IN ITALIA ULTERIORI 74.024 CONTAGI E ALTRI 85 MORTI

I dati delle Regioni - Covid Italia: Bassetti, Galli, Gismondo, Loopalco, Pregliasco danno voti al governo

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cms_25271/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 74.024 contagi e altri 85 morti

Sono 74.024 i nuovi contagi da Coronavirus in Italia, secondo i dati e i numeri Covid - regione per regione - del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute. Si registrano inoltre altri 85 morti. Da ieri sono guarite 48.385 persone.

Nelle ultime 24 ore sono stati processati 478.051 tamponi tra molecolari e antigenici con un tasso di positività stabile al 15,5%. Sono in calo i ricoveri (-84) con 8.319 persone ricoverate con sintomi nei reparti Covid e le terapie intensive (-3), dove al momento si trovano 471 persone.

Sono 1.147.519 le persone attualmente positive, mentre tocca quota 12.494.968 il totale dei guariti. Le persone che hanno contratto il virus dall’inizio della pandemia sono 13.800.179.

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I dati delle Regioni

(Bollettino Covid-19 delle ore 18,00 - 19 Marzo 2022)

LAZIO - Sono 8.986 i nuovi contagi da coronavirus oggi 19 marzo 2022 nel Lazio, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 5 decessi. "Oggi nel Lazio su 9.504 tamponi molecolari e 43.985 tamponi antigenici per un totale di 53.489 tamponi, si registrano 8.986 nuovi casi positivi (-18), sono 5 i decessi (-7), 1.012 i ricoverati (-3), 76 le persone nelle terapie intensive (+1) e +6.073 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 16,7%. I casi a Roma città sono a quota 4.165. Il Lazio torna in zona bianca, non diminuisce il numero dei casi giornalieri ma i parametri sono sotto soglia. Occorre mantenere alto il livello di attenzione" sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, al termine della videoconferenza della task force regionale per l’emergenza Covid-19.

Sono 104.806 le persone attualmente positive a Covid-19 nel Lazio, di cui 1.012 ricoverati, 76 in terapia intensiva e 103.718 in isolamento domiciliare. Dall’inizio dell’epidemia i guariti sono 1.072.217 e i morti 10.636 su un totale di 1.187.659 casi esaminati, secondo il bollettino aggiornato della Regione Lazio.

SARDEGNA - Sono 1.925 i nuovi contagi da coronavirus oggi 19 marzo 2022 in Sardegna, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 2 decessi. I contagi sono stati confermati dall’esame di 415 tamponi molecolari e 1.510 antigenici: in totale sono stati processati 11.382 test. Restano 18 i ricoverati in terapia intensiva mentre scendono a 317 (-11) i posti letto occupati nell’area medica. I casi di isolamento domiciliare salgono a 27.684, con un incremento di 609 unità. Le vittime sono una donna di 88 anni del Sud Sardegna e un novantenne del cagliaritano.

VENETO - Sono 6.831 i nuovi contagi da covid in Veneto, secondo i dati dell’ultimo bollettino di oggi, 19 marzo. Si registrano inoltre altri 7 morti. Il totale dei casi da inizio pandemia sale a 1.414.989, mentre gli attualmente positivi sono 65.378. Il totale dei decessi da inizio pandemia ha superato i 14 mila (14.036). Nella giornata di ieri sono state somministrate 7.375 dosi di vaccino.

LOMBARDIA - Sono 8.052 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 19 marzo 2022 in Lombardia, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 17 morti nella Regione per un totale di 39.043 vittime dall’inizio della pandemia. Tasso di positività al 12%.

Sono 8.052 i nuovi positivi in Lombardia con il tasso di positività in calo al 12%, mentre i morti nelle ultime 24 ore sono 17 per un totale di 39.043 dall’inizio della pandemia. Sono stabili - pari a 58 - i ricoverati nelle terapie intensive, crescono invece quelli negli altri reparti pari a 880, 22 in più da ieri.

Nel dettaglio i nuovi casi per provincia: a Milano 2.843, a Bergamo 472, a Brescia 890, a Como 589, a Cremona 261, a Lecco 279, a Lodi 132, a Mantova 291, a Monza e Brianza 633, a Pavia 403, a Sondrio 115 e a Varese 794.

ABRUZZO - Sono 1.969 i contagi da coronavirus in Abruzzo oggi, 19 marzo 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Si registra un morti. I nuovi casi, di cui 1.437 emersi da test antigenico, sono di età compresa tra 3 mesi e 99 anni. Nel complesso eseguiti 4.120 tamponi molecolari e 10.656 test antigenici.

Registrati altri 474 guariti. Gli attuali positivi sono 38.170 (+1.494), 256 ricoverati in area medica (+3), 13 in terapia intensiva (+1), 37.901 in isolamento domiciliare (+1.490). I nuovi positivi sono residenti nelle province dell’Aquila (445), Chieti (485), Pescara (374), Teramo (564), fuori regione (37),in accertamento (64).

TOSCANA - Sono 5.489 i contagi da coronavirus in Toscana oggi, 19 marzo 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati altri 11 morti. Tra i nuovi positivi, 1.628 sono stati confermati con tampone molecolare e 3.861 da test rapido antigenico. I nuovi casi sono lo 0,6% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,4% e raggiungono quota 875.850 (94,5% dei casi totali).

Oggi sono stati eseguiti 7.543 tamponi molecolari e 24.776 tamponi antigenici rapidi, di questi il 17% è risultato positivo. Sono invece 8.996 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 61% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 41.732, +4,9% rispetto a ieri. I ricoverati sono 719 (10 in più rispetto a ieri), di cui 32 in terapia intensiva (3 in più). Oggi si registrano 11 nuovi decessi: 6 uomini e 5 donne con un’età media di 84,4 anni.

EMILIA ROMAGNA - Sono 3.904 i nuovi contagi da coronavirus oggi 19 marzo 2022 in Emilia Romagna, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 5 decessi. ’’Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 1.235.389 casi di positività, 3.904 in più rispetto a ieri, su un totale di 20.046 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, di cui 10.153 molecolari e 9.893 antigenici rapidi. Complessivamente, la percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è del 19,5%. Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid. Alle ore 14 sono state somministrate complessivamente 10.248.507 dosi; sul totale sono 3.767.617 le persone over 12 che hanno completato il ciclo vaccinale, il 93,8%. Le terze dosi fatte sono 2.715.203’’. Lo comunica la Regione Emilia Romagna.

’’I pazienti attualmente ricoverati nelle terapie intensive dell’Emilia-Romagna sono 51 (-1 rispetto a ieri, -1,9%), l’età media è di 65,3 anni. Per quanto riguarda i pazienti ricoverati negli altri reparti Covid, sono 867 (-98 rispetto a ieri, -10,2%), età media 74,6 anni.

PUGLIA - Sono 7.392 i nuovi contagi da coronavirus oggi 19 marzo 2022 in Puglia, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 4 decessi. I nuovi casi di positività sono stati rilevati su 33.982 test giornalieri. I nuovi casi per provincia: Provincia di Bari: 2.251; Provincia di Bat: 491; Provincia di Brindisi: 644; Provincia di Foggia: 984; Provincia di Lecce: 2.177; Provincia di Taranto: 779; Residenti fuori regione: 47; Provincia in definizione: 19.

Sono 99.911 le persone attualmente positive in Puglia, 570 ricoverate in area non critica, 28 in terapia intensiva. Da inizio emergenza, 830.341 casi totali nella Regione, 9.283.965 test eseguiti, 722.576 persone guarite e 7.854 decessi.

FRIULI VENEZIA GIULIA - Sono 1.179 i nuovi contagi da covid in Friuli Venezia Giulia secondo il bollettino di oggi, 19 marzo. Si registrano inoltre altri 2 morti. Su 4.480 tamponi molecolari sono stati rilevati 349 nuovi contagi, con una percentuale di positività del 7,79%. Sono inoltre 6.393 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 830 casi (12,98%). Le persone ricoverate in terapia intensiva scendono a 5, così come calano i pazienti ospedalizzati in altri reparti che risultano essere 125’.

BASILICATA - Sono 1.007 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 19 marzo 2022 in Basilicata, secondo i dati covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri c’è stato un morto a Marsico Nuovo. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 4.048 tamponi, tra molecolari e antigenici. Da ieri sono state registrate 405 guarigioni. I ricoverati per Covid-19 sono 93 (+6) di cui 3 in terapia intensiva. Nel complesso gli attuali positivi residenti in Basilicata sono circa 20.600.

CALABRIA - Sono 2.920 i nuovi contagi da coronavirus oggi 19 marzo 2022 in Calabria, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri due decessi. I nuovi casi di positività sono stati rilevati su 13.946 tamponi effettuati. Sono +1.131 i guariti. In totale 2.218 decessi da inizio emergenza. Il bollettino, inoltre, registra +1.787 attualmente positivi, +6 ricoveri (per un totale di 365) e, infine, -1 terapie intensive (per un totale di 14).

SICILIA - Sono 6.107 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 19 marzo 2022 in Sicilia, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri sono stati registrati 15 morti, ma solo due sono di ieri e gli altri dei giorni scorsi. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 40.165 tamponi, tra molecolari e antigenici. Gli attuali positivi nell’isola sono 233.166. Da ieri i guariti sono stati 8.395.

Degli attuali positivi i ricoverati con sintomi sono 852, mentre si trovano in terapia intensiva 58 pazienti. Questa la ripartizione su base provinciale dei nuovi casi: 1.777 a Palermo, 908 a Catania, 1.787 a Messina, 626 a Ragusa, 781 a Trapani, 524 a Siracusa, 492 a Caltanissetta, 807 ad Agrigento e 153 a Enna.

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cms_25271/COVID_BANDIERA_ITALIANA.jpgCovid Italia: Bassetti, Galli, Gismondo, Loopalco, Pregliasco danno voti al governo

Come è stata la gestione della pandemia di coronavirus in Italia, tra contagi, regole e misure restrittive e vaccino anti Covid?

Gli esperti, interpellati, danno le pagelle ai governi Conte e Draghi.

BASSETTI

cms_25271/Bassetti,Infettirologo.jpg"Credo che la pandemia" Covid "in Italia sia stata complessivamente gestita bene" e volendo stilare una pagella "sicuramente al governo Draghi darei forse un bel 9 perché, a mio avviso, le cose sono state fatte molto bene. Al governo Conte, invece, con tutte le attenuanti date dal fatto che della pandemia si sapeva molto poco, darei una sufficienza, perché nel complesso le cose non sono state fatte male, mentre sulla scuola mi sentirei di non andare oltre il 5 perché si è stati un po’ troppo chiusuristi, e i nostri ragazzi ne pagano ancora le conseguenze". Così all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, che "sommando i voti del primo quadrimestre (governo Conte) e del secondo (governo Draghi), vede un buon 7 finale in pagella".

"Il governo Conte - premette l’infettivologo genovese - ha avuto la sfortuna di arrivare per primo su una epidemia di cui si sapeva poco e quindi si è navigato molto a vista. In una prima fase si sono prese decisioni corrette, forse meno condivisibile e meno corretta invece la chiusura delle scuole per così tanto tempo, rispetto anche ad altri Paesi, che ha danneggiato molto i nostri ragazzi, che ancora oggi ne portano addosso le conseguenze. Questa visione da parte del governo Conte dunque - prosegue - è stata troppo di cautela almeno per quanto riguarda le scuole, le chiusure e le riaperture".

Promossa invece "a pieni voti" la gestione del governo Draghi, "soprattutto con il cambio alla guida della Struttura commissariale e l’arrivo del generale Figliuolo, che ha permesso di fare forse una delle migliori campagne vaccinali al mondo, di raggiungere risultati straordinari, e di dare così la possibilità a tutti di fare quasi qualsiasi cosa. Bene anche la capacità di reazione nel momento in cui il virus si è depotenziato - sottolinea Bassetti - e questa apertura premia sicuramente il governo Draghi, che sicuramente, va detto, è stato anche più fortunato perché si è trovato a gestire una fase con più evidenze e consapevolezze". La buona gestione della pandemia però, conclude l’infettivologo, "è stata il frutto di un lavoro continuato e coordinato da parte di tutti, soprattutto dei consulenti, a partire dal Cts, che qualche volta io ho criticato, ma che credo abbia fatto un ottimo lavoro".

GALLI

cms_25271/GALLI_massimo.jpgItalia promossa o bocciata nella gestione del Covid? "Dobbiamo sempre ricordare che siamo stati i primi ad essere colpiti, e siamo stati presi ’alle spalle’. Non sarebbe stato facile per nessuno fare meglio. Ci sono delle attenuanti. Detto questo va sottolineato che l’organizzazione sanitaria, già logorata da anni di tagli, di disattenzione alla prevenzione, di scelte superficiali ha mostrato drammaticamente la corda". Lo spiega all’Adnkronos Salute Massimo Galli, ex direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano, riflettendo sulle scelte dei governi Conte e Draghi nell’affrontare l’emergenza pandemica.

"I governi che si sono succeduti in Italia hanno dovuto affrontare l’emergenza partendo da una serie di eventi sfavorevoli - ribadisce - che avrebbero messo in imbarazzo qualsiasi governo. Non credo che nessun altro Paese europeo avrebbe potuto evitare ciò che è successo a noi all’inizio. In altri Paesi la pandemia è arrivata quando l’allarme era suonato in modo molto evidente. Per il resto, come si dice a scuola, avrebbero potuto fare meglio, ma questo è fin troppo facile da dire a posteriori".

La pandemia, quindi, "ha impietosamente messo in evidenza come decenni di tagli alla sanità, di abbandono del territorio e della prevenzione, ci avessero messo in grave difficoltà. L’organizzazione di partenza era assolutamente insufficiente", conclude Galli.

GISMONDO

cms_25271/GISMONDO_maria-rita.jpg"Seppure dare un voto ai governi nella gestione di una pandemia non è cosa facile" la pagella per l’Italia sul fronte Covid "sia del governo Conte che dell’esecutivo Draghi, vede un "meno che sufficiente". Così all’Adnkronos Salute Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano, evidenziando soprattutto "un errore imperdonabile, attribuibile a entrambi i governi, sulla comunicazione che - dice - è stata un vero disastro, ha creato confusione, terrore, panico nelle persone, con un disastro economico conseguente. E ultimamente - aggiunge - ha anche creato contagi perché ha dato delle false informazioni".

Gismondo però sottolinea il fatto che "la responsabilità non sia esclusivamente da imputare solo a chi ha gestito la pandemia, perché siamo stati colti in una impreparazione che ha radici anche precedenti a questi governi".

Per quanto riguarda poi il confronto della gestione italiana con quella di altri Paesi, a partire da quelli europei, "per tanto tempo ci hanno venduto l’Italia come prima nella gestione della pandemia mentre non è andata affatto così", afferma. "Se vogliamo usare un parametro abbiamo avuto più restrizioni degli altri e più morti degli altri. Dunque non è vero che siamo stati i primi, siamo stati nella media e ci siamo barcamenati con quello che avevamo".

LOPALCO

cms_25271/Lepidemiologo-Lopalco.jpg"Promozione piena per l’Italia nella gestione della pandemia". A dare ’buoni voti’ ai governi Conte e Draghi per le politiche di contrasto al Covid è l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, docente di igiene all’Università del Salento. "Non bisogna mai dimenticare - dice all’Adnkronos Salute - che l’Italia è stata la prima nazione occidentale ad affrontare la pandemia. Già per questo handicap iniziale, il nostro governo meriterebbe almeno un voto in più in pagella. Meritevole il grande sforzo di non cedere troppo alle sirene dell’economia. Questo merito va anche attribuito, in gran parte, al ministro della Salute Roberto Speranza. Altra menzione non da poco l’apporto del generale Figliuolo per l’organizzazione della campagna vaccinale, fra le più efficienti in Europa. Quindi promozione piena".

PREGLIASCO

cms_25271/Pregliasco.jpg"L’Italia ha complessivamente approcciato nel modo più giusto, ragionevole e prudente la pandemia, attraverso la modalità di mitigazione della diffusione del virus cercando di equilibrare, pur in mancanza di un manuale di gestione, le esigenze di libertà, psicologiche, economiche e di salute" è il bilancio tracciato dal virologo Fabrizio Pregliasco dell’università di Milano, in vista della fine dello stato di emergenza il 31 marzo, e promuove l’operato sia del governo Conte che quello Draghi, chiamati a gestire però fasi della pandemia diverse fra loro.

"I due governi - commenta il virologo - hanno gestito aspetti diversi della pandemia: il primo ha affrontato lo tsunami improvviso, quello che colpì soprattutto la Lombardia e in cui eravamo il secondo Paese al mondo, cercando delle soluzioni. Ed è facile, come sempre, a posteriori dire che ci sono stati errori - osserva - ma sono state fatte delle scelte che in quel momento si potevano fare e si ritenne utile fare. Il governo Draghi si è trovato di fronte a una situazione incanalata, pur nelle nuove emergenze pandemiche, che ha saputo affrontare con una maggiore consapevolezza". Dunque, l’Italia "credo abbia complessivamente gestito nel modo giusto, ragionevole e prudente la pandemia", conclude.

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