IL CORAGGIO DELLA REDENZIONE: L’ESEMPIO DI ZACCHEO

Il Papa parla dell’essenza di essere cristiani

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Affacciato su una piazza San Pietro gremita da più di 35mila fedeli, nel consueto Angelus domenicale il Pontefice rinnova l’invito alla conversione riprendendo i grandi temi che attanagliano il mondo intero.

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Nello specifico, Francesco si è soffermato sul Vangelo di Luca. La liturgia della parola ci regala uno splendido esempio di “sguardo”, come quello intercorso tra Zaccheo e Gesù. Zaccheo non era ben visto dal popolo, perché riscuoteva le tasse per conto dell’impero romano. Nel Vangelo è indicato come un uomo di bassa statura, evidenziando non l’aspetto fisico in sé, bensì la sua bassezza interiore. Eppure, questo uomo piccolo, con lo sguardo rivolto sempre verso il basso, riesce a prendere una decisione importante: salire su un albero per vedere Gesù. Un gioco di sguardi non banale, che la dice lunga sulla sua voglia di cambiare.

La conversione parte da una decisione interiore, capace di andare oltre qualsiasi forma di pregiudizio. Bergoglio lo afferma a chiare lettere, sottolineando la grandezza di questo piccolo uomo: “Ancora non lo conosce, ma aspetta qualcuno che lo liberi della sua condizione, che lo faccia uscire dalla palude in cui si trova. Questo è fondamentale: Zaccheo ci insegna che, nella vita, non è mai tutto perduto. Sempre possiamo fare spazio al desiderio di ricominciare, di ripartire, di convertirci”.

Indubbiamente lo sguardo di Gesù scagiona Zaccheo, restituendogli dignità. Gesù non giudica, guarda oltre e parla alla coscienza di Zaccheo. Francesco si sofferma su questo, esaltando l’essenza dell’amore di Dio. “Questa è la storia della salvezza, Dio non ci ha guardato dall’alto per umiliarci e giudicarci; al contrario, si è abbassato fino a lavarci i piedi, guardandoci dal basso e restituendoci dignità. Così, l’incrocio di sguardi tra Zaccheo e Gesù sembra riassumere l’intera storia della salvezza: l’umanità con le sue miserie cerca la redenzione, ma anzitutto Dio con misericordia cerca la sua creatura per salvarla”.

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In chiusura, il pensiero è volato a Seoul e alla strage avvenuta nel quartiere :“Preghiamo il Signore Risorto per quanti – soprattutto giovani – sono morti a Seul, per le tragiche conseguenze di un’improvvisa calca della folla”.

Giuseppe Capano

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