IL BILANCIO DI UNA TRAGEDIA

TUTTI I PERCHE’ DELL’INCENDIO IN GRECIA

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Venerdì scorso, uno dei feriti ricoverati in ospedale dopo l’incendio in Mati, Attica, è deceduto, facendo salire il bilancio delle vittime a 88. Il suo bambino era già morto tra le braccia della madre, avendo inalato i fumi dell’incendio.

Dallo stesso giorno (03/08/2018), l’istruttoria preliminare è stata consegnata al capo della procura della repubblica in Atene, Ilias Zagoraios, che è anche al rango del sostituto procuratore insieme alla sua collega Varvara Gnesouli.

Un gruppo di scienziati (costituito dai dottori E. Lekkas, M. Diakakis, E. Andreadakis, S. Mauroulis, N.I. Spirou, M.E. Gogou) hanno condotto una ricerca in merito alle potenziali cause della tragedia, qui elencate:

  • Il tipo di flora

Si trattava di una zona con vegetazione arbustiva, tipica del Mediterraneo, ricca di “materiali infiammabili”. Inoltre, nella zona erano anche costruiti tanti edifici.

  • La morfologia della terra

Il terreno abbastanza irregolare, pieno di colline, ha reso il passaggio dei vigili del fuoco molto difficile. Per ironia della sorte, questo territorio comunale di Attica si affaccia sul mare, ma la differenza di altitudine è così elevata da rendere impossibile la fuga in acqua. E’ stato questo a provocare la fine delle 26 persone che sono state ritrovate carbonizzate in un ristorante vicino al mare.

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  • L’elevata densità abitativa e la mancaza di aree vuote sparse tra i edifici

Molte strade strette e piccole, alcune senza uscita, hanno impedito la fuga degli abitanti e dei turisti.

  • Il tempo

Durante l’incendio, i forti venti occidentali, qualche volta anche oltre i 90 km all’ora, hanno svolto un ruolo molto importante nella rapida dispersione delle fiamme.

  • Mancanza di atti organizzati e iniziative lungimiranti

Negli ultimi giorni, le autorità greche si sono reciprocamente attribuite la responsabilità di quanto accaduto, accusandosi di l’un l’altra di negligenza e irresponsabilità.

(https://www.news247.gr/koinonia/oi-logoi-poy-i-fotia-isopedose-to-mati.6636373.html)

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Venerdì il primo ministro Alexis Tsipras ha finalmente accettato le dimissioni di Nikos Toskas. L’ormai ex vice ministro per la protezione civile aveva provato più volte a rassegnare le dimissioni - l’ultima volta solo pochi giorni prima dell’incendio - ma il primo ministro le aveva sempre rifiutate.

Nel frattempo, il governo ha annunciato la demolizione di tutti gli edifici costruiti in modo illegittimo, senza permesso (come quelli che erano costruiti in Mati), a cominciare dal prossimo lunedì.

Eleni Nikalexi

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