IL RITORNO DI “BLADE RUNNER”

Ridley Scott annuncia il sequel del film e svela la prima scena

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"Ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.” Con queste parole il replicante (robot dalle sembianze umane) Roy Batty si accomiata definitivamente dal detective Deckard che, nel film “Blade Runner”, ha il compito di “far fuori” gli androidi scappati da una colonia penale. La pellicola, girata nel 1982, da Ridley Scott (N.D.R. quello del Gladiatore Russel Crowe) sta per tornare sul grande schermo in un sequel che si annuncia, a detta del regista, davvero spettacolare.

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Scott in questi giorni, per far crescere la suspense, ha svelato all’AFI Festival la scena iniziale del film: “S’inizia da una fattoria industriale, una grande pianura organizzata come una fattoria. Wyoming. Piatta, si vede l’orizzonte per circa trenta chilometri. Non ci sono recinti, solo terra arata e secca. C’è un enorme albero, morto, tenuto in vita da cavi. A due miglia di distanza, al crepuscolo, c’è una mietitrebbia gigantesca che sta lavorando il terreno. Ha sedici riflettori davanti, la macchina è grande quattro volte il cottage. A quel punto uno spinner, una macchina volante, atterra, sollevando della polvere. Ovviamente c’è un cane che abbaia. Si apre la portiera ed esce un tipo, ed è Rick Deckard. Entra nel cottage, si siede, annusa uno stufato, poi aspetta che arrivi quello che sta sistemando la casa. Quando questo lo vede, parcheggia la mietitrebbia vicino al cottage, è di tre piani più alti, e scende da una scaletta. È gigante. Sale sulla balconata e si avvicina a Harrison. Il cottage scricchiola, quest’uomo pesa oltre 150 chili”.

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Al pluri-premiato Harrison Ford (Rick Deckard), personaggio chiave della storia tratta dal romanzo di Philip K. Dick, si aggiunge un altro divo del cinema americano, Ryan Gosling. Il poliedrico attore canadese, conosciuto per la maestria nell’interpretare sia ruoli comici sia drammatici, in un’intervista a Collider non lascia trapelare nulla sul copione e dichiara: “C’è un chip dentro di me, se dovessi dire altro sul film, esploderei”. Bisogna attendere, sicuramente, almeno un paio d’anni per vedere sul grande schermo “Blade Runner II”. Le riprese iniziano nel 2016, e chissà se la sceneggiatura sarà all’altezza di quella già molto apprezzata nel primo capitolo di una non-saga (N.D.R. Philip K. Dick, nel Cacciatore di Androidi, questo è il titolo del romanzo da cui è tratto il film, non aveva pensato a un seguito) che da oltre quarant’anni rappresenta un Cult della cinematografia mondiale.

Umberto De Giosa

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