IL PRESIDENTE ARMEN SARKISSIAN HA RICEVUTO IL "SIGILLUM MAGNUM"

La rara e prestigiosa onorificenza dell’Università di Bologna

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Il Presidente della Repubblica di Armenia Armen Sarkissian, in visita di Stato in Italia, accompagnato dalla moglie Nouneh e dalla delegazione, ha visitato l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna l’8 ottobre scorso. In quell’occasione ha ricevuto il "Sigillum Magnum", la più alta onorificenza dell’Ateneo bolognese. Si tratta di un premio prestigiosissimo conferito ai pochi capi di stato che lo hanno ricevuto al posto della più nota, ma meno blasonata Laurea Honoris Causa. La medaglia fu, infatti, assegnata a personalità quali il Presidente della Repubblica Italiana Giuseppe Saragat nel 1971, al Presidente del Consiglio Romano Prodi, al cancelliere tedesco Helmut Kohl, al presidente portoghese Marcelo Rebelo de Sousa.

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Il Magnifico Rettore, Prof. Francesco Ubertini, accogliendo il Presidente a nome dell’Alma Mater Studiorum di Bologna, ha ricordato in particolare che l’accoglienza riservata non è solo quella verso un Capo di Stato ma soprattutto quella verso un collega professore universitario, poiché il presidente armeno è stato docente e ricercatore di fisica, non solo nell’ex Unione Sovietica ma anche in diverse e importanti università mondiali. Ha, inoltre, ricordato come questa visita fosse attesa da oltre un anno, rimandata a causa della pandemia. Il riconoscimento concesso al presidente armeno, in particolare, è un tributo alla sua teoria della "politica quantistica", definita "Vera e propria testimonianza dell’impegno per la scienza e la politica", teoria elaborata dal presidente armeno - che è tra l’altro uno di creatori del gioco del Tetris - già a partire dai primi anni 2000. Tale elaborazione teorica si è espressa anche nelle sue attività di ricerca, ed è stata successivamente diffusa sulla scena internazionale attraverso convegni, libri, articoli pubblicati su vari periodici, interviste. Tra queste possiamo ricordare quella rilasciata alla giornalista Barbara Carfagna della RAI. Tale teoria permette di guardare agli eventi politici di oggi da una prospettiva inedita e più articolata su base speculativa, pur essendo la realtà fattuale contemporanea così difficile da dissipare ed interpretare se non in chiave puramente geopolitica.

Introdotto dalla prof.ssa Anna Sirinian, Direttore della Cattedra di Lingua e Letteratura Armena dell’Università di Bologna, che ha ricordato il passato armeno della città di Bologna e alcuni punti di contatto tra civiltà e cultura armena e italiana nel tempo, il presidente armeno ha tenuto una vera e propria Lectio Magistralis, a cui ha premesso i ringraziamenti ed il racconto biografico di alcuni passaggi della sua storia ed attività personale. Tra queste, a generare un momento di commozione è stato il ricordo del prof. Anatoly Lagunov dell’Università di Mosca e del prof. Sergey Hambardzumyan, direttore della Yerevan State Engineering University (Facoltà di ingegneria meccanica), con i quali stava collaborando quando fu invitato per la prima volta all’Università di Bologna da alcuni scienziati italiani. In quell’occasione il giovane ricercatore Armen Sarkissian non poté venire in Italia, ma dopo anni quel desiderio rimasto allora inevaso trova oggi la sua realizzazione.

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Subito dopo il Presidente Armeno è entrato nel vivo della sua teoria, spiegando che essa sarà presto oggetto di un volume concepito ed elaborato con la collaborazione di suo figlio Hayk. "Oggi si sta formando un nuovo ordine mondiale, ma non nel modo a cui tutti pensiamo. Molti eventi geopolitici servono ad accelerare il cambio di posizione dei vari pezzi degli scacchi sullo scacchiere della geopolitica. Questi cambiamenti portano a nuovi focolai di grandi conflitti regionali, all’inizio di una nuova era di commercio, cyberspazio e tecnologia e alla creazione di nuove instabilità nel sistema venutosi a creare nel secondo dopoguerra. Il mondo è diventato altamente interconnesso con Internet, i dispositivi intelligenti, la tecnologia e si sta evolvendo a un ritmo rapido, al di là di qualsiasi tipo di regolamentazione. È molto più veloce di quanto qualsiasi paese possa governare. Le informazioni hanno raggiunto un punto in cui i fatti e la loro fabbricazione sono diventati altamente soggettivi. Il modo in cui le persone interagiscono è cambiato. Le nostre istituzioni o paesi sono diventati molto diversi rispetto al secolo scorso. Questo ambiente politico e sociale in rapida evoluzione è nuovo per la gente. Questo è l’inizio di una nuova era, l’era della politica quantistica" ha detto Armen Sarkissian, aggiungendo come questo come questo fenomeno porti inevitabilmente anche ad un cambio della meccanica con cui il mondo si muove. La meccanica classica, utilizzata per secoli per comprendere i fenomeni sia fisici che intellettuali, non è più sufficiente; bisogna, in sostanza, esaminare il mondo alla luce della meccanica quantistica. "Che ci piaccia o no, dobbiamo riconsiderare il nostro comportamento, come viviamo, come dobbiamo modellare le nostre istituzioni". Ha quindi spiegato come, nella fisica quantistica, le domande siano sempre state più importanti delle risposte, perché ogni risposta solleva una nuova domanda. La cosa più importante è, quindi, fare una domanda e poi pensare alla risposta. Essere quantistici ci aiuta a migliorare la nostra vita, a capire meglio il mondo, a risolvere in modo più efficace i complessi problemi di oggi. In conclusione, ha affermato: "Siamo a un punto di svolta nella nostra storia; se non agiamo oggi, potrebbe essere troppo tardi per risolvere questi problemi o coglierne i frutti".

Al termine dell’incontro il Presidente Armeno e la delegazione al seguito hanno potuto osservare dal vivo alcuni manoscritti armeni conservati a Bologna, tra cui le preziose mappe commissionate dal politico, stratega e diplomatico Luigi Ferdinando e realizzate dall’intellettuale armeno di Costantinopoli Kömürcüyan nella seconda metà del XVII secolo, riscoperte solo pochi decenni fa dalla prof. Gabriella Uluhogian.

Carlo Coppola

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