IN ITALIA ULTERIORI 5.117 CONTAGI E ALTRI 67 MORTI

I dati dalle Regioni - Covid Italia, Gimbe: "In ospedale quasi solo non vaccinati" - Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori dal 15 ottobre

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cms_23192/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 5.117 contagi e altri 67 morti

Sono 5.117 i contagi da Coronavirus in Italia, secondo numeri e dati Covid nel bollettino del ministero della Salute e della Protezione Civile.

Ieri registrati 67 morti. Scendono i ricoveri, 4.018(-110) gli ospedalizzati con sintomi nelle ultime 24 ore, e 531(-9) i pazienti in terapia intensiva. Sono invece 306.267 i tamponi effettuati, con un tasso di positività dell’1,67%. Sale di 7.193 il numero di persone guarite.

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I dati dalle Regioni

LOMBARDIA - Sono 573 i nuovi contagi da coronavirus. Si registrano 9 decessi.

CAMPANIA - Sono 475 i contagi da coronavirus.Si registrano 4 decessi.

ABRUZZO - Sono 100 i nuovi contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

BASILICATA - Sono 40 i contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

PUGLIA - Sono 248 i contagi da coronavirus. Si registra 1 decesso.

TOSCANA - Sono 435 i contagi da coronavirus. Il tasso dei nuovi positivi è 2,64% (7,3% sulle prime diagnosi).

FRIULI VENEZIA GIULIA - Sono 103 i nuovi contagi da coronavirus.Si registra 1 decessi.

SARDEGNA - Sono 107 i nuovi contagi da coronavirus. Si registrano 5 decessi.

PIEMONTE - Sono 263 i nuovi contagi di coronavirus. Si registra 1 decesso.

EMILIA ROMAGNA - Sono 364 i nuovi contagi da coronavirus. Si registrano 6 decessi.

LAZIO - Sono 314 i nuovi contagi da coronavirus. Si registrano 3 decessi.

SICILIA - Sono 878 i contagi da coronavirus. Si registrano 6 decessi.

VALLE D’AOSTA - Sono 2 i nuovi contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

CALABRIA - Sono 203 i contagi da coronavirus. Si registrano 6 decessi.

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cms_23192/nuova_covid_ospedale_13_fg.jpgCovid Italia, Gimbe: "In ospedale quasi solo non vaccinati"

"In ospedale quasi esclusivamente non vaccinati" contro il covid-19. Lo evidenzia il report della Fondazione Gimbe sulla settimana 8-14 settembre. "Rispetto alla settimana precedente, tutti i numeri sono in calo. Scendono i nuovi contagi (33.712 contro 39.511), i decessi (389 contro 417), i casi attualmente positivi (122.340 contro 133.787), le persone in isolamento domiciliare (117.621 contro 128.917), i ricoveri con sintomi (4.165 contro 4.307) e le terapie intensive (554 contro 563)".

"Continuano a diminuire i nuovi casi settimanali – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe – sia come numeri assoluti che come media mobile dei casi giornalieri che si attesta a 4.816". Nella settimana 8-14 settembre 2021, rispetto alla precedente, "4 Regioni registrano un incremento percentuale dei nuovi casi e in sole 2 Regioni crescono i casi attualmente positivi - sottolinea il report - Scendono a 56 le province con incidenza pari o superiore a 50 casi per 100 mila abitanti: in Sicilia e Umbria tutte le Province raggiungono o superano tale soglia. Solo in 2 province si contano oltre 150 casi per 100 mila abitanti: Siracusa (178) e Messina (168) (tabella 2). In calo anche i decessi: 389 negli ultimi 7 giorni (di cui 52 riferiti a periodi precedenti), con una media giornaliera di 56 rispetto ai 60 della settimana precedente".

"Sul fronte ospedaliero – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi sanitari della Fondazione Gimbe – dopo 8 settimane di aumento si registra una lieve riduzione dei posti letto occupati da pazienti Covid-19, che scendono del 3,3% in area medica e dell’1,6% in terapia intensiva".

"E’ inaccettabile la presa di posizione di personaggi pubblici, tra cui medici e politici, che, sovvertendo la metodologia della ricerca scientifica, alimentano la disinformazione mettendo a rischio la salute delle persone. Soprattutto di quelle indecise, che rifiutano vaccini efficaci e sicuri confidando in protocolli di terapia domiciliare non autorizzati o addirittura in farmaci dannosi e controindicati", ha rimarcato poi Cartabellotta tornando sulle polemiche intorno ai protocolli di cure domiciliari anti-Covid rilanciati sui media.

E ricorda il contesto in cui si innestano queste polemiche. "Il progressivo aumento delle coperture vaccinali e l’adesione ai comportamenti individuali hanno permesso di contenere la quarta ondata e i nuovi casi e i ricoveri hanno finalmente iniziato a scendere. Tuttavia - osserva - con l’autunno alle porte, la riapertura delle scuole e i 9,4 milioni di persone, oltre agli under 12, che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino, si rischia una ripresa della circolazione del virus e un aumento delle ospedalizzazioni con conseguenti limitazioni nell’assistenza ai pazienti non Covid".

cms_23192/Green_pass_Italia.jpgGreen pass obbligatorio per tutti i lavoratori dal 15 ottobre

Green pass obbligatorio dal 15 ottobre per tutti i lavoratori, pubblici e privati. Sanzioni, multe e sospensione per chi è sprovvisto del certificato verde ma niente licenziamento. Il governo vara il decreto che estende l’obbligo di green pass toccando i temi dei controlli, dei tamponi a prezzo calmierato, del rilascio del documento dopo la prima dose: 8 articoli e 6 pagine, con regole valide fino al 31 dicembre 2021, parallelamente alla durata dello stato d’emergenza.

Il decreto riguarda, come ha detto il premier Mario Draghi durante il Consiglio dei ministri, è necessario per continuare ad aprire il paese. Il provvedimento coinvolge 23 milioni di lavoratori: nell’esercito sono compresi deputati e senatori ma anche colf, baby sitter, badanti. E poi chi lavora a partita Iva, chi presta occasionalmente un servizio, si pensi solo all’elettricista o all’idraulico. Ai quali, sulla soglia di casa, non sarà più soltanto richiesto di indossare la mascherina, ma -tra meno di un mese- di favorire il green pass. Stessa richiesta per deputati e senatori.

Dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine prevenire la diffusione dell’infezione da Sars-CoV-2, al personale delle amministrazioni pubbliche, al personale delle Autorità amministrative indipendenti, ivi comprese la Commissione nazionale per la società e la borsa e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, della Banca d’Italia, nonché degli enti pubblici economici e degli organi di rilievo costituzionale, ai fini dell’accesso nei luoghi in cui svolgono l’attività lavorativa, è fatto obbligo di possedere e di esibire, su richiesta, la certificazione verde Covid-19", si legge all’art. 1.

Il lavoratore che non è in possesso del certificato o è privo del green pass "al momento dell’accesso al luogo di lavoro, è considerato assente ingiustificato e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque non oltre il 31 dicembre 2021, e, in ogni caso, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro".

L’articolo 3 del decreto definisce il quadro relativo ai lavoratori privati. Quelli privi del green pass "al momento dell’accesso al luogo di lavoro, sono sospesi dalla prestazione lavorativa, al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori nel luogo di lavoro, e, in ogni caso, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per il periodo di sospensione non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato".

Il decreto, all’articolo 5, modifica i tempi relativi alla concessione del green pass per chi riceve la prima dose di vaccino: il certificato non viene rilasciato dopo 15 giorni ma "dalla medesima somministrazione". Quindi, subito.

"Dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza, i magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, gli avvocati e procuratori dello Stato, i componenti delle commissioni tributarie non possono accedere agli uffici giudiziari se non possiedono e, su richiesta, non esibiscono la certificazione verde Covid-19", recita l’articolo 2. "Le disposizioni (...) si applicano anche al magistrato onorario" mentre, si specifica, le disposizioni "non si applicano agli avvocati e altri difensori, consulenti, periti e altri ausiliari del magistrato estranei alle amministrazioni della giustizia, testimoni e parti del processo".

"I datori di lavoro sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni" sull’obbligo di green pass e, secondo l’articolo 1 del decreto, definiscono "entro il 15 ottobre 2021, le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni degli obblighi".

"L’accesso del personale nei luoghi di lavoro" senza green pass è punito con una "sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 600 a euro 1.500". Multe non solo per i dipendenti che vengono beccati sul posto di lavoro sprovvisti di green pass, ma anche per i datori di lavoro che non controllano. Il dl prevede infatti siano a loro a controllare, con multe -per chi non lo fa- che vanno da 400 a mille euro.

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