde così alle domande di Massimo Giletti.

Parlando dell’inchiesta sulla Fondazione Open, Renzi ribadisce: "Io sono certo di non aver violato la legge, ma complotto o no alcuni investigatori hanno violato la legge e la Costituzione".

"A Bersani dico che prima di parlare di me dovrebbe dire come mai lui prendeva soldi, legittimi, da Riva a Taranto. Io i soldi non li ho presi da Riva come ha fatto Bersani, li ho portato con il mio governo per sistemare Taranto. Bersani dovrebbe prima spiegare cosa ha fatto lui, sia a Taranto che nella gestione del partito, quando era segretario e costava un sacco di soldi, con centinaia di persone assunte, e c’era il finanziamento pubblico", aggiunge.

Tornando poi sulla decisione di Conte e del M5S di non andare più in canali Rai dopo le nomine dei direttori, Renzi afferma: "Una grandissima notizia per la Rai, aumenterà lo share senza Conte". "Il M5S sette anni fa diceva no alla lottizzazione, oggi il M5s si lamenta perché non ha partecipato alla lottizzazione -doce oò leader di Iv-. Tutte le volte che Conte fa una uscita da leader M5s è più facile che il M5S si distrugga prima della legislatura".

Redazione

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