IL DRAMMA DELLA GUERRA, “A POCHI PASSI DAL CUORE”

Il nostro fotocinereporter Roberto Pedron pronto a raccontare le storie dei nuovi migranti direttamente dai confini dell’Ucraina

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cms_25194/0.jpgIl conflitto in Ucraina impazza, rendendoci spettatori inermi di una tragedia a cui mai avremmo immaginato di dover assistere. Edifici civili in fiamme, sirene antiaeree attive sin dalle prime luci dell’alba, corpi stipati nelle fosse comuni, intere cittadine in fuga.

Vite in frantumi, libertà violate, diritti calpestati nell’accecante potenza della guerra, madre di tutti i mali ed oggi innominabile protagonista di una storia che rischia di essere mistificata in battaglie di propaganda non meno ardue di quelle combattute sul campo.

La rapida successione di eventi che ci tiene col fiato sospeso dalla fatidica notte del 24 febbraio scorso ha dato vita a una “cronistoria della sofferenza” sempre più difficile da narrare a parole.

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Giunti ormai nel pieno di uno scontro che è destinato a segnare la storia, nonché a procurare una netta frattura degli equilibri mondiali, sentiamo il bisogno di ricorrere al potere evocativo delle immagini per restituire ai nostri lettori una verità scevra da qualunque concettualizzazione, un punto di vista in grado di catturare il profondo dramma esistenziale che si sta consumando in prossimità della frontiera orientale europea.

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Per farlo, abbiamo scelto di affidarci al sapiente obiettivo del nostro fotocinereporter, Roberto Pedron, che insieme alla sua troupe raggiungerà i confini dell’Ucraina documentando l’esodo dei profughi in cerca di salvezza ma anche l’insorgere di pericolosi “effetti collaterali”, quale l’oscura tratta dei nuovi migranti.

cms_25194/00.jpgCome i più affezionati lettori ricorderanno, proprio attraverso lo sguardo lucido e professionale di Pedron abbiamo potuto osservare da vicino svariati scenari emergenziali in Italia e nel mondo, fin da quando l’International Web Post muoveva i suoi primi passi nel mondo dell’informazione. Nato a Torino il 10 ottobre 1969 e residente a Taranto da oltre 20 anni, il fotocinereporter ha raccolto testimonianze dai più devastati scenari di guerra in Iraq, Siria, Afghanistan, Libia, Giordania, Mali, Burkina Faso, Costa D’Avorio, Niger, Nepal, oltre che dalle zone terremotate dell’Aquila e di Amatrice. La sensibilità artistica che caratterizza i suoi scatti è tale da coinvolgere empaticamente l’osservatore rispettando, al contempo, la dignità dei soggetti immortalati, cogliendone la sofferenza senza scadere nella morbosa “pornografia della morte” sempre più spesso propinata dai media.

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In linea con i valori che da sempre muovono la nostra attività giornalistica, l’obiettivo di Pedron raccoglie frammenti di vita per restituirci quell’umanità che nessun attacco armato potrà mai annientare, che pur sotto i colpi di mortaio si batte strenuamente per tornare a respirare senza macigni sul petto, senza il rumore delle bombe in lontananza e i missili sopra la testa.

Perché solo gli occhi spenti dei bambini, i volti stanchi e segnati delle madri, la rassegnazione silenziosa degli anziani in fuga dall’inferno possono testimoniare la vera essenza di questa ennesima guerra, atroce e insensata come tutte le altre…

(Foto di repertorio)

Federica Marocchino

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