IN ATTESA DELL’ELECTION DAY

È iniziato il duello tra Biden e Trump

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Il duello tv in Ohio tra i due candidati alla presidenza per la prossima legislatura, Donald Trump e Joe Biden, inaugura la tranche finale che precede l’Election Day, fissato anche quest’anno come da tradizione, per il primo martedì successivo al 1° novembre. Il dibattito, arbitrato dal conduttore di Fox, Chris Wallace, è proceduto con toni incalzanti e ripetute interruzioni, talvolta strategiche, per rendere le argomentazioni del rispettivo avversario meno lineari e convincenti. Il confronto si è sviluppato soprattutto intorno a quattro temi caldi: la Corte Suprema, l’economia, il Covid e le rivendicazioni del movimento Black lives matter. Per quanto riguarda la tanto contestata scelta di Trump di nominare l’avvocato e giurista Amy Coney Barrett come giudice della Corte Suprema in sostituzione dell’illustre magistrata e accademica Ruth Bader Ginsburg, paladina indiscussa dei diritti delle donne e pioniera della lotta per la parità di genere, Trump ha sfacciatamente rivendicato la conquista di una solida base in seno alla Corte, che potrebbe valergli da appoggio sia per il suo progetto di minare l’Obama Care, sia qualora l’amministrazione corrente decida di impugnare l’eventuale voto negativo, facendo leva sull’incertezza del voto per corrispondenza.

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Seppure la sua sia stata una mossa politicamente strategica, non adottata certamente nell’interesse dei cittadini, ciò che non è possibile rinfacciare a Trump, è l’illegittimità di tale provvedimento, al contrario, assunto nel pieno dei propri poteri, in quanto, come ribadito dal presidente stesso in risposta a Wallace, è previsto che lui governi quattro anni non tre. Certamente diverso è parlare dal punto di vista della correttezza di tale strategia, considerato che seppure la Costituzione degli Stati Uniti d’America, non stabilisca alcun criterio di ripartizione tra i giudici della Corte, è invalsa la prassi per cui la ratio della ripartizione dei membri dell’organo, è quella di rappresentare nel suo complesso la pluralità delle anime sociali e non gli interessi delle élite. Biden a tal proposito ha infatti affermato, riferendosi alla Barrett: "Non mi oppongo alla persona, ma spetta al popolo americano e dunque a chi vince le elezioni nominarla". La sicurezza di Trump sugli straordinari risultati ottenuti nel corso del suo mandato sulla produttività e l’occupazione, è poi smorzata dai dati scaturiti dall’inchiesta del NYT, e sfoderati dal suo avversario dem, circa le tasse non pagate, approfittando dell’ammortamento e dei crediti fiscali a carico delle sue imprese in perdita.

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Naturalmente, il confronto sulle proteste del Black livel matter e le violenze scatenate dalle fazioni estremiste ha assunto un taglio diretto, e in quest’ambito sconvolgente è stata la risposta di Trump che di fronte alla richiesta di condannare le azioni dei suprematisti bianchi, ha scandito l’espressione controversa: “proud boys stand back and standby”, ribadendo ancora una volta lo slogan “law and order” (legge e ordine), seppure la repressione delle pacifiche manifestazioni di dissenso contro gli abusi e le discriminazioni, spingerebbe ad affermare che talvolta sarebbe più opportuno credere nella giustizia sociale che nella legge e nell’ordine, quando la legge è ingiusta e l’ordine è solo un pretesto per sedare. Intanto i duelli televisivi continueranno con appuntamenti previsti per il 15 ottobre all’Adrienne Arsht Center for the Performing Arts di Miami: in questo caso l’incontro sarà moderato da Steve Scully di C-Span e sarà in stile town-hall, con le domande del pubblico e il terzo ed ultimo confronto è in programma il 22 ottobre alla Belmont University di Nashville, in Tennessee, e sarà condotto da Kristen Welker di Nbc.

Federica Scippa

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