IN ITALIA ULTERIORI 18.813 CONTAGI E ALTRI 121 MORTI

I dati dalle Regioni - Covid, Aceti (Salutequità): "Ospedali pieni ma garantire cure a tutti i pazienti"

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cms_27002/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 18.813 contagi e altri 121 morti

Sono 18.813 i nuovi contagi da Coronavirus in Italia, secondo i dati e i numeri Covid - regione per regione - del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute. Si registrano inoltre altri 121 morti.

I tamponi, tra molecolari e antigenici, processati nelle ultime 24 ore sono 105.839 (204.903 precedenti) che fanno rilevare un tasso di positività al 17,8%. In crescita i ricoverati con sintomi per un totale di 10.527 (+28) e le persone in terapia intensiva per un totale di 398 (+10). Sono 1.254.753 gli attuali positivi (-21.730) e 21.059.545 le persone contagiate da inizio pandemia.

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I dati dalle Regioni

(Bollettino Covid- 1 Agosto 2022)

Lombardia

Sono 1.721 i nuovi contagi Covid registrati in Lombardia nelle ultime 24 ore. I tamponi effettuati sono stati 11.626, per un tasso di positività del 14,8%. I morti sono stati 25. I ricoverati negli ospedali sono 1.399 (-17) e quelli in terapia intensiva 53 (+2). Lo riferisce la Regione nel bollettino quotidiano.

In provincia di Milano i nuovi positivi sono 524, di cui 252 a Milano città. A Bergamo 166, a Brescia 284, a Como 63, a Cremona 59, a Lecco 29, a Lodi 49, a Mantova 81, a Monza e Brianza 179, a Pavia 135, a Sondrio 11 e a Varese 53.

Lazio

Sono 1.853 i nuovi contagi da coronavirus oggi 1 agosto nel Lazio, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 15 morti. "Oggi nel Lazio, su 2.818 tamponi molecolari e 9.237 tamponi antigenici per un totale di 12.055 tamponi, si registrano 1.853 nuovi casi positivi (-1.442); sono 15 i decessi (+12), 1.107 i ricoverati (+3), 68 le terapie intensive (+2) e +6.918 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 15,3%. I casi a Roma città sono a quota 953", sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, nel bollettino Covid quotidiano.

Piemonte

Sono 1.549 di cui 1.507 a test antigenico, i nuovi positivi al Covid in Piemonte. Lo rileva la Regione. I tamponi effettuati sono 14.247 di cui 13.748 test antigenici, il rapporto positivi tamponi si attesta al 10,9%. I ricoveri ordinari sono 567 (+ 4 rispetto a ieri), quelli in terapia intensiva 12, uno in più rispetto a ieri. Nessun decesso è stato segnalato di paziente con diagnosi di Covid.

Emilia Romagna

Sono 2.599 i contagi da coronavirus in Emilia Romagna oggi, 1 agosto 222, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati 18 morti. I nuovi casi sono stati individuati su un totale di 7.807 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, di cui 3.615 molecolari e 4.192 test antigenici rapidi. Complessivamente, la percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è del 33,2%.

I pazienti attualmente ricoverati nelle terapie intensive dell’Emilia-Romagna sono 51 (+2 rispetto a ieri, +4,1%), l’età media è di 64,7 anni. Per quanto riguarda i pazienti ricoverati negli altri reparti Covid, sono 1.772 (+48 rispetto a ieri, +2,8%), età media 75,4 anni. L’età media dei nuovi positivi di oggi è di 48,3 anni.

Toscana

In Toscana sono 633 i nuovi contagi da coronavirus registrati oggi, 1 agosto 2022, che portano il totale a 1.339.091 dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Lo riferisce il bollettino della Regione. Sono stati eseguiti 534 tamponi molecolari e 3.112 tamponi antigenici rapidi, di questi il 17,4% è risultato positivo. I ricoverati sono 677 (3 in meno rispetto a ieri), di cui 25 in terapia intensiva (stabili). Oggi si registrano 4 nuovi decessi: 2 uomini e 2 donne con un’età media di 77,5 anni.

I nuovi casi sono lo 0,05% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,1% e raggiungono quota 1.235.300 (92,2% dei casi totali). Gli attualmente positivi sono oggi 93.366, -0,2% rispetto a ieri.

Abruzzo

Sono 859 i nuovi contagi da coronavirus oggi 1 agosto in Abruzzo, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 3 morti. I nuovi casi portano il totale dall’inizio dell’emergenza – al netto dei riallineamenti – a 508.039, sale invece a 3.543 il totale dei decessi. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 456.213 dimessi/guariti (+811 rispetto a ieri).

Sardegna

Sono 667 i nuovi contagi da coronavirus oggi 1 agosto in Sardegna, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 4 morti. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 1.945 tamponi. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 14 ( - 1 ), i pazienti ricoverati in area medica sono 170 ( - 4 ) e 33.180 sono i casi di isolamento domiciliare ( - 792 ). Dei 4 nuovi decessi: si tratta di due donne di 67 e 71 anni e un uomo di 88, residenti nella Città Metropolitana di Cagliari; un uomo di 75, residente nella provincia di Nuoro. Lo rende nota la Regione Sardegna.

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Covid, Aceti (Salutequità): "Ospedali pieni ma garantire cure a tutti i pazienti"

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L’aumento dei contagi della variante Omicron rischia di oscurare nuovamente la possibilità di cura per i pazienti con altre patologie, proprio quando si stava attivando il recupero delle prestazioni saltate a causa delle ondate di Covid.

cms_27002/onino_Aceti,_presidente_di_Salutequità.jpegIn una circolare del 7 luglio 2022 - ricorda Tonino Aceti, presidente di Salutequità, in un editoriale pubblicato su ’Alleati per la Salute’ (www.alleatiperlasalute.it), portale dedicato all’informazione medico-scientifica, realizzato da Novartis - il ministero della Salute, in risposta all’impennata dei casi di positivi a Sars-CoV-2, ha invitato le Regioni ad ampliare "tempestivamente" i posti letto nei reparti e terapie intensive. Come per le precedenti ondate, dopo 2 anni di pandemia - evidenzia Aceti - la strategia proposta dal ministero in presenza di picchi epidemici è dare priorità ai pazienti con Covid, non richiamando però allo stesso modo (nella circolare) l’attenzione delle Regioni a non sospendere/rinviare le cure per tutte le altre malattie. In questo modo, per il presidente di Salutequità il rischio è quello di ripetere gli errori precedenti e cioè penalizzare la continuità assistenziale per tutti gli altri pazienti.

La circolare - analizza Aceti - è arrivata proprio mentre, a livello regionale, si stanno mettendo a terra i piani di recupero delle liste di attesa e l’uso del Fondo di 500 milioni stanziato nell’ultima legge di Bilancio per recuperare le cure mancate in oltre 2 anni di pandemia. Meno diagnosi, cure e interventi, a causa della mancanza di soluzioni organizzative alternative per poter garantire uguale accesso alle cure a tutti i cittadini, con Covid e no, anche durante i momenti di massimo contagio. Proprio una settimana fa la Regione Lazio ha presentato il suo piano per il recupero delle mancate prestazioni.

Con l’applicazione della vecchia strategia di gestione dei picchi di contagio, Omicron rischia di far tornare, e peggiorare - avverte Aceti - il meccanismo dello ’stop and go’, con finestre di solo alcuni mesi all’anno per l’assistenza e la presa in carico dei pazienti con malattie croniche, rare o tumori, che continuano ad aspettare diagnosi, trattamenti o interventi, specie se programmati. Dall’autunno scorso, si è zoppicato fino a marzo-aprile, ma ora, rispetto agli anni precedenti, a giugno si fanno già i conti con un nuovo aumento di positivi. Avanti di questo passo, si rischia di ridurre l’assistenza sanitaria fino al prossimo autunno quando, a causa dell’atteso nuovo aumento dei casi, le liste d’attesa saranno destinate a crescere ulteriormente. In mancanza di un piano alternativo, ogni volta che c’è infatti un aumento dei contagi si riduce l’attività ordinaria, si riduce di fatto l’accesso al servizio sanitario che diventa quindi pienamente fruibile, per la maggioranza dei cittadini, solo alcuni mesi dell’anno.

Il Covid, da 2 anni, non è mai scomparso - rimarca il presidente di Salutequità - Ormai dovrebbe essere chiaro che questa convivenza con il virus ci accompagnerà ancora per diverso tempo. Proprio perché è presente anche quando non c’è il picco, bisogna pensare a delle alternative di gestione dell’assistenza ai pazienti, essere più veloci a tutti i livelli per supportare, accompagnare e verificare le Regioni nel recupero delle prestazioni non erogate. E’ necessario definire e lavorare a un modello organizzativo che ci metta al riparo dalle interruzioni nell’erogazione di visite ed esami, ormai insostenibili per il diritto alla salute di tutte le persone. Purtroppo, a oggi, non è chiaro quale sia il piano del sistema sanitario nazionale per non interrompere le cure, nonostante il Sars-CoV-2.

Aceti osserva poi che nella circolare si ribadisce nuovamente, l’importanza della vaccinazione e di avere uno ’scudo’ per proteggere la popolazione. Pensare di aumentare i posti letto Covid e garantire il più alto livello di accesso al vaccino sono leve importanti , ma bisogna fare ancora di più - esorta - Dobbiamo disegnare subito il modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale, a partire dalla rete ospedaliera, ma non solo, che eviti per il presente e per i prossimi anni di bloccare o rimandare ancora visite, esami e interventi ’procrastinabili’ per i pazienti non Covid-19. E’ insostenibile chiudere ancora agli altri pazienti il Ssn, dopo oltre 2 anni di Covid: non solo perché viene negato un diritto alle cure ai pazienti con altre patologie, ma perché si crea un’ulteriore disparità tra quelli che possono accedere al privato, perché ne hanno le risorse economiche, e gli altri che, di fatto, non si curano.

A tale proposito - sottolinea il numero uno di Sautequità - dati Istat di qualche settimana fa segnalano che nel 2021 il tasso di rinuncia alle cure è stata dell’11%: era intorno al 6% nel 2019, quindi è quasi raddoppiato. In aumento anche la spesa sanitaria delle famiglie: 118 euro al mese nel 2021, con un incremento del 9% rispetto al 2020. A complicare la situazione c’è poi anche il problema del personale sanitario, per il quale si poteva e si doveva fare di più. I professionisti sanitari non mancano solo nelle corsie, ma rischiano di non esserci anche nelle stesse case di comunità, negli ospedali di comunità e a casa delle persone: previste come strutture e interventi con i fondi del Piano di ripresa e resilienza (Pnrr), dovrebbero essere sostenuti con medici, infermieri e specialisti per le cure del territorio.

L’articolo completo è disponibile su:

https://www.alleatiperlasalute.it/la-voce-del-paziente/covid-si-riempiono-i-reparti-manca-un-modello-garantire-le-cure-tutti-i-pazienti.

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