IL COVID 19 CORRE VELOCE

Si profilano nuove restrizioni e chiusure

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Se i contagiati da coronavirus dovessero continuare ad aumentare, probabilmente, nella fine della settimana il governo potrebbe apportare nuove e più incisive restrizioni. Il Presidente del governo, Giuseppe Conte nell’ultima conferenza stampa aveva già preannunciato che avrebbe potuto adottare nuove misure restrittive che, nel caso venissero attuate, dovranno essere concordate con le Regioni. Oltre ai luoghi della movida, al centro di uno scontro tra governo e sindaci, ci potrebbero essere altre chiusure come le palestre e le piscine che hanno avuto l’ultimatum di una settimana per adeguarsi alle norme contro la diffusione del coronavirus. L’attenzione rimane alta anche per i trasporti pubblici e per i quali si potrebbe decidere di limitare ulteriormente la capienza massima consentita a bordo o, la più auspicabile, ma fortemente improbabile, di incrementare il numero dei mezzi di trasporto. Al momento nulla è confermato, bisognerà quindi attendere i chiarimenti ufficiali da parte delle istituzioni che saranno influenzati dall’andamento della curva epidemiologica. Walter Ricciardi, consulente del Ministro Roberto Speranza ha dichiarato: “io piscine e palestre le avrei già chiuse”. Il Ministro Speranza avrebbe detto che un nuovo D.P.C.M. non sarà emanato ma, il Ministro sembrerebbe propenso per limitazioni più stringenti lanciando contemporaneamente un appello a tutti i cittadini: “uscite di casa solo se è indispensabile”.

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Il comitato tecnico scientifico che ispira le mosse del governo è in pressing per far adottare misure più restrittive, alcuni di loro pensavano che il caldo avrebbe annientato il virus, altri invece che, con la discussa immunità di gregge, si sarebbe riusciti ad arginarne la sua diffusione. Purtroppo, come dimostrano i dati di quest’estate, le alte temperature hanno fatto tutto tranne che spezzare la catena dei contagi, per quanto concerne invece l’immunità di gregge non è chiaro quanto tempo duri la protezione immunitaria in seguito al contagio. Anche nel caso in cui sia disponibile, in futuro, un vaccino sicuro ed efficace se non sarà messa a punto una robusta ed efficace campagna vaccinale globale a tappeto il virus potrebbe sparire in alcune parti del mondo e continuare a prosperare in altre, trasformandosi così in un patogeno epidemico che di tanto in tanto potrebbe tornare a fare capolino. La speranza dei virologi è che l’aggressività del virus si possa ridurre con il tempo e che la convivenza con l’ospite umano possa diventare meno letale, ma ad ora i segnali di questa ridotta letalità non sembrano esserci. Secondo l’immunologo, Francesco Le Foche dell’Università Sapienza di Roma grazie ad un vaccino e a farmaci efficaci la prossima primavera potrebbe segnare un cambio di passo nella lotta alla pandemia e, solo allora, potremo iniziare a comprendere meglio la sua possibile durata.

Anna Di Fonzo

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