IL RAGAZZO DELLA VIA GLUCK

Là dove c’era l’erba ora … cosa c’è??

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cms_23307/1.jpgChi ha memoria del ritornello di questa canzone “ ever green” che ci riporta agli albori dei successi di Adriano Celentano forse sarebbe tentato di rispondere alla domanda contenuta nel titolo: ora c’è una città. La risposta è parzialmente esatta perché il ragazzo che nei lontani anni sessanta aveva lasciato la via Gluck al posto dell’erba avrebbe trovato il cemento di una città in espansione. Ma…ora? Cosa c’è in quella via?

Lo scoprirete se avrete la pazienza di leggermi fino alla fine .

“Il ragazzo della via Gluck”, singolo di Adriano Celentano presentato al festival di Sanremo nel 1966 per la seconda volta (la prima risaliva al 1961), è sicuramente una delle canzoni più note e rappresentative del “molleggiato”, sia per i molti riferimenti autobiografici che per l’introduzione della tematica ambientalista, più volte ripresa dal cantante nel corso della sua carriera.

cms_23307/2_1632797960.jpgIl brano non ebbe successo a Saremo ma riscosse grande interesse nella critica e fu accolto dal pubblico con entusiasmo. Rappresentava un punto di rottura con lo stile più rock ed urlato dei primi successi di Celentano che, in questo caso, vira verso una sorta di ballata folk dalle tematiche più impegnative. L’ambientalismo intimista del brano attinge a piene mani dai ricordi di Celentano. Infatti la via Gluck del quartiere Greco di Milano, dove il cantante era nato nel 1938 e dove viveva da ragazzo con la famiglia, era una via periferica adiacente alla linea ferroviaria, che nel dopoguerra conobbe un rapido processo di urbanizzazione.

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Via Gluck ai primordi dell’urbanizzazione selvaggia

Dal testo emerge il nostalgico rimpianto di un mondo perduto, quello dell’infanzia e di parte dell’adolescenza, cioè fino a quando Celentano dovette lasciare il quartiere con la famiglia per andare a vivere in centro, in casa del fratello. Il contrasto tra la natura assediata e la città tentacolare che si espande senza limiti, racchiude in sé un dilemma morale che Celentano semplifica chiedendosi, nel finale, “io non so, non so perché continuano a costruire case e non lasciano l’erba/e no, se andiamo avanti così, chissà come si farà”.

Vi riporto il brano restaurato:

https://www.youtube.com/watch?v=_sYDfESbJAY

Ma torniamo alla premessa.

Ho detto che il testo continua ad essere di grande attualità ancora ai nostri giorni drammaticamente esposti alle conseguenze scellerate dello sfruttamento della natura e delle dissennate politiche di scempio ambientale.

Da qui la volontà di valorizzare via Gluck sulla falsariga di quanto fatto in Inghilterra per la casa di Paul McCartney a Liverpool in Forthlin Road 20, inserita tra gli edifici storici da tutelare, a cura del National Trust .Il Comune di Milano ha anch’esso decretato l’edificio di via Gluck numero 14 bene culturale da tutelare “in quanto luogo di notevole interesse pubblico paesaggistico".

Ciò detto rispondo alla domanda d’abbrivio. Cosa c’è adesso in via Gluck?

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Via Gluck ieri e oggi

Oggi vi abitano tantissimi extracomunitari, molti centri massaggi gestiti da vivaci comunità di cinesi. Il ragazzo è un anziano signore, ormai cantante di successo, che sicuramente non vi farà ritorno. Dei tempi in cui lussureggiavano verdi prati al civico 14 invece del ragazzo c’è una ragazza: il suo nome è Ginetta. La compagna di giochi del molleggiato vi abita con il marito Amedeo. E’ lei "la ragazza della via Gluck", l’unica che in questo palazzo è rimasta fino ad oggi e che forse difficilmente lo lascerà.

Antonella Giordano

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