IL DUO FRESU-URI CAINE INCANTA IL PUBBLICO DI BARI

Atmosfera magica allo Showille durante l’esibizione dei due mostri sacri del jazz internazionale

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Allo Showville di Bari si è aperta Ecotopia, la IX Rassegna dell’Associazione musicale "Nel gioco del jazz". Hanno inaugurato il ricco cartellone degli appuntamenti, il duo jazz Fresu-Uri Caine. Un’ora e mezzo di vivace intrattenimento musicale, un arcobaleno di suoni che ha letteralmente stregato il folto pubblico presente in sala. Un dialogo perfetto tra tromba e pianoforte che ha divertito e coinvolto tutti. Paolo Fresu, classe 1961, trombettista sardo di Berchidda. Il ragazzo "Ostinato" (N.d.R Questo è il titolo del suo album di esordio del 1985) che di strada, o meglio di musica, ne ha fatta tanta. Sono ormai lontani i tempi del Conservatorio, quando un anziano professore di tromba gli mise tre in pagella. Oggi, è un vero "mostro sacro" che ha suonato in ogni continente con i nomi più importanti della musica jazz degli ultimi 30 anni. Oggi anche scrittore con il suo primo libro uscito a maggio scorso, "La musica siamo noi", che definisce come “un’espansione dell’arte musicale”.

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Uri Caine classe 1956, altra 2icona” del jazz, pianista statunitense cresciuto a Philadelphia, ha attraversato tante culture musicali e come lui stesso ha dichiarato: “la musica è nel mio DNA”. Da piccolo, i genitori lo portavano nelle sinagoghe ad ascoltare musica yemenita, musica araba cantata in ebraico. In seguito si è avvicinato al funky, alla salsa, alla musica brasiliana, ai cori classici e gospel, alle tastiere elettriche che gli hanno fatto maturare una personalità eclettica e uno stile unico, risultato di una miscela di musica ebraica, classica ed elettronica.

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Fresu e Caine si sono incontrati nel 2002 al Time in Jazz Festival di Berchidda, ed è stato subito colpo di fulmine; un’intesa musicale perfetta data dalla fusione armonica di due stili. La serata si apre alle 21.30 con un omaggio a Gerorge Gershwin e a Claudio Monteverdi. L’intesa del duo è avvincente, emanano adrenalina pura. Le mani di Caine corrono irrefrenabili sulla tastiera accompagnate dal soave suono della tromba di Fresu. La loro energia si scioglie in un alchimia di passione e istinto che ammalia ed emoziona il pubblico in religioso silenzio. Preponderante la presenza di Caine che scende in platea ad esibirsi, creando un coinvolgimento pazzesco con gli spettatori, tutto diventa suono, armonia, colore e bellezza. L’apice si tocca con la raffinata ed emozionante esibizione di Almeno tu nell’Universo di Mia Martini, accompagnata da un effetto di luci davvero toccante, da brivido. Una serata raffinata con un parametro di qualità che pone l’asticella ad altezze non facilmente raggiungibili. Il pubblico si scatena in applausi entusiasti e sembra non voler lasciare la platea. “Salire sul palco, considerare il suono del silenzio, accordarsi con le vibrazioni latenti del pubblico in sala. Suonare sconfinatamente e viaggiare senza posa, lasciando che il mondo lambisca le nostre rive; esplorando per riportare a casa tutte le persone ed emozioni e conoscenze acquisite”. (cit. dal libro di Paolo Fresu, “La musica siamo noi”)

Tina Camardelli

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