IL TASSO DI CRESCITA DEL PIL IN EUROPA

Tra il 2010 ed il 2021 è cresciuto del 2,2%

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L’Eurostat calcola il valore del tasso di crescita del PIL per i paesi Europei. Il tasso di crescita del PIL manifesta in senso relativo da un esercizio all’altro l’andamento della capacità di un paese di produrre valore aggiunto.

Ranking dei paesi per variazione del prodotto interno lordo nel 2021. L’Irlanda è al primo posto per valore del tasso di crescita del Pil nel 2021 con un ammontare pari a 13,6%, seguita dalla Croazia con un ammontare paria 13,00% e dal Montenegro pari ad un ammontare di 13%. A metà classifica vi è Cipro con un ammontare pari a 6,6%, seguito dal Belgio con un valore pari a 6,1% e dalla Lituania con un ammontare pari a 6%. Chiudono la classifica la Slovacchia con un ammontare pari a 3%, la Finlandia con un valore pari a 3% e la Germania con un valore pari a 2,6%. Mediamente il tasso di crescita del PIL nel 2021 è stato pari ad un ammontare di 6,62%.

Ranking dei paesi per valore della variazione percentuale del tasso di crescita del PIL tra il 2010 ed il 2021. La Spagna è al primo posto per valore della variazione percentuale del tasso di crescita del PIL tra il 2010 ed il 2021 con un valore pari a 2650,00% pari a 5,30 unità, seguita dalla Serbia con un valore pari a 971,43% pari a 6,80 unità e dall’Irlanda con un valore pari a 700,00% pari ad un ammontare di 11,90 unità. A metà classifica vi è la Romania con un ammontare pari a 230,77% pari a 9,00 unità, seguita dal Portogallo con un valore pari a 223,53% pari a a3,80 unità e dalla Lettonia con un valore pari a 191,11% pari a 8,60 unità. Chiudono la classifica la Svezia con un valore pari a -15,00% pari a -0,90 unità, la Germania con un valore pari a -38,10% pari a -1,60 unità e la Slovacchia con un valore pari a -55,22% pari a -3,70 unità.

Clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il coefficiente di Silhouette. Di seguito viene proposta una clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il coefficiente di Silhouette. L’analisi mostra la presenza di due clusters:

  • Cluster 1: Lituania, Estonia, Lettonia, Polonia, Turchia, Romania, Irlanda, Kosovo, Malta, Islanda, Ungheria;
  • Cluster 2: Norvegia, Lussemburgo, Serbia, Svizzera, Danimarca, Bosnia, Slovacchia, Svezia, Bulgaria, Germania, Repubblica Ceca, Macedonia del Nord, Grecia, Slovenia, Finlandia, Cipro, Paesi Bassi, Austria, Belgio, Francia, Croazia, Montenegro, Spagna, Italia, Portogallo.

Dal punto di vista della mediana risulta che il valore del Cluster 1-C1 con 7,1 supera il valore del Cluster 2-C2 con 5,5 unità. Dal punto di vista strettamente geografico risulta che i paesi baltici, ed alcuni paesi dell’Est Europa insieme con la Turchia hanno un tasso di crescita superiore rispetto agli altri paesi europei.

Network Analysis con Distanza di Manhattan. L’applicazione della network analysis con la distanza di Manhattan mette in evidenza la presenza di una struttura a network complessa e di tre strutture a network semplificate. Esiste una struttura a network complessa costituita da Slovacchia, Svezia, Germania, Svizzera, Danimarca, Bosnia, Paesi Bassi, Francia, Austria, Belgio. In modo particolare:

  • La Francia ha una connessione con il Belgio pari ad un ammontare di 0,57 unità, con l’Austria per un valore pari a 0,64 unità, con i Paesi Bassi per un valore pari a 1,1 unità;
  • L’Austria ha una connessione con la Francia per un valore pari a 0,64 unità, con i Paesi Bassi pari ad un valore di 0,67 unità, con il Belgio pari ad un ammontare di 0,83 unità, e con la Germania con un valore pari a 1,2 unità;
  • I Paesi Bassi hanno una connessione con la Francia per un valore pari a 1,1 unità, con l’Austria per un valore pari a 0,57 unità, con la Bosnia per un valore pari a 1,1 unità, con la Danimarca per un valore pari a 0,82 unità, con il Belgio per un valore pari a 0,96 unità;
  • La Bosnia ha una connessione con i Paesi Bassi per un valore pari a 1,1 unità, con la Danimarca per un valore pari a 1,1 unità;
  • La Danimarca ha una connessione con la Bosnia per un valore pari a 1,1 unità, con i Paesi Bassi per un valore pari a 0,82 unità, con la Germania per un valore pari a 1,1 unità e con la Svizzera per un valore pari a 1,0 unità;
  • Il Belgio ha una connessione con la Francia per un valore pari a 0,85 unità, con l’Austria per un valore pari a 0,83 unità, con i Paesi Bassi pari ad un valore di 0,96 unità, con la Svizzera pari ad un valore di 1,1 unità, con la Germania pari ad un valore di 1,1 unità;
  • La Svizzera ha una connessione con il Belgio pari ad un valore di 1,1 unità, con la Danimarca per un valore pari a 1,0 unità, con la Germania per un valore pari a 1,1 unità;
  • La Germania ha una connessione con l’Austria con un valore pari a 1,2 unità, con il Belgio pari ad un valore di 1,1 unità, con la Danimarca pari ad 1,1 unità con la Svizzera pari a 1,1, unità e con la Svezia pari ad un valore di 1,0 unità;
  • La Svezia ha una connessione con la Germania per un valore pari a 1,0 unità e con la Slovacchia per un valore pari a 1,1 unità;
  • La Slovacchia ha una connessione con la Svezia per un valore pari a 1,1 unità.

Inoltre, sono presenti tre strutture a network semplificate come indicate di seguito:

  • Lituania ed Estonia hanno una connessione per un valore pari a 1,0 unità;
  • Portogallo e Spagna hanno una connessione per un valore pari a 1,1 unità;
  • Slovenia e Repubblica Ceca hanno una connessione pari ad un valore di 1,1 unità.

Dall’analisi risulta che i paesi maggiormente connessi sono Belgio e Germania. Ne deriva che se il Belgio e Germania hanno una crescita del PIL allora è possibile attivare un effetto di propagazione ampio che agisce su gran parte dei paesi europei, soprattutto a medio ed alto reddito.

Conclusioni. Calcolando la media del tasso di crescita del PIL tra il 2010 ed il 2021 per i paesi europei analizzati risulta un andamento sostanzialmente crescente fino al 2019. Tra il 2019 ed il 2020 il tasso di crescita del PIL è diminuito di un ammontare pari a 4,3% per poi crescere tra il 2020 ed il 2021 di un ammontare pari a 6,6%. Tuttavia è probabile che la crisi russo-ucraina e le politiche monetarie restrittive della banca centrale europea possano ridurre il tasso di crescita del PIL dei paesi europei. Certamente l’economia europea risulta essere poco reattiva, soprattutto dal punto di vista finanziario e delle tecnologie. Infatti le banche europee ed i mercati finanziari europei risultano essere sottocapitalizzati rispetto alle banche statunitensi ed ai mercati finanziari statunitensi. L’Europa risulta molto arretrata nell’economia della conoscenza e nello sviluppo delle nuove tecnologie sia nei confronti degli USA che nei confronti della Cina ed anche di alcuni paesi del Medio-Oriente. L’Europa ha anche un ulteriore problema: l’eccesso di PMI prive di internazionalizzazione. Occorre quindi che la politica economica dell’UE intervenga per rimuovere questi tre enormi limiti alla crescita del PIL creando le condizioni per il potenziamento del mercato finanziario europeo, investendo sulle nuove tecnologie, ed offrendo degli incentivi per le fusioni ed acquisizioni delle PMI.

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Angelo Leogrande

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