IN RICORDO DI CHI NON C’È PIÙ

Mattarella interviene per le vittime del Covid

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Cercare di descrivere tutto quello che è accaduto nei due anni di pandemia non è affatto semplice, soprattutto se si deve commentare la scomparsa di ognuna delle oltre 150mila vittime. Il Covid ha profondamente segnato le nostre abitudini, ha cambiato il nostro stile di vita portandoci a convivere con la paura. Due anni di pandemia non si possono cancellare con un decreto, perché gli strascichi di tanta sofferenza resteranno impressi sulla nostra pelle.

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Ricordare chi non c’è più non è solo un dovere morale, bensì un atto eroico atto a rifondare la nostra civiltà. Abituati ai bollettini giornalieri, che evocavano scenari bellici, abbiamo smesso di pensare che dietro quei numeri c’erano delle persone. Vero, forse correremo il rischio di fare retorica, ma la realtà che si è palesata dinanzi ai nostri occhi ci deve spingere ad accurate riflessioni. Per prima cosa, lo spirito di sacrificio imposto agli italiani è un segno evidente che qualcosa, in questi anni, si è trasformato radicalmente. Quei mezzi militari che trasportavano centinaia di bare a Bergamo sono la testimonianza lampante di una umanità sconfitta e abbattuta nella più profonda intimità.

cms_25249/0.jpgIl discorso pronunciato da Mattarella focalizza l’attenzione proprio sul valore della vita umana, che andrebbe messo sempre al primo posto: “La data del 18 marzo 2020 rimane incisa nella memoria degli italiani, che racchiude il dramma dell’intera pandemia. Nel dolore dei familiari delle vittime si riconosce l’intera comunità nazionale”. Una dichiarazione non casuale, perché appartenere ad una comunità non vuol dire solo cantare dai balconi bensì prendere parte al dolore di chi è afflitto e “sconfitto”. Per questo, Mattarella prosegue: “Alla memoria delle vittime ci inchiniamo, perché lo spirito di sacrificio e di consapevolezza nel sentirsi responsabili gli uni degli altri costituiscono un patrimonio prezioso per il nostro Paese”.

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Quella del 18 marzo è una data simbolica, che nella vita di tutti i giorni, complice il tran tran quotidiano che caratterizza le nostre esistenze, finirà per essere dimenticata. Solo la coscienza, la consapevolezza e la conoscenza potranno rendere giustizia a ciò che di più sacro ci sia al mondo, ovvero il dono della vita.

Giuseppe Capano

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