IFAB: IN ARRIVO LE NUOVE REGOLE DEL CALCIO

MA È GIUSTO FAR DECIDERE ALLE SINGOLE FEDERAZIONI L’ENTRATA IN VIGORE?

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A causa dell’emergenza COVID19, il calcio - come tutto lo sport in realtà - è fermo ai box. Ne ha approfittato l’IFAB (International Football Association Board) - l’organo della FIFA che regolamenta e modifica le regole del calcio - per apportare alcuni cambiamenti. Si tratta di alcune modifiche che dovrebbero cercare di ridurre - se applicate correttamente - quelle situazioni di dubbia interpretazione che puntualmente si verificano in campo e che costringono gli arbitri a decidere sulla base dell’interpretazione. Episodi che capitano spesso durante una partita e un’infinità di volte durante un campionato. E questo perché mancano regole chiare e oggettive che possano aiutare le “giacchette nere” nelle loro scelte in campo, decisioni spesso ritenute discutibili e comunque, non sempre coerenti. E così si finisce con l’adottare i famosi “due pesi e due misure” a seconda, anche, del momento, della partita, delle squadre e, ovviamente, dei giudici di campo.

Ma quali sono queste modifiche? E quando dovrebbero entrare in vigore?

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Iniziando dal primo quesito, tra i vari ambiti analizzati dall’IFAB se ne possono evidenziare alcuni, tra cui i falli e i gol di mano, l’utilizzo della VAR e il fuorigioco.

Per quanto riguarda i falli di mano, è stato deciso che è la base dell’ascella a definirne i confini tra spalla e braccio. Pertanto, sarà considerata fallosa solo la parte del braccio al di sotto della base dell’ascella e non tutto l’arto superiore. Così come è stato chiarito che il tocco di mano dell’attaccante – anche se accidentale - sarà punibile solo nell’immediatezza di una chiara occasione da rete. Al contrario, se passa del tempo o se il gioco continua con passaggi o altro, l’intervento falloso sarà considerato ininfluente e pertanto l’azione valida.

In merito alla VAR, invece, gli arbitri sono stati invitati a ricorrere agli strumenti tecnologici in tutti i casi di valutazioni soggettive.

Per quanto concerne il fuorigioco, infine, potrebbe esserci un ritorno al passato considerando come posizione di fuorigioco solo la luce tra difensore e attaccante. Si tratta, ovviamente, di una regola ripensata per poter favorire maggiormente la fase offensiva.

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Tuttavia, al di là del fatto che ci sono diversi dubbi sulla reale possibilità che queste nuove regole possano migliorare di parecchio la vita degli arbitri – per esempio sul fuorigioco bisognerebbe stabilire quanta luce e quali parti del corpo dovrebbero essere considerate o sulla VAR bisognerebbe stabilire con certezza quali sono tutti i casi di soggettività - l’argomento che più preme discutere è quello dell’entrata in vigore di queste norme.

L’IFAB, adeguandosi all’emergenza COVID19 e, dunque, allo slittamento delle date di ripresa e fine dei vari campionati, ha deciso l’entrata in vigore di queste nuove norme a partire dal primo giugno. Questo vuol dire che le regole - che normalmente partono dalla stagione successiva - in questo caso potrebbero essere attuabili già dalla stagione in corso (coronavirus permettendo) in quanto è quasi certo che si giocherà anche a giugno e luglio. Le Federazioni, dunque, potrebbero modificare autonomamente le regole del gioco del calcio in corso d’opera.

Francamente è una scelta non condivisibile, soprattutto perché parte proprio dall’organo che, al contrario, dovrebbe garantire – attraverso le regole - equità, giustizia e coerenza nelle scelte.

Probabilmente le Federazioni continueranno a giocare con le vecchie regole anche dopo il primo giugno, tuttavia, perché non fare una scelta a monte in grado di prevenire alcune anomalie del sistema? Perché rischiare di trovarsi di fronte squadre furiose perché svantaggiate da episodi sfavorevoli sia con le vecchie che con le nuove norme?

Insomma, questa incapacità di fare scelte radicali nel sistema calcio, francamente non piace. Ancora una volta si sceglie di non scegliere rimandando un problema che, al contrario, sarebbe stato di facile soluzione.

Sarebbe bastato, infatti, a prescindere dalla stagione in corso, far slittare obbligatoriamente l’entrata in vigore delle nuove regole all’inizio del campionato 2020/21. In questo modo l’IFAB - negando a priori la possibilità di stravolgere le norme in corso d’opera – si sarebbe ugualmente adeguato all’emergenza COVID19 e allo stesso tempo avrebbe garantito, già a livello di principio, regolarità e coerenza.

(Foto da it.uefa.com, fanpage.it e web – si ringrazia)

Rino Lorusso

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