IL LABOUR COST INDEX DELLA BUSINESS ECONOMY IN EUROPA

Il costo del lavoro nella business economy diminuisce nell’Europa meridionale ed aumenta nell’Europa orientale

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Classifica dei paesi per valore del labour cost index nella business economy. L’Eurostat analizza il valore del labour cost index in Europa. Il labour cost index è un indice che fa riferimento alla dimensione del costo del lavoro in Europa. In questo caso è riferito alla “business economy”, ovvero in senso ampio si rivolge all’economia del settore privato. Il dato è posto uguale a 100 nel 2016 e le variazioni vengono rilevate per quadrimestre. Al primo posto della classifica del Labour Cost Index in Europa c’è la Romania con un valore pari a 155,8 unità, seguito da Lituania con un valore pari a 144,4 unità e dalla Bulgaria con un valore pari a 140,6 unità. A metà classifica vi sono il Lussemburgo con un ammontare pari a 109,6 unità, seguito dall’Irlanda con un ammontare pari a 108,5 unità e dal Portogallo con un ammontare pari a 108,3 unità. Chiudono la classifica la Grecia con un ammontare pari a 100,4 unità, Malta con un ammontare pari a 98,00 unità e l’Italia con un valore pari a 97,8 unità.

Variazione del labour cost index nel periodo tra il Q42018 ed il Q12021. E’ possibile calcolare il valore della variazione del labour cost index nella variazione tra il Q42018 ed il Q12021. Al primo posto vi è la Romania con un ammontare della crescita del labour cost index pari a 21,7 unità. Seguono la Lituania con un valore pari a 20,2 unità e la Bulgaria con un valore pari a 13,8 unità. A metà classifica vi sono l’Irlanda con un valore pari a 1,7 unità, seguita dalla Slovacchia con un ammontare pari a 1,5 unità e dalla Francia con un ammontare pari a -1,9 unità. Chiudono la classifica l’Italia con un valore pari a -17,8 unità, l’Austria con un valore pari a -18,00 unità e la Grecia con un ammontare pari a -19,6 unità.

Romania. Il valore del costo del lavoro nella business economy in Romania è cresciuto nel periodo tra il Q4 2018 ed il Q1 2019 da un ammontare pari a 134,1 unità fino ad un valore pari a 138,9 unità ovvero pari ad una variazione di 4,80 unità pari ad un valore di 3,58%. Nel passaggio tra il Q1 2019 ed il Q2 2019 il valore del costo del lavoro nella business economy in Romania è cresciuto da un ammontare pari a 138,9 unità fino ad un valore pari a 145,7 unità ovvero una variazone pari ad un ammontare di 6,80 unità pari ad un ammontare del 4,90%. Nel passaggio tra Il Q2 2019 ed il Q3 2019 il valore del costo del lavoro nella business economy è diminuito da un ammontare pari a 145,7 unità fino ad un valore pari a 144,2 unità ovvero pari ad un valore di -1,50 unità pari ad un ammontare di -1,03%. Nel passaggio tra il Q3 2019 ed il Q4 2019 il valore del costo del lavoro nella business economy in Romania è passato da un ammontare pari a 144,2 unità fino ad un valore di 148,5 unità ovvero pari ad un variazione di 4,30 unità pari ad una variazione di 2,98%. Nel passaggio tra il 2019 Q4 ed il 2020Q1 il valore del labour cost index in Romania è cresciuto da un valore pari a 148,5 unità fino ad un valore pari a 150,7 unità. In seguito, il valore del labour cost index in Romania nella business economy tra il Q12020 ed il Q12021 ha avuto un andamento altalenante fino a raggiungere l’ammontare di 155,8 unità. Complessivamente nel periodo considerato il valore del costo del lavoro della business economy è cresciuto di un ammontare pari a 21,70 unità pari ad un ammontare di 16,18%.

Conclusioni. Se guardiamo l’ammontare del labour cost index nelle nazioni europee, possiamo verificare che nel periodo considerato tra il Q42018 ed il Q12021 è cresciuto significativamente per le economie dell’Europa orientale ovvero la Romania, la Lituania, la Bulgaria, la Polonia, la Slovenia, l’Estonia, la Lettonia, l’Ungheria, la Repubblica Ceca, la Slovacchia. Tale aumento del costo del lavoro nei paesi dell’Est Europa sta a significare che le attività di decentramento e di delocalizzazione hanno avuto l’effetto di produrre un aumento del reddito dei lavoratori. Certamente il reddito dei paesi dell’Est Europa è ancora basso rispetto al reddito pro-capite dei paesi dell’Europa occidentale, tuttavia la crescita del costo del lavoro nei paesi dell’Est Europa potrebbe alla lunga rendere inefficienti gli investimenti produttivi nella delocalizzazione. Inoltre occorre considerare che in molti paesi, come per esempio Belgio, Cipro, Italia, Austria e Grecia, c’è stata una riduzione significativa dell’ammontare del costo del lavoro a 2 cifre. I dati mostrano che gli imprenditori potrebbero nuova convenienza ad investire nell’Europa meridionale rispetto all’Europa orientale in relazione alla riduzione del costo del lavoro nella business economy.

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Angelo Leogrande

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