IN ITALIA ULTERIORI 12.082 CONTAGI E ALTRI 32 MORTI

I dati dalle Regioni - Vaccino covid, studio: nelle donne migliore risposta, ma cala più in fretta

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cms_27567/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgItalia, 12.082 contagi e 32 morti

Sono 12.082 i nuovi contagi da coroanvirus in Italia, secondo numeri e dati - regione per regione - del bollettino di Protezione Civile e ministero della Salute. Registrati altri 32 morti. I tamponi processati, tra molecolari e antigenici, sono 97.091 e fanno rilevare un tasso di positività pari al 12,4%. Sale il numero dei pazienti in terapia intensiva, 157 in totale e 7 in più di ieri, mentre calano i ricoveri ordinari che in totale sono 3.420, 54 in meno di ieri.

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I dati dalle Regioni

(Bollettino Covid - 18 Settembre 2022)

Lazio

Sono 1.492 i contagi da coronavirus nel Lazio oggi, 18 settembre 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrato un morto. A Roma segnalati 639 casi.

"Oggi nel Lazio su un totale di 10.802 tamponi, si registrano 1.492 nuovi casi positivi (-36), 1 decesso (-1), 368 ricoverati (-10), 25 terapie intensive ( invariato ) e 1.034 i guariti in più rispetto a ieri mentre il rapporto tra positivi e tamponi è al 13,8%. I casi a Roma città sono a quota 639", dice l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

Emilia Romagna

Sono 1.073 i contagi da coronavirus in Emilia Romagna oggi, 18 settembre 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati 2 morti. I nuovi casi sono stati individuati su un totale di 7.102 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, di cui 3.280 molecolari e 3.822 test antigenici rapidi. Complessivamente, la percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è del 15,1%.

I pazienti attualmente ricoverati nelle terapie intensive dell’Emilia-Romagna sono 23 (+2 rispetto a ieri, +9,5%), l’età media è di 64,7 anni. Per quanto riguarda i pazienti ricoverati negli altri reparti Covid, sono 613 (+1 rispetto a ieri, +0,2%), età media 74,2 anni. L’età media dei nuovi positivi di oggi è di 50,3 anni.

Sardegna

Sono 200 i contagi da coronavirus in Sardegna oggi, 18 settembre 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 1769 tamponi. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 7 (come ieri).

I pazienti ricoverati in area medica sono 67 (-5), 4749 sono i casi di isolamento domiciliare (+30). Non si registrano decessi.

Toscana

Sono 606 i nuovi contagi da covid in Toscana secondo il bollettino di oggi, 18 settembre. Si registra inoltre un altro decesso. Nella regione sono 1.390.557 i casi di positività al Coronavirus, 115 i nuovi casi confermati con tampone molecolare e 491 da test rapido antigenico. I nuovi casi sono lo 0,04% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,1% e raggiungono quota 1.299.953 (93,5% dei casi totali).

Oggi sono stati eseguiti 809 tamponi molecolari e 4.580 tamponi antigenici rapidi, di questi l’11,2%% è risultato positivo. Sono invece 1.155 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 52,5% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 79.887, -0,1% rispetto a ieri. I ricoverati sono 169 (9 in meno rispetto a ieri), di cui 9 in terapia intensiva (1 in più). Oggi si registra un nuovo decesso: una donna di 82 anni. Questi i dati, accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale. relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

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Vaccino covid, studio: nelle donne migliore risposta, ma cala più in fretta

cms_27567/covid_medico_vaccino_afp.jpgDiversi nel modo di ammalarsi di Covid-19, lui e lei sono diversi anche nella reazione ai vaccini. Le donne rispondono meglio alla vaccinazione contro Sars-Cov-2 ma vedono anche calare più repentinamente l’effetto. Questa la conclusione di uno studio dell’Istituto superiore di sanità, presentato in via preliminare al congresso internazionale di Medicina di genere, in corso al Centro congressi di Padova. Per valutare la diversa risposta degli anticorpi anti-Spike a due dosi di vaccino a mRna, i ricercatori hanno raccolto i dati degli operatori sanitari, i primi ad essere esposti all’infezione da Sars-CoV-2 e i primi a ricevere il vaccino.

Sono stati esaminati i dati di 136 maschi e 385 femmine che lavorano in un ospedale a Roma, vaccinati con due dosi di vaccino mRna. Per tutti gli individui i livelli di anticorpi anti-Spike sono stati misurati a diversi intervalli di tempo: 16 giorni dopo la seconda dose di vaccino, e poi 77 e 154 giorni dopo. Ne è emerso che tra 15 e 150 giorni dopo la seconda dose, il personale sanitario femminile ha mostrato titoli anticorpali anti-Spike 1,7 volte più alti rispetto ai maschi: la risposta, quindi, è più elevata nelle donne che negli uomini. Ma 154 giorni dopo la seconda dose i titoli anticorpali anti-Spike risultavano diminuiti significativamente e hanno raggiunto livelli simili nei due sessi. In entrambi gli anticorpi diminuiscono dopo alcuni mesi dal vaccino, ma - sottolineano i ricercatori - di fatto la diminuzione è più brusca e repentina nelle donne. Inoltre, negli uomini con livelli plasmatici di testosterone più alti si hanno titoli di anticorpi anti-Spike più elevati.

"In generale, la risposta anticorpale è di diversa entità in lavoratori e lavoratrici e questo può aiutare a mettere in campo strategie di sorveglianza sanitaria più personalizzate. Le donne – spiega Anna Ruggieri, ricercatrice senior Iss - sono più immunoreattive, rispondono meglio alle infezioni, e anche nel Covid è così. Ma c’è un rovescio della medaglia: le donne sono più interessate da disordini autoimmunitari, hanno reazioni avverse ai vaccini più frequenti e di maggiore entità rispetto agli uomini. Mentre i cosiddetti ‘non responder’, che non sviluppano anticorpi protettivi a seguito delle vaccinazioni, sono più spesso di sesso maschile".

I ricercatori del Centro di riferimento per la medicina di genere Iss hanno identificato, inoltre, alcuni marcatori biologici sesso-specifici, in grado cioè di predire la progressione di Covid-19 solo nell’uomo o solo nella donna. "In particolare - afferma Elena Ortona, direttrice del reparto di Fisiopatologia del Centro di riferimento per la medicina di genere dell’Iss - gli ormoni sessuali hanno un impatto importante su Covid-19, e oltre al loro possibile utilizzo come biomarcatori predittivi della severità della malattia, potrebbero rappresentare anche marcatori della risposta alla vaccinazione, ma ulteriori studi saranno necessari per confermare questa ipotesi. Disaggregare i dati in base al sesso permetterà di evidenziare eventuali differenze e di mettere in atto percorsi di prevenzione, diagnosi e cura personalizzati in base al sesso".

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