IL TEATRINO DELLA POLITICA, INCERTO E INDECOROSO

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La situazione politica italiana, già discutibile al principio del 2021, si sta complicando ulteriormente. Il sempre attuale “teatrino della politica” non finisce di stupirci, riservandoci ulteriori colpi di scena fragorosi: cambiano gli attori, gli scenari, ma la cosiddetta “nobile arte della politica” prosegue il suo corso speditamente, suscitando nei cittadini-elettori grande delusione e amarezza. Nel confronto con le rappresentazioni teatrali vere e proprie, per l’appunto, emerge una sostanziale differenza: il pubblico delle sale, solitamente, manifesta il proprio apprezzamento o la propria delusione all’unisono, a seconda della qualità dell’opera rappresentata e della bravura degli interpreti, perché l’orientamento e la capacità di giudicare è imparziale; prevale, quindi, la equità di giudizio. Nel caso di qualche negligenza non manca un po’ di discrezione e ciò è indice di senso civile, di giudizio dettato dall’equilibrio, di buon senso nonché di discrezione ed etica morale… Già, etica morale! Un valore assoluto ed intramontabile, prerogativa di grande valenza, linearità, lealtà, legalità, spirito di equilibrio e buon senso. Nella vita quotidiana della collettività questa discriminante è, purtroppo, molto bistrattata, per cui le relazioni sociali risentono e vengono influenzate dal comportamento dei singoli e può avere una giustificazione, per la diversità della conformazione mentale di ogni soggetto; non a caso il Legislatore promulga leggi e norme per regolare l’interposizione dei cittadini nei giusti canoni di correttezza, lealtà, onestà, legalità ed “etica morale”… pena l’applicazione di dovute sanzioni e condanne!

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Quando tutto ciò viene disatteso da coloro che sono investiti di funzioni e cariche istituzionali (esponenti politici, magistrati, alti burocrati), l’amarezza, il disappunto e la rabbia prendono (comprensibilmente il sopravvento! Ed è proprio quello a cui in questi giorni stiamo assistendo, nella gestione dello scenario politico, da parte di taluni partiti e dei loro esponenti di spicco, nonché responsabili di dicasteri governativi che stravolgono completamente, il giusto equilibrio di comportamento e di etica morale.

La lotta di potere e la conservazione delle poltrone è preminente rispetto alla linearità, legalità, lealtà e rispetto per le istituzioni che rappresentano. A maggior ragione va stigmatizzato il comportamento ambiguo di coloro che predicano il cambiamento radicale del malcostume che caratterizzava il quadro politico della prima Repubblica. Ma, ahimè, siamo tentati di rimpiangere, paradossalmente, le forze politiche e i loro esponenti della prima Repubblica che, perlomeno, avevano qualcosa in più in termini di preparazione ed esperienza maturata nel tempo. Intanto il Paese continua a rotolare verso il declino economico-sociale per tutta una serie di problematiche che non vengono affrontate adeguatamente. Contestualmente vi è il problema della pandemia da Covid 19, che ci attanaglia ormai da vari mesi; ciò che traspare in merito è la tanta confusione, tante presunte verità, tanti dubbi che incutono timori e perplessità.

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In tale situazione di grande caos, unitamente alla crisi economica che comincia a farsi sentire (a causa delle limitazioni e prescrizioni), la tensione sale e, proprio per questo, sorge la necessità di un quadro politico più chiaro e credibile. L’auspicio è che si trovi, al più presto, la giusta soluzione per dare risposte concrete a tutti i cittadini (soprattutto alle attività in crisi) e, che si ponga fine alle mire esclusivamente personali.

Antonio Iasillo

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