INTERVISTA ALL’ANALISTA POLITICO ANTONIO DELL’OMO

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Antonio Dell’omo, analista ed esperto di problemi politici, lo conosco sin da quando, anni addietro, mise su una lista civica. Questa sua avventura, con un programma che sicuramente anticipava di parecchio le ben note vicende politiche nazionali, non ebbe molto successo. Ciò nonostante le sue analisi sono risultate, nel tempo, precise e premonitorie.

Mi riceve nel suo studio con un garbo d’ altri tempi. Il suo volto pare segnato e preoccupato. A tal riguardo, mi sembra opportuno chiedergli:

Come vede l’attuale scenario politico internazionale?

Mi pare evidente che lei faccia riferimento alla questione Ucraina e a quella Greca. Entrambe le ritengo collegate e facenti parte della stessa strategia con obiettivi ben precisi. A parer mio non credo si punti, come obiettivo primario, alla Russia, ma alla Germania. Da diverso tempo, autorevoli giornali americani attaccano l’economia tedesca che dà soverchie preoccupazioni agli Usa. Una vera e propria guerriglia economica. Il mercato è lo stesso e gli acquirenti stranieri sembrano preferire il prodotto tedesco a quello di altra provenienza. In effetti l’affidabilità del prodotto tedesco è superiore ad altri per una semplice ragione. Il capitalismo tedesco ha caratteristiche che fanno del “Made in Germany” una differenza di non poco conto. Infatti la Germania ha conservato una mentalità che poco ha a che fare col turbo-capitalismo finanziario pur utilizzandolo a fini imprenditoriali, ma senza farlo pesare a livello di utente finale. D’altronde è nota l’avanguardia tedesca rispetto ad altre nazioni produttrici.

Quindi tutto quello che sta accadendo è finalizzato, esclusivamente, per motivi economici?

Certamente no! Guardi, gli Usa , ma sarebbe più corretto dire le “lobbies internazionali” guardano alla Germania con fare molto sospetto. Nessuno può dimenticare che negli anni trenta, in soli tre anni, Hitler e il suo economista Scracht, tra l’altro ebreo, furono in grado di capovolgere una “situazione fallimentare” in una “grande potenza”.Ancor oggi, a distanza di 70 anni dalla fine della seconda Guerra mondiale, tante nazioni continuano a guardare quel popolo con legittimo sospetto.

Potrebbe essere più chiaro? Potrebbe spiegarmi la sua visione sulla situazione politica internazionale?

Sul piano internazionale vi sono due fattori di grande novità, suscettibili di sconvolgere gli attuali assetti politici. Putin e il BRICS rappresentano una aggregazione di Stati che, ultimamente, ha creato una nuova Banca mondiale in concorrenza aperta con quella filo-americana.E’ bene sottolineare che de la “BRICS development bank” fanno parte il Brasile, la Russia, l’India, la Cina e il sud Africa. Queste nazioni, in piena fase di sviluppo, fanno le cose con saggezza e ponderatezza, a differenza della grossolanità americana.

Quindi...?

Proviamo a fare della fanta-politica. Ammettiamo che la Merkel e Putin abbiano stretto o possano stringere un patto segreto di intesa. Tutto ciò sarebbe più che sufficiente a preoccupare Washinton. Le condizioni ci sarebbero tutte e...reciprocamente favorevoli. La storia insegna che sono i “potenti” a dirigere il gioco e gli “stati deboli” a recitarne la parte assegnata. Come accade in teatro, gli attori (leggi le nazioni deboli) devono interpretare la loro parte così come scritta dallo sceneggiatore (leggi Bildenberg) e diretta dal regista ( leggi poteri forti)

Quindi lei ipotizza un eventuale asse Berlino- Mosca?

Se analizziamo opportunamente gli eventi che stanno accadendo, la risposta non può essere diversa. La Russia non ha mire espansionistiche nell’Europa latino-germanica ma ha bisogno di esercitare il suo ruolo nella Federazione Euro asiatica. La Germania, invece, ha bisogno di un alleato forte per liberarsi da una vera e propria occupazione americana (NATO). Oggi la Germania ha le mani legate e finge di seguire in tutto e per tutto l’imperialismo americano, anche da un punto di vista economico.

Entriamo nel merito...

Si è detto che gli Usa sono piuttosto grossolani e in tal senso non si smentiscono. Prendiamo il caso Ucraina della quale, a mio parere, gli Usa sene fottono altamente. Il caso Ucraina serve agli americani e alla grande finanza per imporre alla Russia sanzioni internazionali che potrebbero portarla alla lunga, a situazioni economiche drammatiche.L’obiettivo più immediato sarebbe quello di fare di due potenziali amici, due acerrimi nemici grazie alle sanzioni che la Germania deve accettare dall’america di imporre alla Russia; in quanto colonizzata dagli usa dopo la fine della seconda guerra mondiale.A questo stato di cose, la Merkel risponde con una disgregazione progressiva dell’Europa e dell’Euro che soggiace al potere della Banca mondiale di americana. Gli eventi della Grecia degli ultimi giorni, a questo punto, li leggo come un vero e proprio regalo a Putin.

Ed il ruolo dell’Italia?

L’Italia li ha avuti i suoi uomini di valore. Li abbiamo gettati scioccamente, come sciocche sono le cose d’Italia di questi ultimi decenni. Si chiamavano: Craxi, persona che cercava una autonomia ed una indipendenza vera del nostro Paese, distrutto da manipulite ed Andreotti, che grazie alla Mafia, da almeno settantadue anni era la vera garanzia americana in Italia. Se non si dà una mossa, L’italia sarà sempre destinata a fare la comparsa.

Nel ringraziarla per il tempo concessomi, mi auguro, che per la prima volta, lei abbia fatto delle previsioni abbastanza fantasiose. Ma visto che in passato ha sempre avuto ragione non mi resta che augurare ai nostri lettori una frase di Manzionana memoria: “ai posteri l’ardua sentenza”

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