IL GOVERNO DA L’OK AD ALLENAMENTI INDIVIDUALI PER SPORT DI SQUADRA

INTANTO IN GERMANIA SI CONTINUA A DISCUTERE SUI CASI DI CONTAGIO NEL CALCIO

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Dopo le ordinanze regionali di Emilia Romagna, Campania, Lazio e Sardegna che avevano di fatto autorizzato (in contrasto con le direttive del Governo) gli allenamenti individuali anche agli atleti degli sport di squadra, è arrivato il via libera, per tutte le Regioni, anche da parte del Viminale attraverso una circolare - in vigore dal 4 al 17 maggio - inviata ieri ai prefetti.

«È consentita - si legge sul documento firmato dal capo di gabinetto Matteo Piantedosi - anche agli atleti professionisti e non, di discipline non individuali, come ad ogni cittadino, l’attività sportiva individuale, in aree pubbliche o private, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri e rispettando il divieto di ogni forma di assembramento».

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Un passo indietro quasi doveroso, dunque, da parte del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, che si è sentito - di fatto - scavalcato dalle decisioni dei vari governatori regionali. Una situazione gestita non bene dal Governo e che si può sintetizzare con due parole: superficialità e responsabilità. La prima per l’esclusione quasi immotivata degli sport di squadra dagli allenamenti individuali e la seconda per la capacità di riparare facendo un passo indietro. Ma ciò che conta è che alla fine anche il calcio può tornare ad allenarsi già da oggi.

CASO CONTAGI NEL COLONIA – Intanto in Germania - all’indomani della notizia dei tre tesserati (di cui un fisioterapista) asintomatici del Colonia risultati positivi ai test del coronavirus - si continua a discutere se sia più giusto allargare la quarantena all’intera squadra o solo ai calciatori contagiati. Ovviamente è stato immediatamente applicato il protocollo approvato dagli esperti sanitari tedeschi. Ma il problema non è l’applicazione delle regole comportamentali, quanto capire se questo protocollo è in grado o meno di garantire - su questo punto - la massima sicurezza degli atleti.

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Qualche perplessità emerge anche dalle autorità governative tedesche: “Sono per la ripartenza a maggio - afferma il Ministro degli Interni, Horst Seehofer alla Bild - ma se dovessero verificarsi episodi di positività durante il campionato allora dovrebbe essere messa in quarantena tutta la squadra compresi gli ultimi avversari”.

Parole semplici, ma chiare nel definire le priorità che restano la sicurezza e la salute degli atleti. Ma proprio come in Spagna, in realtà, il protocollo tedesco prevede la quarantena del singolo tesserato – calciatore o membro dello staff - risultato positivo. Una norma che non convince più di tanto neppure i calciatori. “Il fatto di non stare tutti in quarantena - ha affermato il 26ennecentrocampista del Colonia, Birger Verstraete alla televisione belga VTM - è un po’ bizzarro. Tra l’altro, il fisioterapista si è occupato anche di me e di altri ragazzi e quindi siamo entrati in contatto. La salute è più importante”.

In effetti la questione della prassi da seguire nel caso di calciatori contagiati, è proprio uno dei punti critici del protocollo della Figc che il Comitato Tecnico Scientifico vorrebbe modificare attraverso un allargamento della quarantena a squadra e staff.

Insomma in Germania – e non solo - si continua a discutere. Ma dopo le parole di un calciatore diretto interessato come Verstraete e del Ministro Seehofer, siamo proprio sicuri che il protocollo tedesco non sia migliorabile?

(Foto da ilfogliettone.it adnkronos.com Afp eFotogramma – si ringrazia)

Rino Lorusso

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