INTESA SAN PAOLO ‘FINANZIA LA CRISI CLIMATICA’

Greenpeace e ReCommon chiudono 11 filiali a Torino

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Può una banca essere aggrovigliata ad affari inquinanti e non sostenibili? Intesa SanPaolo, è stata smascherata da Greenpeace e ReCommon (associazioni noprofit che si battono per la tutela dell’ambiente e della società), aggiudicandosi il primo posto per insostenibilità, a causa di legami finanziari con il settore dei combustibili fossili. Poco prima dell’Assemblea dei soci del gruppo della banca torinese, la quale si terrà a porte chiuse anche quest’anno, Greenpeace e ReCommon hanno pubblicato uno studio “Intesa SanPaolo: contro il clima, l’ambiente e le comunità”, per mostrare che non c’è niente di vero, nell’immaginario collettivo, riguardo alla sostenibilità a favore del clima e dell’ambiente da parte dell’Istituto bancario italiano.

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Le attiviste e gli attivisti dell’associazione ambientalista, in segno di protesta e sensibilizzazione dell’opinione pubblica riguardo alla questione climatica, hanno simbolicamente chiuso a Torino 11 filiali della banca, da loro definita “la Banca nemica del clima numero 1 in Italia”; l’azione è consistita nell’affiggere poster e adesivi che spiegano le politiche inquinanti del gruppo bancario torinese. La San Paolo, nonostante gli allarmi lanciati dalla scienza, continua, però, a sostenere industrie di petrolio, gas e carbone, finanziando, così, la crisi climatica. Si legge, a tal proposito, nello studio condotto dalle associazioni ambientaliste, che, solo nel 2020, si è esposta nei confronti del settore fossile concedendo 5,4 miliardi (di cui 2,7 miliardi di euro di finanziamenti e 2,7 miliardi in investimenti) e fornendo, come se non bastasse, un supporto a petrolio e gas incondizionato.

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Il settore della finanza è globalmente fra i principali imputati per la crisi climatica in corso, se pensiamo che ogni piccolo investimento nell’industria fossile rappresenta un ostacolo al contenimento del riscaldamento globale e un business per nulla incentrato sui bisogni concreti e reali delle persone. Cosa chiedono le associazioni ambientaliste ReCommon e Greenpeace ad Intesa SanPaolo? Interrompere prestiti e investimenti in società del settore carbonifero. Intesa Sanpaolo è il più grande gruppo bancario italiano e tra i più importanti al mondo, non può continuare a nascondersi. Non c’è più tempo per le false promesse e i finti slogan.

Nicòl De Giosa

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