IL CEMENTO E IL VERDE

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La canzone di successo “Il ragazzo della via Gluk”, del mitico Adriano Celentano, richiamava l’attenzione sulla cementificazione, fatta a scapito delle aree verdi. Questione molto controversa a causa di interessi contrapposti, perché nel metro comune di vedere e giudicare, si intravvedeva e tuttora si intravvede una forzatura e una distorsione, in chiave affaristica, degli strumenti urbanistici, soprattutto nei grandi centri urbani. Nella famosa canzone si evidenziava e si puntualizzava:<< perché continuano a costruire le case e non lasciano l’erba… eh no, se andiamo avanti cosi, chissà, come finirà, chissà cosa accadrà >>.

cms_1841/parco-vittoria-milano-488x255.jpgVersi cosi veritieri e scontati da poterli ritenere altresì strumentali e demagogici. Mezzo secolo fa, all’incirca e, cosi nel corso degli anni successivi, nessuno poteva immaginare quello che ci aspettava e sarebbe accaduto. Con la crisi economica, che si è insediata nei gangli produttivi e di commercializzazione (a causa di fenomeni molto complessi, di natura interna al nostro Paese ed internazionali, nonché ritengo, a mio modesto avviso, di contromisure sbagliate), anche il desiderio più ambito degli italiani, ovvero l’acquisto di una casa, comunque, di una unità immobiliare è stato represso. Si è creato, quindi, un blocco totale di nuovi insediamenti urbanistici, in quanto, riducendosi drasticamente il numero dei potenziali acquirenti, le imprese non acquistano aree edificabili e cadono nell’immobilismo assoluto, indebolendosi ulteriormente e, cosi, tutto l’indotto va in affanno.

cms_1841/parri.jpgIn questa situazione, se da un canto si può essere soddisfatti e contenti, per una fase di stallo nella cementificazione, d’altro canto il blocco e il fermo di programmi edilizi è un sintomo indissolubile della profonda crisi economica e di recessione molto preoccupante. Poiché il comparto edilizio-urbanistico, con il suo indotto, è un solido pilastro dell’economia, riscontriamo che (per dirla con un altro verso di un’altra canzone di successo di Celentano),tutto ciò << all’incontrario va >>!! L’auspicio, adesso, è totalmente inoppugnabile, che si invoca la necessità di ricominciare a costruire le case, per far ripartire l’economia e si spera, che ciò possa avvenire il più presto possibile.

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In attesa che ciò avvenga, possibilmente subito, si precisa che per fortuna, nel corso degli anni, la normativa inerente l’edilizia e l’urbanistica, ha acquisito e adottato vincoli, essenziali negli strumenti urbanistici e nelle norme attuative che impongono, a seconda della tipizzazione delle aree edificabili (zone di espansione, zone di rinnovamento urbano, zone di completamento, piani particolareggiati, ecc…), il rispetto, appunto, di vincoli e parametri inerenti la contestuale realizzazione di << aree a servizi per la residenza, viabilità, verde pubblico, verde condominiale, aree a parcheggio, impatto ambientale e altro >>. Tutto ciò è necessario per avere l’approvazione di progetti per nuovi insediamenti urbanistici. Rimaniamo quindi speranzosi che, nel settore edilizio, l’inversione di tendenza sia vicina, per consentire una ripresa economica, di sviluppo e di maggior benessere; e siamo certi, questa volta, che il verde non sarà sacrificato a vantaggio della cementificazione.

Antonio Iasillo

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