IL VENTO SUL GINEPRO - ROSANNA PIBIRI

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cms_21802/1.jpgOriginaria di Domusnovas, un piccolo paese della Sardegna, Rosanna Pibiri, sposata e madre di tre figli, dal 1973 vive ed opera nella Marina di Pulsano (Ta). Compone poesie in lingua italiana e in sardo. Da alcuni anni si dedica alla narrativa ed è divenuta una voce rappresentativa della sua isola. Oltre "Il vento sul ginepro", uscito da pochi mesi, ha pubblicato i romanzi: "Brigida. Il suo mondo, il suo segreto" nel 2015 - romanzo d’esordio - e "Il terrone" nel 2018. Oltre la scrittura, coltiva la passione per la pittura e l’antiquariato.

Il vento sul ginepro

Una storia famigliare che si intreccia e, nel corso degli anni, si dipana lungo un arco temporale di quattro generazioni.

Ma, come tutte le saghe familiari, si risolverà mai per davvero? Questo il nucleo del romanzo di Rosanna Pibiri autrice non nuova alla scrittura che, col suo sguardo curioso e delicato, riesce a contrassegnare e trasformare ogni lampo della memoria, ogni ricordo, con lucidità e saggezza. Una scrittura precisa, allergica alla retorica e ricca di impennate efficaci e inattese. Questi sono i tratti caratteriali del suo stile. Uno stile in chiaroscuro perché così è la vita. “Il vento sul ginepro” è una vicenda che diventa racconto corale, capace di restituire la mescolanza di amore e dolore, di fiducia e scoramento che caratterizza ogni famiglia.

cms_21802/2.jpgPerché il ginepro nel titolo e in copertina? Il ginepro è, in relazione alle condizioni ambientali, un albero plastico, malleabile e, al contempo, imponente e resistente. Proprio come i tenaci abitanti della Sardegna da cui l’autrice, che ha scelto come terra d’elezione la Puglia, proviene. Un popolo, quello sardo, orgoglioso e radicato alle proprie origini. Alle proprie tradizioni. Ogni pagina del libro trasuda appartenenza. Ogni pagina è cesellata, come un prezioso ricamo, da luoghi, colori, espressioni e suoni indigeni. E, il suono che il giovane Gavino produce attraverso le “launeddas”, diviene per Bonaria un invito d’amore “scritto nell’aria”.

L’incontro di sguardi. Il cercarsi e sfiorarsi a distanza, come imponeva il corteggiamento negli anni Cinquanta, tra i due innamorati non poteva avere altro scenario se non quello di questa terra straordinaria. Le reciproche lusinghe farebbero presagire all’inizio di una storia a lieto fine e, invece, il destino spariglierà le carte. O meglio: sarà Teodoro, padre del ragazzo, a decidere sul futuro del figlio. La buona fede del ragazzo raggirata. Così, per imposizione del capofamiglia, sposerà un’altra donna. Ma il tempo ripristinerà la simmetria originale.

“[…] a settembre tornerò, e se tu mi vorrai ti sposerò”… la promessa fattale prima di partire col gregge per la transumanza, rimasto ricco e vedovo, sarà mantenuta. Due anime che si amano sono designate, nonostante le trame esterne, le insidie del destino a congiungersi. Bonaria sente che con Gavino esiste un legame profondo come la radice di un albero. E quando la donna lo renderà padre, egli pianterà nel giardino un piccolo ginepro. L’albero, da questo momento, diventerà testimone dell’amore. Testimone della resistenza. Testimone dei silenzi. Testimone della vecchiaia della coppia. Testimone della sofferenza. Tanta sofferenza.

La bellezza struggente di una terra arsa dal sole. La bellezza mozzafiato della macchia mediterranea diventa teatro di episodi di rammarico e tormento. Panorama di amori e tradimenti. Scenario di morte. Sì, proprio così: di morte. L’unico figlio di Gavino e Bonaria perderà la vita in un disastroso incidente aereo quando, nell’animo del giovane, era maturato prepotente il desiderio di tornare nel luogo natio.

Da questo momento Gavino vive prigioniero dei rimpianti. “Bonaria bella, riservata, con un portamento semplice e dignitoso per nulla superba… diffidente e misteriosa”, così come la descrivevano i pretendenti prima che Gavino tornasse a cercarla a Domusnovas per sposarla, prende in mano le redini della vita di entrambi. Del resto, un uomo non è nulla senza una donna accanto. E la sua donna, colei che in pectore ha sempre amato, lo metterà al corrente di un segreto. Una confessione che diventa testamento e possibilità. Un colpo di scena finale, come l’autrice ci ha abituati, davvero imprevedibile.

Questo romanzo dimostra come, a volte, basti un attimo per cambiare per sempre la vita. “Il vento sul ginepro” è una storia di coraggio e rinuncia. Una storia d’amore e potere. Una storia di rinascita e di aspettative. Un’intensa storia di legami familiari, espiazione e ricerca di perdono e amore. Una storia in cui la Sardegna, isola autentica e affascinante, è coprotagonista attraverso la sua natura, le sue leggende e le sue contraddizioni.

Le pagine di Rosanna Pibiri tratteggiano una galleria di personaggi apparentemente lontanissimi, eppure accomunati dai medesimi luoghi, dai medesimi dubbi e speranze.

Gian Carlo Lisi

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