IN SASSONIA TRIONFA MERKEL, SI FERMA L’ULTRADESTRA

La CDU guadagna 8 punti rispetto ai sondaggi, mentre AfD, che si pensava potesse strapparle il primato, perde terreno nel “suo” territorio

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La CDU di Angela Merkel trionfa nel Lander della Sassonia-Anhalt, nel pieno del territorio politicamente più nero dell’Est della Germania, e l’ultradestra di Alternative für Deutschland resta al secondo posto, lasciando sul terreno quasi due punti percentuali. È questo il risultato, politicamente importantissimo per chi tiene alla democrazia liberale e all’unità europea, che emerge dal voto delle ultime regionali dell’era Merkel, che a partire dalle elezioni federali del 26 settembre si ritirerà dalla scena politica, lasciando il passo al suo successore designato per la candidatura alla cancelleria, Armin Laschet, che può adesso respirare dopo le polemiche e divisioni che inevitabilmente stanno colpendo un partito che vive una transizione dopo moltissimi anni di certezze. Un trionfo, questo, che non era per nulla scontato, e anzi ribalta le tendenze dei sondaggi, che vedevano un testa a testa tra il centrodestra cristiano-democratico e i neonazisti di AfD, con buone probabilità per questi ultimi di spuntarla, visto che erano considerati in rampa di lancio, mentre esattamente il contrario valeva per la CDU. Invece, il candidato del partito di governo, Reiner Haseloff, è riuscito a guidare sé stesso e il suo partito verso un altro mandato alla guida del Lander (per lui sarà il terzo), superando il 36% delle preferenze, mentre i numeri definitivi sono ancora in via di definizione.

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Si tratta di un miglioramento di oltre 6 punti percentuali rispetto al risultato della tornata precedente e, soprattutto, di ben 8 punti rispetto ai sondaggi. Questi ultimi si sono rivelati più precisi per quanto riguarda AfD, che ottiene sì il secondo posto per numero di seggi nel Parlamento locale, ma si ferma al 22%. È ragionevole pensare che il clamoroso risultato ottenuto dal principale partito della politica tedesca sia dovuto proprio alla paura che si era diffusa tra i cittadini democratici della Sassonia-Anhalt che Alternative für Deutschland potesse superare l’Unione Cristiano-Democratica, guadagnando ulteriore visibilità e credibilità e lanciandosi in maniera prepotente verso le prossime elezioni federali. Così, quell’8% di differenza tra i sondaggi e i risultati finali potrebbe essere frutto della celebre scelta del “voto utile”, tipica quando ad affrontarsi sono un candidato democratico ed un rappresentante di quelle ideologie che hanno messo a ferro e fuoco l’Europa tra la fine degli anni ‘30 e l’inizio degli anni ‘40.

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Si spiegherebbe anche, così, il fallimento degli altri movimenti democratici della scena tedesca, in particolare dei socialdemocratici dell’Spd, che un tempo contendevano (anche se con scarso successo) il primato ad Angela Merkel a livello nazionale, e si ritrovano ora sotto la doppia cifra in questo Lander, fermandosi a poco più dell’8%. Ridimensionata anche la Grüne (i Verdi, ndr), che, pur essendo sopra il 20% nei sondaggi nazionali, ottiene poco più del 6% in Sassonia-Anhalt, comunque in lieve crescita dall’ultima tornata elettorale della regione. Cala anche la Linke (sinistra radicale), che ottiene il suo peggior risultato di sempre nel territorio in questione, con l’11%. Risultati che sembrano dovuti, appunto, al travaso di voti verso la CDU, volto a scongiurare i festeggiamenti degli estremisti di destra. Strategia, questa, che il candidato cristiano-democratico Haseloff ha mostrato subito di aver compreso, mandando, a margine degli exit-poll, un messaggio rassicurante per gli elettori: “parlerò con tutti i partiti democratici”, ha affermato, riferendosi alle discussioni che saranno necessarie per la formazione di un accordo di maggioranza. Parole che escludono, prima ancora che possano nascere, qualsiasi illazione su un’alleanza CDU-AfD, da sempre temuta dai democratici e sperata dai neonazisti.

Giulio Negri

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