IL MERCATO IMMOBILIARE NELLE CITTÀ METROPOLITANE

La ripresa del settore farà leva su queste nuove realtà urbanistiche

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Il mercato immobiliare, che da diversi anni ha segnato il passo, sprofondando in una dimensione preoccupante e significativa per numero di compravendite e per il calo vertiginoso dei costi/mq, troverà, probabilmente, una sponda di rimbalzo nelle aree metropolitane. È una prospettiva avveniristica e realistica, che fungerà (per fortuna) da salvagente per il settore e per tutto il suo vasto indotto. Questa previsione nasce dalla constatazione che, solitamente, la novità o il cambiamento, in senso innovativo, viene visto e percepito come fonte di miglioramento rispetto allo status attuale; pertanto, esso suscita voglia di "azzardare", di investire in tale novità ipotecando un futuro migliore.

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L’istituzione delle aree metropolitane assegna un titolo di "valenza surplus" sia alla città capoluogo di riferimento sia a tutto il circondario dei comuni, incluse le suddette aree; tutto assume maggiore importanza e maggior valore. Nel caso specifico del mercato immobiliare, l’impatto di questa nuova realtà sarà sicuramente positivo, perché il valore di un immobile scaturisce da alcuni parametri, tra cui di notevole importanza è quello dell’ubicazione. Quest’ultima vale infatti come primo connotato per il classamento dell’immobile; da questa indicazione si rileva la dislocazione di zona, che può essere "di pregio", "di degrado", "di zona di espansione" o altro.

Questo parametro identifica già in partenza l’ immobile in oggetto, attribuendogli una valenza di qualità, che è estremamente importante per la sua valutazione e per la sua commercializzazione, nonché per il valore dell’investimento stesso. Il riscontro di tale concetto di evince, per similitudine, da quanto già in auge prima dell’istituzione delle città metropolitane; infatti la stima e il valore di un immobile è stata sempre diversa a seconda dell’ubicazione in un grande o piccolo centro urbano e della sua importanza geografica, sociale, economica e di attrazione turistico-culturale; identico sistema e metodo di valutazione sempre valso nell’ambito dello stesso centro urbano, in funzione della dislocazione dell’ immobile in un quartiere di pregio residenziale o in un quartiere di periferia.

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Queste considerazioni sono, in realtà, regole fisse nell’attribuzione del valore di stima, per cui quanto precisato in riferimento alle aree metropolitane avrà certamente ricadute positive e potrebbe dare una “scossa” al mercato immobiliare- edilizio, da tempo in stand-by. In questa direzione vira, per il settore, l’istituzione delle città metropolitane, in combine con il mai sopito desiderio degli italiani di realizzare il sogno di una casa. L’auspicio, pertanto, è che questa aspirazione, da sempre la "molla’ che ha funzionato da propulsore (tant’è che più dell’80% delle famiglie ha una casa di proprietà)si traformi al più presto nell’agognato "revival del mattone" degli italiani.

Antonio Iasillo

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