IL MOSSAD HA UCCISO AL-MASRI IL NUMERO 2 DI AL-QAEDA

Lo riporta il NYT da fonti dell’intelligence USA

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Fonti dell’intelligence citate dal New York Times, rivelano l’esito di un’operazione mirata a neutralizzare alcuni degli esponenti di rilievo di Al-Qaeda, nonché individui di diretta discendenza del successore di Bin Laden, l’egiziano Ayman al-Zawahiri. L’operazione portata a compimento da due agenti israeliani per conto dell’Usa, nelle strade di Teheran, lo scorso 7 agosto, sarebbe costata la vita a Abdullah Ahmed Abdullah, alias Abu Muhammad al-Masri, considerato il numero due di Al-Qaeda, e sua figlia, rimasta vedova di uno dei figli di Bin Laden, Hamza Bin Laden. Alla notizia della sparatoria, i media iraniani, alle prese con un contesto tumultuoso, quale quello che ha caratterizzato la scorsa estate, segnato da crescenti tensioni con gli States, hanno riportato la notizia della morte di un docente libanese, identificato con il nome di Habib Daoud e di sua figlia.

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Contemporaneamente invece gli account social legati ai Pasdaran iraniani, i cosiddetti “Guardiani della Rivoluzione”, davano notizia dell’uccisione di un militante del movimento sciita Hezbollah, fornendo all’intelligence gli elementi per il sospetto dell’attribuzione dell’identità del docente libico, ad al-Masri, come copertura nella Repubblica Islamica. Tanti dubbi circondano ancora la vicenda, che non avrebbe infatti ricevuto un’ufficializzazione da parte di Stati Uniti, Israele o Iran. La cosa certa, è che al-Masri costituiva da tempo un bersaglio imprescindibile della lotta al terrorismo, basti pensare che l’FBI avrebbe disposto un’offerta di 10 milioni di dollari per la sua cattura, ma fino a prova contraria, l’identikit del militante rimane sui registri tra i ricercati per collusione con organizzazioni terroristiche. Un aspetto interessante evidenziato dal NYT, riportando alcuni accorgimenti dell’analista di antiterrorismo del Soufan Center, Colin P.Clarke, è la tendenza dell’Iran “a trascurare il divario tra sunniti e sciiti quando torna comodo agli interessi iraniani", presupponendo che l’ipotesi della copertura sia veritiera.

Federica Scippa

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