IL MOVIMENTO È CICLICO

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In tutte le tradizioni persiste la visione ciclica dell’universo e della vita stessa.

Secondo la filosofia buddista la vita è una danza interrotta tra nascita e morte, che si alternano ciclicamente, con un’unica costanza predominante: il cambiamento. Fabienne Courmont incarna questo concetto ciclico della vita in ogni movimento della danza dell’essere, distinguendo tre fasi fondamentali: l’inizio, lo sviluppo e la fine.

Nel teatro Nô, in Giappone, questi tre momenti ciclici del movimento sono denominati: JO-HA-KYÛ. Questo principio include la nozione spazio-temporale della vita, in ogni suo istante, così come ogni movimento che nasce, si estende nello spazio fino al suo completamento.

Anche la danza sacra indiana è dedicata a tre Divinità che rappresentano i tre aspetti essenziali del ciclo della vita: Brahma è il creatore, Vishnu è il preservatore dell’ordine mondiale e Shiva il danzatore cosmico che attraverso la distruzione crea il nuovo mondo.

Ritroviamo lo stesso concetto nella cultura dell’antica Grecia. Come affermava Isadora Duncan, “i Greci avevano compreso la bellezza continua di un movimento che si rafforza, fiorisce ed infine muore nella promessa di una rinascita. La danza è il ritmo di tutto ciò che muore al fine di rivivere, la danza è un eterna aurora”.

Le celebrazioni sacre e alcune storie mitologiche raccontano di questo simbolismo mistico del ciclo della vita in connessione con il cosmo. Il mito della dea Dimitra che perde sua figlia Persefone, rapita da Ade, dio dei morti, è la spiegazione simbolica dell’alternarsi delle stagioni, tanto nella natura quanto nella vita di ognuno. Quando Dimitra, dea della fertilità e dell’agricoltura, soffre per la mancanza e il distacco di sua figlia Persefone, la terra si inaridisce, tutto appassisce e muore, si raffredda. Nella natura questo rappresenta il momento subito dopo la maturazione dei frutti, l’inizio dell’autunno fino all’arrivo dell’inverno, che nel ciclo della vita corrisponde alla vecchiaia seguita dalla morte. Con l’avvicinarsi del giorno del ritrovo, Dimitra si prepara alla riconciliazione con sua figlia coltivando i semi dei fiori e frutti che presto fioriranno in primavera, quando una nuova vita ricomincerà. Al ritorno di Persefone dagli inferi, Dimitra festeggia con gioia la sua riconciliazione e tutto il creato, gli alberi e i fiori si arricchiscono di frutti e colori. Questa è l’estate, il momento di crescita e maturazione, in cui si passa dall’innocenza infantile all’età adulta, fino al raggiungimento della terza età che preannuncia il completamento del ciclo di una vita che finisce.

Danzando a Elefsina, che è il luogo sacro dedicato alla dea Dimitra, Fabienne Courmont percepisce la profondità di questo insegnamento integrato nella sua danza come un’arte iniziatica basata sulla ciclicità della natura e della vita.

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Il movimento ciclico della danza dell’essere, ogni gesto e ogni sequenza musicale sono suddivise in tre fasi, come nella pratica del teatro Nô:

-JO: l’inizio della danza, la nascita del movimento. Il momento di immobilità ed interiorizzazione, l’ascolto del proprio respiro, del soffio di vita. Ben centrati e radicati, in uno stato meditativo ci si connette al punto zero, l’Hara per far partire il primo gesto.

-HA: lo sviluppo, lo sbocciare di ogni movimento e di tutta la danza. L’espressione di ogni emozione e dell’intero essere, libero dal controllo mentale e ispirato da tutte le forme dell’universo. Il movimento si sviluppa lasciandosi guidare dall’energia, dall’onda spazio-temporale, estendendosi completamente fino alla sua fine.

-KYÛ: la realizzazione e la conclusione di ogni gesto e della danza. Può essere manifestato con una danza forte, rapida e folgorante o con un progressivo rallentamento del movimento fino al totale spegnimento. Nel compimento di un gesto o di una danza vissuta coscientemente, c’è l’abbandono alla morte. Da questa morte apparente nasce un nuovo impulso per il gesto o la danza successiva. È il momento transitorio di integrazione del vissuto e preparazione al nuovo inizio, alla rinascita.

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Ogni danza, come la vita, ha diversi Jo-Ha-Kyû, cicli di movimenti e momenti che si susseguono continuamente plasmando la progressiva trasformazione.

“Tutta la creazione è regolata da questa legge ciclica, dal più piccolo seme alle galassie. Danzare in armonia con il movimento ciclico dona una grazia e fluidità che non è fittizia perché risuona in ciascuna delle cellule con le leggi della natura e dell’universo” - estratto del libro “Danse de l’Être” di Fabienne Courmont.

(Photo credit Theo Lia)

Rossella Rubini

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