IL VERO SIGNIFICATO DELL’UNITÀ

Il ricordo degli Stati Uniti d’America e del mondo intero per l’11 settembre

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11 settembre 2001. Manhattan, New York, ore 10 e 10.30: i momenti in cui la storia degli Stati Uniti d’America e del mondo intero è cambiata per sempre. Si è consumato l’attacco terroristico più grave di sempre, per numero di vittime e per ciò che ne è conseguito. E gli strascichi sono sotto gli occhi di tutti e tutte, visto che dall’altra parte del mondo i talebani hanno messo a ferro e fuoco l’Afghanistan. 11 settembre 2021. Ground Zero, lì dove sorgevano le Torri Gemelle abbattute da Al-Qaeda. Il presidente degli Stati Uniti Joseph Biden, assieme alla First Lady Jill Biden, ha partecipato alle commemorazioni per il ventennale del giorno dei giorni, come è ricordato da ogni cittadino e cittadina statunitense. Assieme a loro gli ex Capi di stato Barack Obama e Bill Clinton con le rispettive mogli Michelle Obama e Hillary Clinton. Presenti anche il precedente sindaco di New York City Michael Bloomberg e la portavoce della Camera Nancy Pelosi. Secondo il programma della Casa Bianca le due più alte cariche americane si è diretta anche al Pentagono, dove la seconda parte della strage terroristica non si è fortunatamente concretizzata. Tra gli ospiti che, nonostante tutto, proprio non potevano mancare figura anche Donald Trump: il tycoon si è recato nella city solo dopo il suo successore al trono presidenziale, per poi volare in Florida a commentare un incontro di boxe.

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La commemorazione è cominciata con l’inno degli Stati Uniti d’America, Star-Spangled Banner, per poi proseguire con il primo dei vari minuti di silenzio programmati per quella giornata. A seguire il momento probabilmente più emozionante della cerimonia: alla presenza della “tribuna d’onore” i e le parenti delle vittime si sono susseguiti e susseguite sul palco, sciorinando i nomi delle vittime e adornando l’elenco con diverse testimonianze. C’è chi si è espresso con poesie, una ragazza di origine asiatica che ha ricordato i genitori, mentre il primo è stato il padre della hostess dell’aereo schiantatosi contro la Torre Nord. La commozione generale ha avuto come sottofondo prima un’aria di Joan Sebastian Bach suonata alla chitarra da un musicista, esibitosi anche al violino con la struggente ballata irlandese Danny Boy. Il secondo minuto di silenzio è stato osservato nell’esatto momento in cui, un ventennio addietro, è crollata la Torre Sud del World Trade Center. L’ultima performance musicale è stata quella di Bruce Springsteen, che ha intonato I’ll See You In My Dreams, “ti vedrò nei miei sogni”.

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Il presidente Biden ha lanciato un appello all’unità: “abbiamo visto come l’unità è una di quelle cose che non va mai distrutta, l’unità è quella che ci rende l’America migliore e questa è per me la lezione più importante dell’11 settembre”. Condoleezza Rice, consigliera alla sicurezza nazionale di Bush durante l’11 settembre, ha sostenuto che “siamo più sicuri ora di quanto non lo eravamo allora”. L’evoluzione dell’intelligence, in ogni caso, consente agli e alle americane di vivere con maggiore sicurezza. “Nelle settimane e nei mesi successivi agli attacchi fui orgoglioso di guidare un popolo eccezionale, resiliente e unito, ha detto George W. Bush, colui che diede l’assenso all’invasione dell’Afghanistan. Si è fatto sentire anche Lloyd Austin, segretario alla Difesa: “noi ricordiamo non solo i nostri compagni che sono stati qui, ma la missione che hanno condiviso e che ci rammenta il comune impegno a difendere la nostra repubblica e ad affrontare a viso aperto nuovi pericoli”.

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Il ventesimo anniversario dell’11 settembre è l’occasione per una riflessione su ciò che abbiamo imparato nei 20 anni trascorsi da quella terribile mattina, una cosa chiara è che l’America è sempre stata la patria di eroi che corrono verso il pericolo per fare ciò che è giusto”, è il discorso di Barack Obama. Unità deve essere, in vista di eventuali minacce future: il timore che questo periodo istighi nuovi attacchi di matrice terroristica o ideologica in tutti i sensi è tutt’altro che infondato, soprattutto in una New York falcidiata da controlli stringenti e in cerca di nuova normalità dopo la crisi causata dal coronavirus. “l’Unione Europea è al fianco degli Stati Uniti nella difesa della libertà e della compassione contro l’odio”, è il tweet di Ursula Von Der Leyen, presidentessa della Commissione Europea. “In occasione del ventesimo anniversario dell’attacco terroristico desidero anzitutto esprimere la vicinanza del popolo italiano alle famiglie delle vittime di quel feroce attentato e a tutto il popolo degli Stati Uniti, nel segno della profonda e storia amicizia che lega i nostri due Paesi – si legge nel messaggio di Sergio Mattarella, presidente della Repubblica italiana. Arrivano anche le parole di Charles Michel, presidente del Consiglio Europeo: "l’UE sta dalla parte degli Stati Uniti e del loro presidente nella continua lotta al terrorismo e all’estremismo in tutte le sue forme". I valori di uguaglianza, di rispetto e di tolleranza trasversali a qualsivoglia cultura devono necessariamente essere tramandanti di generazione e di generazione. “E che poi avranno il compito di guidare tutti e tutte, senza esclusioni, verso un futuro migliore del passato che ci siamo lasciati alle spalle e del presente che ci sta dando tanti insegnamenti su cui costruire la strada più luminosa che ci sia verso un domani di unità.

Francesco Bulzis

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