IL SIVIGLIA VINCE LA SESTA EUROPA LEAGUE E CONTE SALUTA…

SUL 2-2 DECIDE UN AUTOGOL DI LUKAKU NELLA RIPRESA

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Al termine di una gara emozionante, spettacolare, nervosa e ricca di gol il Siviglia torna, dopo quattro anni, a vincere l’Europa League battendo in finale l’Inter 3-2.

Una finale inedita tra due squadre che non si erano mai incontrate prima in gare ufficiali, così come per i due allenatori, Antonio Conte e Julen Lopetegui, alle prese con la loro storica prima finale Uefa.

Alla fine l’ha spuntata il tecnico spagnolo che ha potuto, così, alzare al cielo la sua prima coppa europea, la sesta per il Siviglia (la quarta negli ultimi sette anni) che non vinceva dal 18 maggio 2016, anno in cui sconfisse in finale il Liverpool per 3-1.

Una gara vinta con merito dagli spagnoli che si confermano, ancora una volta, temibili in questa competizione. Non a caso, infatti, il Siviglia con i suoi sei trofei è la squadra che ha vinto più di tutti in Europa League, mentre sono ferme a tre, invece, Liverpool, Atletico Madrid, Juventus e Inter.

LA PARTITA IN SINTESI -

Ecco gli undici iniziali delle due formazioni.

Il tecnico dell’Inter, Antonio Conte, con il 3-5-2 schiera: Handanovic; Godin, De Vrij, Bastoni; D’Ambrosio, Barella, Brozovic, Gagliardini, Young; Lukaku, Lautaro Martinez. Con il 4-3-3, invece, l’allenatore del Siviglia Julen Lopetegui manda in campo: Bono; Jesus Navas, Koundé, Diego Carlos, Reguilón; Banega, Fernando, Jordán; Suso, De Jong, Ocampos.

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Ottimo l’avvio dell’Inter che, al “RheinEnergieStadion” di Colonia (Germania), passa in vantaggio con Lukaku (4’) su calcio di rigore conquistato dallo stesso inarrestabile belga mentre si involava tutto solo verso la porta spagnola. Ma il Siviglia reagisce e così De Jong (11’ e 33’) prima pareggia e poi, sempre di testa, raddoppia. La partita, però, regala ancora emozioni. E questa volta è l’Inter che, subito dopo, trova il pareggio grazie ad un colpo di testa di Godin (36’) sugli sviluppi di un calcio di punizione. Nella ripresa calano i ritmi e anche le occasioni da gol. Tuttavia è l’Inter che va vicina al nuovo vantaggio con Lukaku (66’), ma Bono con una prodezza sventa la minaccia. Passa qualche minuto ed è il Siviglia, invece, a passare nuovamente in vantaggio per un autogol di Lukaku (75’), sfortunato nell’occasione. I nerazzurri reagiscono e vanno vicino al pareggio con Sanchez (82’) - ma Koundè respinge sulla linea di porta - e con Candreva (90’+1), ma ancora Bono salva in angolo.

ANALISI E COMMENTI

Il Siviglia, dunque, con questo successo si conferma squadra ‘Top’ in questa competizione. Vincere sei coppe in un torneo europeo – che sia Champions o Europa League – non è cosa da tutti. E la squadra spagnola ha vinto anche questo trofeo meritatamente. Si è mostrata più squadra, più lucida nei momenti chiave e più esperta. Soprattutto dopo l’ultimo e fortunoso vantaggio gli spagnoli hanno saputo controllare la gara con molto mestiere e tante interruzioni.

La gara, in realtà, pur non essendo stata giocata al meglio dall’Inter, è stata sostanzialmente equilibrata. Anzi è stata l’Inter ad aver avuto per prima l’occasione di segnare il gol del 3-2. Ma così non è stato e il Siviglia ne ha approfittato.

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È stata una partita dura ed equilibrata – ha dichiarato il tecnico nerazzurro Antonio Conte ai microfoni di Sky - e nel secondo tempo l’episodio sfortunato ha spostato la partita in loro favore. Poi la gara è diventata difficile. I miei ragazzi, molti dei quali alle prime esperienze, hanno dato veramente tutto contro calciatori abituati a questo tipo di partite. Il futuro? Ora rientriamo a casa e poi ci incontreremo e faremo una disamina della stagione in maniera molto serena per pianificare il futuro dell’Inter con o senza di me. Per me è stata una annata bellissima e devo ringraziare la società per questa opportunità data”.

Al di là dei gol e degli episodi che hanno condizionato il risultato finale, tuttavia, sul piano del gioco non si è vista la stessa Inter ammirata nelle partite precedenti. Ha mostrato limiti nella fase difensiva dove ha subito due gol da palla inattiva e sempre di testa dallo stesso giocatore, a centrocampo dove si era in difficoltà ad impostare l’azione e lanciare gli attaccanti ed infine nella fase offensiva dove D’Ambrosio, Lukaku, Sanchez e Candreva non hanno avuto la lucidità necessaria per andare in gol da posizione incredibilmente favorevole.

Premesso ciò, una sconfitta non può e non deve cancellare quanto di buono fatto in questa stagione dalla squadra nerazzurra.

Un secondo posto in campionato ad un solo punto dalla Juve con la miglior difesa e il secondo attacco più prolifico, una finale mancata in Coppa Italia (soprattutto per l’incapacità di concretizzare le numerose occasioni da rete create) ed una finale persa con onore in Europa League. Un bilancio certamente positivo se pensiamo che è stato il primo anno di Conte (e forse anche l’ultimo) e di tanti calciatori giovani ed inesperti all’Inter. Per questo motivo, al di là dell’epilogo amaro, questa sconfitta può diventare per l’Inter un punto di partenza e l’inizio di un nuovo ciclo vincente.

(Foto da adnkronos.com Afp – si ringrazia)

Rino Lorusso

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