IL KAPPA FUTUR FESTIVAL RILANCIA L’ESTATE MUSICALE PIEMONTESE

Al via la Torino Summer Music 2022

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FuturFestival nasce nel Dicembre 2009 per celebrare i 100 anni del Futurismo, ospitando oltre 7.000 ragazzi provenienti da tutta Italia presso l’Oval Lingotto, e si impone come il “Capodanno più amato dagli Italiani”.

Il 31 dicembre 2009 FuturFestival collabora alla realizzazione del Capodanno di Città di Torino in Piazza Vittorio Veneto ospitando i Groove Armada, Juliette Lewis ed altri artisti di fama internazionale per festeggiare la vittoria di Torino Capitale Europea dei Giovani.

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Il 7 dicembre 2010 FuturFestival presenta l’unica data italiana in concerto dei BloodyBeetroots e la straordinaria partecipazione di Tommy Lee alla batteria.

Il 30 giugno 2012 FuturFestival si evolve nel primo Festival estivo 100% diurno d’Italia e prende il nome di Kappa FuturFestival dal noto brand di sport, il cui presidente stesso aveva suggerito Parco Dora come location ideale.

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Nel 2013 KFF si consolida come il format di Intrattenimento Intelligente più amato d’Italia, urbano, 100% diurno e ad impatto “0” sulle finanze pubbliche, classificandosi tra i primi 5 Festival estivi d’Europa.

Nel 2015, primo format di settore in Italia, introduce la tecnologia cashless per l’acquisto di tutti i beni e servizi all’interno del Festival tramite loyalty card.

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Nel gennaio 2016 viene menzionato dal The New York Times quale evento imperdibile dello stesso anno.

Dal 2016, unitamente a Movement Torino Music Festival, riceve il prestigioso patrocinio della Commissione Europea, primi del settore in Italia. Il 2017 e 2018 sono anni di svolta caratterizzati dalla crescita del pubblico in numeri assoluti e dalla percentuale di pubblico proveniente dall’estero.

Nel 2019 KFF supera se stesso, con oltre 60.000 presenze da 102 nazioni, e l’assegnazione dell’International Music Festival Award dalla giuria dei DJ Awards. Nel 2020 il format digitale Kappa Futur Tribute registra 665mila visualizzazioni per un reach 1,3 milioni di utenti. Nel 2022 il Festival diventa di 3 giorni, con una programmazione ancora più ricca.

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Il progetto di Parco Dora è il risultato di una gara internazionale avviata nella primavera 2004; vincitore del concorso è risultato il gruppo diretto da Peter Latz, già autore del parco post-industriale nel Bacino della Ruhr, e costituito da Latz+Partner, Studio Pession Associato, Studio Cappato. Il gruppo italo-tedesco ha progettato un parco che alterna zone strettamente naturalistiche, costituite da grandi prati e spazi alberati, ad altre più antropizzate, che mantengono una forte relazione con gli elementi preesistenti, conferendo loro nuove funzioni.

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"Si tratta del primo parco post-industriale italiano, dove archeologia industriale, verde urbano, arte, sport e cultura si fondono per restituire alla cittadinanza gli spazi dell’industria pesante. Il simbolo del parco è senza dubbio l’immenso capannone delle Ferriere, il complesso delle acciaierie dove la Fiat produceva la materia prima per i componenti delle auto. Sotto è stata ricavata un’enorme piazza attrezzata con skate park e campetti da gioco, che spesso ospita anche eventi; delle altre acciaierie sono stati conservati solo i pilastri di acciaio e i muri di cemento a formare un grande giardino post-apocalittico.

A fare da sfondo le torri di raffreddamento dell’ex centrale termica, palcoscenico per street artist giovani e internazionali. Di fronte alle Ferriere Fiat si trovava una volta la Michelin, oggi completamente rimpiazzata da prati, zone alberate e piste ciclabili: unica sopravvissuta è la grande torre di raffreddamento alta 30 metri". Da "Guida al Turismo Industriale" di Jacopo Ibello (Morellini Editore, 2020)

Di Torino colpisce soprattutto la compostezza del suo skyline circondato da imponenti vette alpine. Il capoluogo piemontese si presenta come una città dal fascino unico, dove sono passati imperatori, sono nati regni, in cui il potere ha lasciato segni indelebili. Torino è oggi una metropoli che guarda al proprio passato puntando al futuro con l’ambizione di una una città che da piccolo villaggio pedemontano è divenuta la capitale di un regno e di una nazione, per poi trasformarsi in capitale del cinema e dell’automobile.

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Il suo sapore è a metà strada tra la sobrietà e il lusso tipico della città ottocentesca con un aspetto vitale e giovane dato dai molti locali (bar e vinerie), che da Piazza Castello, storico salotto torinese, proliferano in tutta la città.

Tesori imperdibili della città sono i palazzi che hanno fatto la storia del capoluogo subalpino, per secoli cuore del Regno dei Savoia e teatro dell’Unità nazionale. Imponenti sono le dimore in cui hanno soggiornato re e nobili dell’epoca.

Domenico Moramarco

Tags: Torino Kappa Futur Festival

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