IL CONFLITTO OCCULTO DEGLI STATI UNITI

Le voci e le dichiarazioni dei dissidi interiori dell’America

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La natura controversa della guerra in Ucraina ha creato una profonda dicotomia tra analisti e legislatori statunitensi: alcuni si chiedono se i funzionari loro connazionali non dipingano la crisi in modo troppo poco ottimista, mentre altri affermano che il governo di Kiev può vincere con più aiuto dall’Occidente. Insomma: tifo contro razionalità, parteggiamento contro freddezza. Dopo quattro mesi dall’invasione, il presidente russo Vladimir Putin ha circoscritto i suoi obbiettivi, concentrandosi sulla conquista della zona industriale del Donbass nell’Ucraina orientale. Parlando a un vertice dei leader della NATO giovedì, Joe Biden ha affermato che gli Stati Uniti "si stanno unendo il mondo con l’Ucraina e si sono impegnati a sostenere la causa finché sarà necessario". Il presidente statunitense ha confessato che non sa "come andrà a finire, ma non finirà con la Russia che sconfiggerà l’Ucraina in Ucraina".

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I funzionari americani hanno riconosciuto che mentre le truppe russe stanno sviluppando la loro potenza di fuoco, stanno gradualmente conquistando il territorio nell’Ucraina orientale. Ciò include la presa della città strategicamente importanti di Severo Donetsk a giugno e la pressione per fare lo stesso nella vicina città gemella di Lysichansk. La Russia ha rivendicato il controllo della città domenica, mentre i funzionari ucraini hanno ammesso che le loro truppe si erano ritirate. I funzionari statunitensi hanno minimizzato i guadagni, descrivendoli come costanti e graduali, evidenziando al contempo il gran numero di vittime militari russe che ne sono seguite. Ma anche gli ucraini, tuttavia, hanno subito pesanti perdite: time indipendenti indicano ben decine di migliaia di vittime di soldati da entrambe le parti.

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Il portavoce del Pentagono Todd Breasseale ha asserito che l’obbiettivo principale dell’organo quando si discute dell’esercito ucraino è bilanciare ciò che si può dire a un livello non classificato, piuttosto che fornire "valutazioni a sorpresa" che Putin potrebbe sfruttare. "Noi non facciamo valutazioni dei danni da combattimento o lavori di intelligence per la Russia, tuttavia, penso che abbiamo discusso di cosa possiamo fare quando è conoscibile, dimostrabile e oggettivo". Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina a febbraio, l’amministrazione Biden ha promesso quasi sette miliardi di dollari in armi e altri aiuti alla sicurezza all’Ucraina, incoraggiando altri alleati occidentali a fornire aiuti simili. Risulta chiaro, anzi, cristallino che la narrazione della vicenda abbia presentato un “eroe” in difficoltà e un antagonista da combattere; il grande comprimario, tuttavia, si trova diviso tra un vecchio patto che rischia di venir tradito – quello con la Russia di non belligeranza dopo la Guerra Fredda – e un’immagina pubblica che rischia di venir pesantemente nonché irrimediabilmente compromessa in caso di omissione di aiuti ucraini.

Francesco Bulzis

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