IN ITALIA ULTERIORI 38.507 CONTAGI E ALTRI 115 MORTI

I dati delle Regioni - Long Covid, sintomi, quanto dura: cosa dicono Bassetti, Galli, Gismondo e Pregliasco

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cms_26030/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 38.507 contagi e altri 115 morti

Sono 38.507 i nuovi contagi da Coronavirus in Italia, secondo i dati e i numeri Covid - regione per regione - del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute.

Si registrano inoltre altri 115 morti.

Sono +265.647 i tamponi effettuati e il tasso di positività è al 14,5%. In calo i ricoverati con sintomi che sono in totale 7.907 (-251) mentre i pazienti in terapia intensiva sono in lieve aumento per un totale di 341(+7) con 44 ingressi del giorno.

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I dati delle Regioni

(Bollettino Covid-19 delle ore 18,00 - 13 Maggio 2022)

LAZIO - Sono 5.347 i nuovi contagi da coronavirus oggi, 13 maggio 2022, in Lombardia a fronte di 37.994 tamponi, con un tasso di positività 14%. I ricoverati in area medica sono 953 (-35) e restano sotto quota 1.000, mentre in terapia intensiva ci sono 36 pazienti (+1). I decessi sono 20 nelle ultime 24 ore. A Milano provincia ci sono 1.663 di cui 689 a Milano città. A Bergamo sono 519 i casi, a Brescia 643. Quanto alle altre province, Como 376; Cremona 160; Lecco 220; Lodi 117; Mantova 181; Monza e Brianza 520; Pavia 307; Sondrio 83; Varese 386.

LAZIO - Sono 3.431 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 13 maggio 2022 nel Lazio, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 7 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 6.571 tamponi molecolari e 19.859 antigenici con un tasso di positività al 12.9%. I casi a Roma città sono a quota 1.713.

Nel dettaglio, nella Asl Roma 1 sono 669 i nuovi casi e 1 decesso; nella Asl Roma 2 sono 506 i nuovi casi e 2 i decessi nelle ultime 24 ore; nella Asl Roma 3 sono 538 i nuovi casi e 1 decesso; nella Asl Roma 4 sono 185 i nuovi casi e 1 decesso; nella Asl Roma 5 sono 265 i nuovi casi e 0 i decessi; nella Asl Roma 6 sono 337 i nuovi casi. Nelle province si registrano 931 nuovi casi. La Asl di Frosinone registra 326 nuovi casi e 1 decesso; la Asl di Latina 412 casi; la Asl di Rieti 83 nuovi casi, mentre nella Asl di Viterbo sono 110 i nuovi casi e 1 decesso.

VENETO - Sono3.614 i nuovi contagi da covid in Veneto secondo i dati dell’ultimo bollettino di oggi, 13 maggio. Si registrano inoltre altri 4 morti. Il totale dei casi da inizio pandemia è arrivato a 1.719.946, mentre gli attualmente positivi sono 52.268. Il totale dei decessi da inizio pandemia è 14.577. Negli ospedali veneti sono ricoverate 467 persone in area medica e 26 in terapia intensiva. Negli ospedali di comunità i ricoverati positivi sono 123. Nella giornata di ieri sono state effettuate 1.197 vaccinazioni anti-Covid.

TOSCANA - Sono 1.674 i nuovi contagi da covid in Toscana secondo il bollettino di oggi, 13 maggio. Si registrano inoltre altri 9 morti. 11.081 i test effettuati, di cui 2.165 tamponi molecolari e 8.916 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 15,11% (63,5% sulle prime diagnosi). 483 i casi confermati con tampone molecolare e 1.191 da test rapido antigenico, che portano il totale a 1.126.522 dall’inizio dell’emergenza sanitaria da Coronavirus. I nuovi casi sono lo 0,1% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,3% e raggiungono quota 1.076.698 (95,6% dei casi totali).

Oggi sono stati eseguiti 2.165 tamponi molecolari e 8.916 tamponi antigenici rapidi, di questi il 15,1% è risultato positivo. Sono invece 2.637 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 63,5% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 39.845, -3% rispetto a ieri. I ricoverati sono 490 (17 in meno rispetto a ieri), di cui 17 in terapia intensiva (1 in più). Oggi si registrano 9 nuovi decessi: 5 uomini e 4 donne con un’età media di 81,3 anni.

EMILIA ROMAGNA - Sono 3.528 i nuovi contagi registrati oggi, 13 maggio 2022, in Emilia-Romagna, su un totale di 17.640 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, di cui 9.389 molecolari e 8.251 test antigenici rapidi. Complessivamente, la percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è del 20%. Lo riferisce il bollettino con i dati Covid della Regione. Si registrano 14 decessi. I pazienti attualmente ricoverati nelle terapie intensive dell’Emilia-Romagna sono 31 (invariato rispetto a ieri), l’età media è di 66,5 anni. Per quanto riguarda i pazienti ricoverati negli altri reparti Covid, sono 1.172 (-21 rispetto a ieri, -1,8%), età media 75,8 anni.

PUGLIA - Sono 2.599 i nuovi contagi da coronavirus oggi 13 maggio 2022 in Puglia, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 9 decessi. I nuovi casi di positività sono stati rilevati su 17.542 test giornalieri. I nuovi casi per provincia: Provincia di Bari: 873 - Provincia di Bat: 142 - Provincia di Brindisi: 246 - Provincia di Foggia: 308 - Provincia di Lecce: 572 - Provincia di Taranto: 423 - Residenti fuori regione: 27 - Provincia in definizione: 8. Sono 90.905 le persone attualmente positive in Puglia, 483 ricoverate in area non critica, 23 in terapia intensiva. Da inizio emergenza, 1.104.883 casi totali nella Regione, 10.794.053 test eseguiti, 1.005.592 persone guarite e 8.386 decessi.

PIEMONTE - Sono 3.124 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 13 maggio 2022 in Piemonte, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati due morti. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 24.989 tamponi, di cui 21.938 test antigenici, con un tasso di positività al 12,5%. I ricoveri ordinari sono 575 (-37 rispetto a ieri), quelli in terapia intensiva 16, in calo di una unità rispetto a ieri.

SARDEGNA - In Sardegna si registrano oggi, 13 maggio 2022, 1.409 ulteriori contagi da coronavirus. Lo riferisce il bollettino con i dati Covid della Regione. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 6271 tamponi. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 11 ( stesso dato di ieri ). I pazienti ricoverati in area medica sono 256 ( + 5 ). Sono 23925 i casi di isolamento domiciliare ( + 256 ). Si registrano 4 decessi: due donne di 83 e 84 anni e due uomini di 66 e 81 anni, residenti in provincia di Oristano.

CALABRIA - Sono 1.194 (su 5.942 tamponi effettuati) i nuovi contagi da coronavirus oggi 13 maggio 2022 in Calabria, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano 3 morti (per un totale di 2.548 decessi). Il bollettino, inoltre, registra -1.465 attualmente positivi, -10 ricoveri (per un totale di 205) e, infine, -1 terapie intensive (per un totale di 10).

ABRUZZO - Sono1.374 i nuovi contagi da coronavirus oggi 13 maggio 2022 in Abruzzo, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri tre decessi. I nuovi casi di positività portano il totale dall’inizio dell’emergenza – al netto dei riallineamenti – a 392961. Dei positivi odierni, 1132 sono stati identificati attraverso test antigenico rapido. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 3 nuovi casi (di età compresa tra 64 e 94 anni, tutti residenti in provincia dell’Aquila) e sale a 3261. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 359155 dimessi/guariti (+1427 rispetto a ieri). Lo comunica l’Assessorato regionale alla Sanità.

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 30545 (-57 rispetto a ieri). Nel totale sono ricompresi anche 3310 casi riguardanti pazienti di cui non si hanno notizie e sui quali sono in corso verifiche. Sono 281 i pazienti (-4 rispetto a ieri) ricoverati in ospedale in area medica; 8 (invariato rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 30256 (-53 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 2544 tamponi molecolari (2295369 in totale dall’inizio dell’emergenza) e 6823 test antigenici (3659006). Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 14.66 per cento.

VALLE D’AOSTA - Sono 62 i nuovi contagi da coronavirus registrati oggi, 13 maggio 2022, in Valle d’Aosta a fronte di 11 guariti. Lo riferisce il bollettino con i dati Covid della Regione. Gli attuali positivi sono 1302 di cui 25 ricoverati in ospedale. Un paziente risulta, invece, ricoverato in terapia intensiva. Nelle ultime 24 ore non si registra alcun decesso. Le persone decedute in Valle d’Aosta da inizio epidemia con diagnosi Covid restano, pertanto, a 534. I nuovi casi testati nelle ultime 24 ore sono 43, i tamponi effettuati 369.

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Long Covid, sintomi, quanto dura: cosa dicono Bassetti, Galli, Gismondo e Pregliasco

Quanto dura il Long Covid e quali sono i sintomi nei pazienti che, archiviata l’infezione da coronavirus in sé e per sé, hanno ancora strascichi e non si sentono più pienamente come prima? Uno studio cinese pubblicato su ’The Lancet Respiratory Medicine’, l’indagine con il follow-up più lungo condotta finora, ha evidenziato come più della metà (55%) di chi è stato ricoverato per Covid-19 dopo 2 anni presenta ancora almeno un sintomo della malattia.

cms_26030/ANDREA-COSA-SOTTOSEGRETARIO-SALUTE.jpg"L’Istituto superiore di sanità sta analizzando tutta una serie di casi per aver contezza di quelli che sono i sintomi - spiega il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, ospite di ’TimeLine’ su SkyTg24 - E’ un tema nei confronti del quale dovremmo fare i conti nei prossimi mesi. Si era detto che c’era incertezza su quelli che potevano essere le conseguenze del Long Covid. Indubbiamente solo il monitoraggio nel tempo ci dirà quelle che sono le problematiche. Uno dei motivi per cui abbiamo insistito sulle vaccinazioni era la protezione dalla malattia e dalle conseguenze gravi. Long Covid è tema su cui dobbiamo essere pronti e dare risposte ai cittadini".

BASSETTI

cms_26030/Bassetti,Infettirologo.jpgI dati dello studio cinese sul Long Covid pubblicati su ’The Lancet Respiratory Medicine’ "sono impressionati, ma sono riferiti alla prima ondata della pandemia - commenta Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova - Anche noi abbiamo lavorato sulle conseguenze a breve e lungo termine della malattia da Covid: gli ex pazienti lamentano stanchezza, problemi di memoria e anche problemi respiratori. Ma la domanda che dobbiamo porci è quella riferita all’arrivo dei vaccini", perché "chi ha avuto il Covid da vaccinato non ha stessa sintomatologia di un non vaccinato. E questo sembra valere anche per il post Covid", mentre "i guariti non vaccinati hanno avuto strascichi simili a chi ha avuto la polmonite a marzo-maggio e a ottobre-dicembre 2020. Quindi lo spartiacque è la vaccinazione".

"Forme di Long Covid e post Covid importanti le vediamo oggi in chi non è vaccinato - prosegue Bassetti - Che arrivino fino a 2 anni mi sembra un po’ tanto, ma ne prendiamo atto. Lo studio dimostra che questo è un virus aggressivo, che causa una malattia grave perché c’è una interazione tra virus e sistema infiammatorio. E’ una malattia infettivo-infiammatoria non classica e questa sinergia crea più danni. Dallo studio cinese arriva un messaggio chiaro", ribadisce l’esperto: "La vaccinazione fa la differenza".

CLERICI

cms_26030/Mario_Clerici.jpg"Il Long Covid e il suo impatto lo capiremo meglio con il tempo. Nel bene e nel male. Ma, a giudicare dagli ultimi dati su questa problematica, possiamo essere sicuri che nei prossimi anni ci sarà un aumento delle cronicità e delle necessità di terapie riabilitative. E serviranno risorse su questo. Perché ormai è confermato da ciò che vediamo: Covid è un problema che, sotto alcuni profili, non si limita al periodo dell’infezione ed è ormai confermato da quello che vediamo". E’ la riflessione di Mario Clerici, docente di immunologia dell’università degli Studi di Milano e direttore scientifico della Fondazione Don Gnocchi.

L’esperto commenta così i dati dello studio cinese: "Continuano a uscire pubblicazioni. Questa è solo l’ultima in ordine di tempo, ma è in effetti la prima in cui si esaminano i dati a 2 anni. Comincia quindi a esserci un follow-up abbastanza lungo. Sono due i messaggi che ricavo da questo lavoro: il primo è positivo e ci dice che la percentuale di pazienti con sintomi post Covid dopo 2 anni si è ridotta rispetto a quella che si aveva dopo un anno. Il messaggio negativo, però, è che c’è ancora una percentuale cospicua di persone che hanno avuto il Covid due anni prima e stanno poco bene".

"Il che - prosegue l’immunologo - va a confermare quello che più o meno vediamo nella clinica: cioè c’è una percentuale di pazienti, che diminuisce nel tempo, ma resta una bella fetta, che continua ad avere sintomi, a star male, a esser debole o a respirare male, a sperimentare ancora nebbia intellettiva. E mi sembra che, al netto di tutto, quello che ci aspetta è un aumento delle cronicità nei prossimi anni. Avremo quindi una necessità di terapie non per acuzie, ma di gestione della cronicità e riabilitazione. Bisognerà capire come gestire tutte queste persone e farle migliorare nel modo più efficace e veloce possibile".

GALLI

cms_26030/GALLI_massimo.jpg"Stanno emergendo con sempre maggiore chiarezza le evidenze sul diffuso fenomeno del Long Covid. Io stesso ne ho esperienza personale. Tutto questo mi fa sostenere, con convinzione, che sbaglia profondamente chi sostiene che se ci si infetta con Omicron non è poi così grave. Questo virus è meglio non incontrarlo" dice Massimo Galli, già direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, in merito ai nuovi dati evidenziati dallo studio cinese.

"Non è detto che questo risultato possa essere esattamente trasposto alla nostra casistica italiana - osserva Galli - Ci sono evidentemente tanti aspetti da approfondire. Ma la lezione da tenere in considerazione, in assoluto, è che questa infezione ha ancora molti lati da chiarire. E dunque meglio non prendersela".

"Oggi non siamo ancora riusciti a venire a capo dei meccanismi implicati nel fenomeno del Long Covid - aggiunge l’infettivologo - e di quanto si potrebbe e dovrebbe fare per il contenimento, la cura e la gestione di questo tipo di problematiche. Bisogna sicuramente fare i conti con questo elemento anche a livello di organizzazione dell’assistenza".

GISMONDO

cms_26030/GISMONDO_maria-rita.jpgIl Long Covid sarà una ’pandemia dopo la pandemia’? "Credo che il Covid non ci abbandonerà per moltissimo tempo, anche e soprattutto per i suoi effetti a lungo termine che dobbiamo monitorare". Soprattutto, "dobbiamo cercare di capire se" queste sequele "si possono evitare con strumenti terapeutici" dice la microbiologa Maria Rita Gismondo.

Anche in Italia "stiamo raccogliendo dati e traendo deduzioni su pazienti monitorati dopo la guarigione da Covid - osserva la direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano - Vediamo che molti hanno disturbi anche dopo mesi", anche "problemi della memoria, disturbi cognitivi, la maggior parte di lieve entità. Ma c’è stato uno studio abbastanza preoccupante - ricorda Gismondo - certo da confermare nel tempo, in cui è stato valutato il volume del cervello nei pazienti che hanno sintomi Long Covid, suggerendo che si riduce".

PREGLIASCO

cms_26030/Pregliasco.jpgL’infezione da Sars-CoV-2 ha "strascichi molto rilevanti, effetti che vedremo accumularsi nel tempo". Per questo il virologo Fabrizio Pregliasco, docente all’università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi, ritiene che "più ospedali italiani dovrebbero attrezzarsi con centri Long Covid", e propone "un progetto nazionale per definire quanti e dove".

L’esperto sottolinea come le conseguenze a lungo termine della malattia siano "da comprendere a fondo" e come siano "necessari servizi mirati da rendere disponibili a tutti". "Sono ormai tantissime - ricorda Pregliasco - le evidenze della rilevanza del Long Covid e della quota percentuale di persone colpite, con intensità e lunghezza varie". E s’è c’è ancora "difficoltà nell’inquadrare questa patologia", ormai è solida "la consapevolezza che il polmone è il principale obiettivo della fase acuta della patologia, ma il coinvolgimento a distanza interessa poi diversi apparati".

TOSATO

cms_26030/TOSATO_Matteo,_responsabile_Unità_operativa_Day_hospital_post_Covid_Fondazione_Policlinico_Gemelli_Irccs_di_Roma.jpgPer molti guariti da Sars-CoV-2 può iniziare il calvario della sindrome post Covid. Un insieme di sintomi che ancora non ha un perimetro clinico oggettivo, ma "sicuramente la persistenza di disturbi è molto importante: noi la troviamo nel 60-65% dei nostri pazienti e i dati del nostro osservatorio evidenziano che il range di età è 25-55 anni.

La sfida per i sistemi sanitari è saper affrontare nei prossimi anni questa sindrome, dando una definizione oggettiva, e infatti stiamo collaborando con l’Istituto superiore di sanità (Iss) che ha un piano aperto sulle buone pratiche per il Long Covid, con cui standardizzare l’assistenza nei centri post Covid attraverso linee guida nazionali. Speriamo per la fine dell’estate di arrivare a un documento ufficiale". Lo sottolinea Matteo Tosato, responsabile Unità operativa Day hospital post Covid Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma. Il centro ha preso in carico, da aprile 2020, oltre 2.500 pazienti.

"A differenza dello studio cinese" pubblicato su ’The Lancet Respiratory Medicine’, "noi non abbiamo seguito solo i ricoverati - spiega Tosato - ma non abbiamo avuto modo di seguire tutti in modo continuativo per come era concepito il disegno assistenziale, ma abbiamo raccolto i dati dei nostri pazienti e li abbiamo valutati nel tempo".

Al momento il post Covid "non ha criteri diagnostici", evidenzia l’esperto, e "il sintomo più comune è la ’fatigue’, la stanchezza. Ovvero, per i guariti c’è una difficoltà nel riprendere la normale attività quotidiana, ma è chiaro che come percepisco la fatica è una cosa molto soggettiva. Non abbiamo, appunto, un criterio diagnostico condiviso a livello della comunità scientifica". Ecco la necessità di linee guida a livello nazionale.

L’arrivo del vaccino anti-Covid, ma anche delle variante Omicron e delle sue sottovarianti, ha cambiato il Long Covid? "Oggi - risponde Tosato - nel mio ambulatorio vedo ancora pochi guariti da Omicron con sindrome post. Omicron è una variante arrivata a gennaio in Italia e quindi abbiamo appena cominciato. Non abbiamo certezze per dire se l’arrivo di nuovi varianti e l’elevata copertura vaccinale hanno cambiato anche i sintomi del Long Covid. Alcuni dei sintomi più brutti a livello cardiovascolare, le aritmie, l’ictus o i disturbi respiratori, sono molto più comuni in coloro che hanno avuto forme severe. La fatigue invece si è dimostrata non correlata al grado di severità di malattia: chi ha avuto un Covid leggero ha avuto lo stesso una forma di stanchezza postuma".

Il post Covid rischia di diventare una vera e propria malattia con cui dovremo fare i conti nel prossimo decennio? "In parte è già cosi - avverte il responsabile Uo Day hospital post Covid del Gemelli - Guardiamo al Lazio: fino al 31 dicembre del 2021 siamo stati un Day hospital post Covid", mentre "da gennaio su decisione della Regione si è aperto un percorso ambulatoriale per i pazienti post Covid, in pratica sdoganando la sindrome post Covid come condizione clinica. Quindi mi arriva il paziente con l’impegnativa del medico, con scritto post Covid. Attenzione però - conclude Tosato - Serve una standardizzazione di questi centri, per questo l’Iss sta lavorando a un documento che possa dare una linea unica a cui poi ogni centro dovrà attenersi".

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