IN CORSO A BARI IL CONFRONTO TRA I VESCOVI DEL MEDITERRANEO

IN ATTESA DEL PAPA SI LAVORA INSIEME NEL NOME DELLA PACE E CONTRO LE INGIUSTIZIE

IN_CORSO_A_BARI_IL_CONFRONTO_TRA_I_VESCOVI_DEL_MEDITERRANEO.jpg

cms_16223/1.jpg

A distanza di diciassette mesi, Bari - terra di pace e città del dialogo - torna ad essere teatro di confronto per un altro evento di portata eccezionale. Dopo lo storico incontro tra il Santo Padre e i Capi di Chiese e Comunità cristiane del Medio Oriente del luglio 2018, infatti, sono arrivati nel capoluogo pugliese 60 vescovi cattolici di 20 Paesi del Mediterraneo per partecipare ad un incontro (19-23 febbraio) di riflessione e spiritualità dal titolo "Mediterraneo frontiera di pace" organizzato dalla Conferenza episcopale italiana con l’obiettivo di definire proposte univoche e concrete volte a scongiurare ingiustizie sociali e situazioni violente ancora presenti in diverse aree del Mediterraneo.

cms_16223/2_vescovo_bassetti_adnkronos.jpgBisogna dare risonanza, dalle diverse sponde del Mare, a quanto accade - ha dichiarato nel discorso introduttivo il cardinale Gualtiero Bassetti presidente della Cei - e poter avviare un processo di visioni condivise e collaborazioni fattive. E l’incontro cade in un momento di crisi, particolarmente drammatico: alcune compagini statali sono in frantumi, altre sono attraversate da tensioni fortissime e da guerre in più punti del Mediterraneo, frutto di scelte miopi e interessate, dalle quali non sono estranee nuove logiche coloniali, avanzate dalle grandi potenze”.

Parole forti, ma condivisibili quelle pronunciate del cardinale Bassetti che evidenziano soprusi e violazione dei diritti umani in diverse aree del Mediterraneo, un territorio che dovrebbe ritrovare, invece, quella ricchezza che l’aveva contraddistinto come un luogo di scambi, di dialogo, di commercio.

cms_16223/3_vescovo_Cacucci.jpgSul concetto di ricchezza si sofferma Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo di Bari-Bitonto che nel briefing con i giornalisti afferma: “Dovremmo conoscere meglio le ricchezze delle Chiese nel Medio oriente e nel Nord Africa per poi poter collaborare insieme in un modo più sistematico. Non mancano viaggi, scambi e pellegrinaggi, ma spesso di quelle terre conosciamo solo le pietre".

In effetti si conosce molto poco della cultura di una parte, perlomeno, del Mediterraneo. La sfida dei vescovi cattolici, pertanto, diventa anche quella di “recuperare le ricchezze del Mediterraneo” - come ha opportunamente ricordato la Prof.ssa e teologa ​Giuseppina De Simone relatrice di questa seconda giornata – per metterle al servizio di quei territori ancora alle prese con la sofferenza, con il dramma, spesso con l’indifferenza.

Di questi problemi, che affliggono una parte del Mediterraneo, ne ha parlato anche il Rev.do Fr. Francesco Patton, Custode di Terra Santa ricordando come “La Terra Santa vuol dire non solo Palestina e Israele, ma anche Siria, Egitto, Libano, Cipro, Rodi e Giordania tutte presenze che si affacciano sul Mediterraneo e che hanno al loro stesso interno una complessità religiosa e politica dove, generalmente, ci sono problemi diversi che vanno dalle crisi economiche, alle tensioni interne e dalle guerre a quei lunghi processi di pace che sembrano non arrivare mai a conclusione”.

cms_16223/4__vescovo_Raspanti.jpgTanti gli spunti di riflessione, dunque, in queste prime due giornate di lavoro come ha sottolineato - sempre nel briefing con i giornalisti - il Vescovo di Acireale, Mons. Antonino Raspanti: “Pur trattando diversi temi quali i giovani e la fede, le diversità delle famiglie all’interno dei singoli paesi e delle varie comunità, delle guerre, delle fughe dai propri paesi, ci si è soffermati soprattutto su una tematica: la trasmissione della fede alle generazioni future”.

Ma per la riuscita di un progetto di tale portata diventa basilare la conoscenza tra i vari vescovi cattolici e il relativo scambio di esperienze che possono diventare - sottolinea l’arcivescovo di Barcellona, cardinale Juan José Omella - “l’antidoto a quella che il Papa chiama globalizzazione dell’indifferenza”.

Con queste premesse, dunque, le Chiese del Mare Nostrum proveranno al termine di questi cinque giorni - che si concluderanno il giorno 23 c.m. con la visita di Papa Francesco - a redigere un documento di proposte condivise e collaborazioni concrete.

(Foto del cardinale Bassetti da adnkronos.com - si ringrazia)

Rino Lorusso

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos