IN EUROPA...IL DOPO MERKEL SI CHIAMA DRAGHI

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I risultati delle elezioni tedesche sono arrivati, e in un certo senso sono chiari. Non sapremo per settimane o mesi chi sarà il prossimo leader tedesco, poiché i partiti contratteranno su una coalizione. Durante quel periodo, la cancelliera uscente Angela Merkel continuerà a occuparsi degli affari correnti. Ma il suo tempo al potere è finito. L’Unione europea ha perso il suo leader de facto. Chi potrebbe sostituirla?.

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Se qualcuno può guidare l’Europa dopo la Merkel, questo è Mario Draghi

La ’fine’ dell’era Merkel apre la strada a un nuovo ruolo in Europa per l’Italia con Mario Draghi che, per esperienza e autorevolezza, è certamente il più rilevante tra tutti i premier dei Paesi dell’Ue.

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La persona che ha già alzato la mano è, ovviamente, il presidente francese Emmanuel Macron. Ma per essere un leader, gli altri europei dovrebbero accettare di essere guidati da lui. E semplicemente non lo faranno, secondo un sondaggio del Consiglio europeo per le relazioni estere. Solo il 14 per cento sceglierebbe Macron come ipotetico ’presidente’ dell’Europa, rispetto al 41 per cento che avrebbe affidato a Merkel quel ruolo.

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Ciò non lascia spazio che per Mario Draghi.

Draghi, come Merkel, ha di fatto tenuto assieme l’Europa, salvando rafforzando la moneta unica. Draghi conosce in profondità i meccanismi della macchina comunitaria e nessuno meglio di lui è indicato per assumere una sana e funzionale leadership, guidando il percorso verso la ripresa economica e una coesione politica sempre più avanzata.

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L’Italia si appresta a diventare il player fondamentale del nuovo mosaico europeo e deve raccogliere la sfida, tracciando la strada maestra delle riforme strutturali".

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Ciò che conferisce a Draghi così tanta auctoritas è in parte il suo fare tecnocratico e diplomatico, che ricorda quello di Merkel: entrambi hanno chiaramente il loro ego saldamente sotto controllo. Ma è anche la sua carriera precedente. È un economista il cui supervisore al dottorato ha ricevuto un premio Nobel. Come presidente della Banca centrale europea, Draghi probabilmente ha fatto più di chiunque altro per salvare la moneta unica dal collasso quando ha indicato nel 2012 che avrebbe fatto ’tutto il necessario’.

Attilio miani

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