IN ITALIA ULTERIORI 62.704 CONTAGI E ALTRI 62 MORTI

I dati dalle Regioni - Covid, Costa: "Aumento contagi non è allarme"

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cms_26519/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 62.704 contagi e altri 62 morti

Sono 62.704 i nuovi contagi da Coronavirus in Italia, secondo i dati e i numeri Covid - regione per regione - del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute. Si registrano, inoltre, altri 62 morti per un totale di 167.842 decessi. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 292.345 i tamponi, tra molecolari e antigenici, con un tasso di positività che sale al 21,4%. In aumento i ricoveri ordinari (+218) per un totale di 4.803 pazienti. Invece sono in lieve calo (-3) i ricoveri in terapia intensiva per un totale di 206 pazienti e 25 ingressi del giorno. Gli attuali positivi sono 599.930 (+25.281) e i dimessi/guariti sono 17.191.557 (+37.921).

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Dati dalle Regioni

(Bollettino Covid-19 delle ore 18,00 - 21 Giugno 2022)

LAZIO - Sono 7.549 i nuovi contagi oggi, 21 giugno, nel Lazio. . I casi a Roma città sono a quota 4.474. Nello specifico, riferisce il bollettino Covid della Regione, su 6.063 tamponi molecolari e 35.795 tamponi antigenici per un totale di 41.858 tamponi, si registrano 7.549 nuovi casi positivi (+4.915), sono 3 i decessi (-3), 527 i ricoverati (+26), 48 le terapie intensive (+4) e +4.149 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 18%. "I casi sono in deciso aumento, necessaria quarta dose per over 80, sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

TOSCANA - Sono 3.182 i nuovi contagi da coronavirus oggi 21 giugno 2022 in Toscana, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione anticipato su Telegram dal presidente della Regione, Eugenio Giani. I nuovi casi di positività sono stati rilevati su 15.844 test di cui 1.625 tamponi molecolari e 14.219 test rapidi, il tasso dei nuovi positivi è 24,06% (79,2% sulle prime diagnosi). Gli attualmente positivi sono oggi 32.070, +8,2% rispetto a ieri. I ricoverati sono 285 (19 in più rispetto a ieri), di cui 12 in terapia intensiva (2 in più). Oggi si registrano 3 nuovi decessi: 2 uomini e una donna con un’età media di 77,3 anni.

ABRUZZO - Sono 1478 i nuovi casi positivi al Covid registrati oggi in Abruzzo, che portano il totale dall’inizio dell’emergenza – al netto dei riallineamenti – a 418437. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 3 nuovi casi (una 73enne della provincia dell’Aquila, un 88enne della provincia di Teramo, mentre il terzo decesso risale ai giorni scorsi ed è stato comunicato solo oggi dalla Asl) e sale a 3369. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 395398 dimessi/guariti (+691 rispetto a ieri). Lo comunica l’Assessorato regionale alla Sanità. Gli attualmente positivi in Abruzzo sono 19670 (+784 rispetto a ieri).

Di questi, 108 pazienti (-5 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 2 (invariato rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre i restanti sono in isolamento domiciliare. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 1621 tamponi molecolari (2359681 in totale dall’inizio dell’emergenza) e 5902 test antigenici (3807145). Del totale dei casi positivi, 87188 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+364 rispetto a ieri), 119364 in provincia di Chieti (+352), 96932 in provincia di Pescara (+384), 102786 in provincia di Teramo (+339), 8185 fuori regione (+43) e 3982 (-4) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

SARDEGNA - Sono 2.658 i nuovi contagi in Sardegna registrati nel bollettino Covid di oggi, 21 giugno. Nell’Isola si registrano anche due vittime: una donna di 80 anni e un uomo di 88 del Sud Sardegna. I 2.658 nuovi casi positivi sono stati confermati dall’esame di 181 tamponi molecolari e 2.477 antigenici, su un totale di 8.417 test processati. Rispetto all’aggiornamento di ieri scendono a 7 i pazienti ricoverati nelle terapie intensive (-1) mentre salgono a 103 (+9) i posti occupati nell’area medica. Con 1.363 casi in più, oggi sono 16.238 le persone sottoposte all’isolamento domiciliare.

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Covid, Costa: "Aumento contagi non è allarme"
cms_26519/ANDREA-COSA-SOTTOSEGRETARIO-SALUTE.jpg"Il virus circola ancora ma il dato sui nostri ospedali ci dice che non c’è pressione. E’ normale un aumento dei casi se consideriamo che da giorni non esistono restrizioni e ci sono maggiori possibilità di incontri che possono far aumentare i contagi. Dobbiamo monitore la situazione ma no ad allarmi". Lo ha sottolineato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ospite di ’Buongiorno’ su SkyTg24 commentando l’attuale situazione epidemiologica che vede un rialzo della curva dei positivi.

"Non dobbiamo confondere la prudenza con la paura", ha aggiunto, spiegando come l’andamento del Covid-19 va "monitorato ma senza trasmettere messaggi di troppa preoccupazione o allarmismo” perché "la situazione al momento è sotto controllo”. Secondo Costa "se l’obiettivo è convivere con il virus allora dobbiamo imparare a convivere con i positivi. Penso che dobbiamo concentrarci più sui sintomatici che non sui positivi. Continuare a cercare i positivi non è la strategia giusta", ha continuato, sottolineando che i numeri negli ospedali "sono ampiamente al di sotto" delle soglie.

"Sono stato tra i più convinti sostenitori del fatto che occorresse togliere la mascherina per sostenere gli esami di maturità. Ho ritenuto sempre che questo fosse un messaggio importante non solo per i nostri ragazzi ma anche per il Paese", ha aggiunto. Per Costa "si tratta anche di una questione di coerenza, visto che abbiamo mandato i diciottenni a votare ai seggi senza mascherina", e "di una questione di credibilità della politica stessa". Per il sottosegretario, inoltre, "passare da un obbligo a una raccomandazione significa fare un atto di fiducia nei confronti dei cittadini, che dopo due anni e mezzo di Covid hanno una consapevolezza diversa e sanno bene quali possono essere le situazioni ancora più a rischio. Togliere l’obbligo di mascherina, del resto, non significa che è vietato indossarla".

Per Costa "c’è poi tutto il tema dei controlli" che "andrebbero intensificati dove è previsto l’obbligo, oltretutto oggi è più facile perché sono poche le regole da rispettare e da far rispettare. Però penso che, in questi due anni e mezzo, la gran parte dei cittadini italiani abbia dimostrato grande senso di responsabilità nel rispetto delle regole e nell’adesione alla campagna vaccinale". Quindi "credo sia giusto dare fiducia ai cittadini italiani. L’importante è farci trovare pronti in caso di scenari diversi, ma credo che dopo due anni di esperienza questa prontezza ci sia".

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