IL “CICLO VINCENTE” NELLO SPORT

CONFRONTO TRA SQUADRE E CAMPIONI NEL CALCIO, NEL BASKET E NEL TENNIS

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L’enciclopedia Treccani aiuta a definire il termine “ciclo”: “successione di fenomeni diversi o di varie fasi dello stesso fenomeno che si ripetono nella stessa sequenza; il termine indica anche il periodo di tempo necessario affinché tali fenomeni o tali fasi si svolgano”.

Pertanto, in riferimento ai vari campi dello scibile, si hanno i cicli antropologici della vita, i cicli astronomici del Sole e della Luna, il ciclo meteorologico delle stagioni… e anche i cicli sportivi. In quest’ultimo caso, però, la definizione di ciclo è più complessa da inquadrare in quanto si ha la necessità di contestualizzarla in uno sport e poi analizzarlo più o meno minuziosamente (prendendo in esame, ad esempio, qualche squadra o competizione).

Fa eccezione il calcio dove, tuttavia, è relativamente semplice trovare dei “cicli vincenti”.

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Partendo, infatti, dal campionato di Serie A risaltano ben tre periodi del passato: il Quinquennio d’Oro della Juventus (1931-1935), il dominio del Grande Torino (1945-1948 - a cui si aggiunge il titolo 1942-1943 conquistato prima dell’interruzione per la Seconda Guerra Mondiale) e quello dell’Inter di Mancini e Mourinho (2007-2010, a cui si somma l’assegnazione del campionato 2005-2006 dopo le sentenze di Calciopoli). Il quarto grande ciclo è rappresentato dall’attuale Juventus, capace di conquistare ben nove Scudetti consecutivi (a partire dal 2011) più quattro Coppe Italia di fila tra il 2015 e il 2018. Sulla stessa scia si sta attestando la squadra femminile bianconera, Campione d’Italia per tre volte consecutive a partire dal 2018 (con l’ultimo titolo assegnato dopo la sospensione del torneo in seguito alla pandemia).

Un qualcosa di straordinario, dato che negli altri quattro maggiori campionati europei si trovano soltanto altri tre casi: nella Premier League inglese non si è mai andati oltre i tre titoli consecutivi, nella Bundesliga tedesca è attuale il monopolio degli otto Meisterschale del Bayern Monaco aperto nel 2012 e nella Ligue 1 francese (in aggiunta al Saint-Etienne 1967-1970 e all’Olympique Marsiglia 1989-1992) risaltano i sette allori di seguito del Lione tra il 2002 e il 2008 e il doppio Paris-Saint Germain (i primi quattro titoli vinti tra il 2013 e il 2016 e i secondi iniziati nel 2018). In realtà vi sarebbe un quarto caso: trattasi delle cinque Liga spagnole conquistate dal Real Madrid tra il 1961 e il 1965, che fanno da seguito allo stesso numero di Coppe dei Campioni vinte dagli spagnoli dal 1956 al 1960.

Nel campo delle nazionali, infine, dove è molto più difficile aprire un periodo delle durate sopra elencate, l’unico esempio è quello della Spagna dove tra il 2008 e il 2012 sono arrivati due Europei ed un Mondiale: un’impresa. Alla luce di questi dati, dunque, è possibile definire il “ciclo sportivo” come un periodo di tempo della durata minima di tre anni in cui si conquisti almeno un titolo tra quelli delle competizioni che si disputano. È evidente che quanti più sono i trofei messi in bacheca, tanto più un ciclo è definito “vincente”.

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E per gli altri sport? Partiamo dalla pallacanestro, dall’NBA americana. Nel campionato statunitense - prendendo in esame i campioni delle Finals e non delle singole Conference - vi sono meno periodi di tre vittorie: ricordiamo i Los Angeles Lakers (1952-1954), i Chicago Bulls (1991-1993 e 1996-1998) e nuovamente i Lakers (2000-2002). Ma, più di tutti, risalta la serie di otto titoli di fila dei Boston Celtics: dal 1959 al 1965 è stato un dominio totale, fatto mai più ripetutosi. Nella WNBA (il campionato americano femminile di basket), invece, vi sono solo le Houston Comets 1997-2000, le Los Angeles Spark 2001-2003 e le Minnesota Lynx 2011-2013.

Nel campionato italiano di basket, al contrario, vi sono molti più cicli di tre (massimo cinque) vittorie consecutive, tutte firmate dalle squadre di Milano, Bologna e Siena (quest’ultima sarebbe anche arrivata a sette se non fosse stato per due titoli revocati per illecito sportivo). Il capitolo degli sport di squadra si chiude con la Serie A Femminile che, tra i tanti cicli di tre e quattro vittorie di fila, ne vede uno di ben nove: la Pool Comense, dal 1991 al 1999.

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Per quanto riguarda gli sport singoli, invece, prendiamo come riferimento il tennis, la “più nobile” delle discipline. Partendo da Wimbledon (di cui tutti hanno ancora negli occhi la spettacolare finale tra il vincitore Djokovic e Federer del 2019) i periodi oscillano tra le tre e le cinque vittorie consecutive, mentre per il torneo femminile solo Martina Navtarilova (1982-1987) è arrivata a sei di seguito. Continuiamo con l’Australian Open maschile dove solo in tre possono vantare tre vittorie una dietro l’altra: Jack Crawford (1931-1933), Roy Emerson (1963-1967, l’unico a cinque) e Novak Djokovic (2011-2013). Nella competizione femminile, tra i tanti presenti (tra cui i tre di Nancy Winne 1946-1948) spicca quello di sette vittorie consecutive di Margaret Smith (dal 1960 al 1966).

Nello US Open maschile, infine, i cicli si ripetono, oscillando dalle tre alle sette conquiste, mentre nel femminile non si va oltre i quattro titoli di seguito. Nel Roland Garros francese si trovano vari periodi, ma una menzione speciale la merita Rafael Nadal, capace di aprire ben tre archi vittoriosi nel giro di pochi anni: 2005-2008, 2010-2014 e 2017-2019 (quest’ultimo ancora migliorabile, in realtà).

Per quanto, dunque, a volte si cerchi di sminuire i successi altrui, i cicli vincenti sono un qualcosa di eccezionale e difficilmente ripetibili. A maggior ragione in un’epoca, quella moderna, dove l’evoluzione (intesa sia come crescita economica di squadre e atleti che come quella delle tecniche di gioco) va di pari passo con la difficoltà di imporsi per tanto tempo sugli altri.

Insomma, vincere è difficile, ma continuare a farlo lo è di più.

(Foto da ideawebtv.it e adnkronos.com Afp e Fotogramma - si ringrazia)

Francesco Bulzis

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