IL CALCIO: UN BENE PREZIOSO ANCHE PER LO STATO

IL VALORE DELLA TERZA INDUSTRIA ITALIANA PRIMA DEL COVID-19

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Come evidenziato già in altre circostanze, anche l’industria del calcio – alla pari di altri settori produttivi – è stata gravemente colpita dallo tsunami Covid-19. Ma è giusto precisare che le conseguenze negative di questa crisi non ricadono solo sul calcio (nel senso più restrittivo del termine), ma anche su tutto l’indotto. Per non parlare poi dello Stato. Secondo il report realizzato da OpenEconomics (commissionato dalla Figc), infatti, il calcio genera un indotto di circa 5 miliardi di euro, cioè il 12% del Pil del calcio mondiale e partecipa alla contribuzione fiscale per un importo pari a 1,3 miliardi di euro (pari al 75% della contribuzione di tutto lo sport).

Cifre importanti che fanno capire l’importanza strategica del calcio in Italia. Attraverso la contribuzione fiscale, infatti, lo Stato redistribuisce le risorse finanziarie aiutando non solo il calcio più debole – Lega Pro e Lega Nazionale Dilettanti (LND), ma anche tutte le altre discipline sportive. Ecco perché c’è tutto l’interesse da parte dei vertici del calcio e delle autorità governative italiane a non fermare questo sport.

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La stessa preoccupazione, tra l’altro, è condivisa anche da altri paesi come Germania, Inghilterra e Spagna, così come dalla stessa Uefa e dalla Fifa dove i danni economici, derivanti da un eventuale stop del calcio europeo o mondiale, si ripercuoterebbero maggiormente sulle Federazioni più deboli - perché non in grado di autosostenersi - e, dunque, bisognose di finanziamenti.

Ma gli importi generati dal calcio sono indicativi del valore dei singoli club. Basti pensare che solo in Europa - secondo una stima fatta da Kpmg football benchmark nel “The European Elite 2019 sulla base delle 32 squadre europee più importanti - l’industria del calcio vale circa 35,50 miliardi di euro.

Calcolando, invece, le sole sei squadre italiane rientranti in questa speciale classifica stilata da Kpmg, l’importo stimato si aggirerebbe intorno ai 4.200 milioni di euro. Tale valore viene così ripartito: la Juventus (1.548 milioni di Euro) in decima posizione, l’Inter (692 mln) in quindicesima posizione, poi il Napoli (569) diciottesimo, il Milan (555) diciannovesimo, la Roma (516) ventunesima e infine la Lazio (297) in ventottesima posizione.

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Di tutte le squadre europee, l’Inter è la società che ha registrato il maggior incremento (41%), una percentuale che le ha permesso di scalare ben cinque posizioni. Tale valutazione è stata fatta sulla base di alcuni parametri: la redditività - intesa come andamento reddituale dell’azienda - la popolarità, i diritti televisivi, lo stadio (se di proprietà o meno) e il potenziale sportivo.

Il valore dell’intera Serie A, invece, dovrebbe attestarsi attorno a quota 6.000 milioni di euro. È evidente, tuttavia, che lo stop forzato dei campionati influirà pesantemente sui bilanci societari - e di conseguenza sul valore dei club - almeno fino alla stagione prossima.

In conclusione, dunque, possiamo affermare che il calcio fa bene non solo allo sport, ma anche ai conti dello Stato.

(Foto da ilsole24ore.com, it.uefa.com, adnkronos.com Afp - si ringrazia)

Rino Lorusso

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