ICONOGRAFIA DEL CANE (VI^ PARTE)

Arte tra curiosità e misteri

ICONOGRAFIA_DEL_CANE_(VI^_PARTE).jpg

Caduto l’impero romano, nell’Alto Medioevo la figurazione del cane non è ben vista, essendo un elemento pagano vicino al lupo, prossimo al selvatico e ad antiche divinità legate all’idea di morte, come ho già scritto in un precedente articolo, la Chiesa combatte a lungo contro le eresie, in particolare con quella del dio Luperco, i cui sacerdoti erano uomini-lupo, che prevedeva riti cruenti e orgiastici. Inoltre sino alla ripresa avvenuta attorno all’Anno Mille, tranne il breve periodo di Carlo Magno, complice anche l’iconoclastia bizantina, di immagini ne giravano assai poche, ma le qualità e le virtù del cane faranno sì, che da lì a poco diventerà un animale leale e cristianizzato.

cms_27163/1.jpg

Davide pastore- 1240 - Bibbia Morgan

Una leggenda che forse risale al VII-VIII secolo, racconta che Tiberio invocò il diavolo che lo aiutasse nella costruzione del ponte a Rimini, e fece un patto con lui, il diavolo avrebbe costruito il ponte ma in cambio si sarebbe preso l’anima del primo che lo attraversava. L’imperatore accettò, ma quando venne il momento Tiberio ordinò che per primo passasse un cane. Così fu fatto e il diavolo, che aspettava la sua anima sull’altra sponda del ponte, rimase a bocca asciutta, pieno di rabbia Satana cercò di abbattere il ponte ma rimase scornato. Questa leggenda, spiega come all’inizio del Medioevo si persero molte conoscenze tecniche per la costruzione di edifici, la popolazione guardava con meraviglia ai ponti con arcate perfette, pensando che non fossero stati edificate da persone reali, ma ci dimostra anche che la simbologia del cane che si sacrifica al posto dell’uomo, viene visto in maniera positiva.

Più o meno nello stesso periodo si parla dei Santi Cinocefali.

San Cristoforo, secondo la leggenda agiografica orientale, entrato nell’esercito imperiale, si convertì al cristianesimo, subendo poi il martirio nel 250. Viene raffigurato in moltissime icone e affreschi bizantini con le fattezze di Cinocefalo, cioè con la testa di cane. Dal V secolo in poi, a Bisanzio era diffusa la credenza che il Santo fosse uno dei mitici cinocefali, una razza barbara senza il dono della parola umana. Tuttavia la sua raffigurazione con una testa di cane non si diffuse nell’arte bizantina coeva, poiché la Chiesa disapprovava il

collegamento di uno dei suoi Santi con il cinocefalo, successivamente, soprattutto a partire dal XVII secolo in poi, gli artisti ortodossi diffusero questa iconografia.

Un testo di epoca medioevale, all’epoca molto diffuso, narrava la leggenda del Santo, che sarebbe stato proprio un cinocefalo, un uomo-cane convertitosi al cristianesimo. San Cristoforo presenta caratteri comuni sia al dio egizio cane-sciacallo (il Santo traghetta Gesù bambino, portandolo sulle spalle, da una riva all’altra di un fiume, così come Anubi traghetta le anime fra il regno dei vivi a quello dei morti) sia ai molteplici racconti di cinocefali, talvolta San Cristoforo viene rappresentato come un gigante, attributo condiviso dai leggendari uomini-cane.

cms_27163/2_1660528621.jpg

San Cristoforo Cinocefalo Icona bizantina-Museo Bizantino e Cristiano di Atene-XVII secolo

La figura di San Cristoforo sarebbe, quindi un retaggio di culti pagani legati anche al moto astronomico di Sirio, stella appartenente alla costellazione del Cane Maggiore.

La festa del Santo cade il 25 luglio e il riferimento astronomico riguarderebbe il periodo della canicola (o solleone) termine per indicare un periodo caldo ed afoso che parte dal 24 luglio arriva al 26 agosto, giorni in cui il sorgere e tramontare di Sirio coincidono con quelli del Sole.

Il cane viene riabilitato, il lupo resta cattivo, ma non del tutto perché dopo qualche centinaio d’anni, San Francesco ammansisce il feroce lupo di Gubbio, guarda caso un lupo cattivo che viveva nei luoghi di Soranus la divinità lupo etrusca.

cms_27163/3.jpg

San Francesco e il lupo di Gubbio- Cristoforo di Bindoccio e Meo di Pero-Pienza- metà del 1300

San Donnino di Fidenza è stato un martire cristiano romano vissuto nel III secolo, venerato come Santo dalla Chiesa cattolica, rappresentato con la testa sotto il braccio, perché fu decapitato, certo è strano che San Cristoforo sia rappresentato con la testa di un cane, mentre San Donnino è raffigurato senza testa, ma sempre con una cane accanto, che ne ricorda il potere taumaturgico contro il morso dei cani rabbiosi, anche qui potrebbe esserci un rimando alla purificazione del simbolo lupesco.

cms_27163/4.jpg

Guidozzo Cozzarelli- San Donnino- 1480 circa - (Fondazione Zeri)

Così il cane riprende il suo posto, come gli spetta per la sua fedeltà, lealtà e coraggio, anche nella simbologia della religione; agli inizi del XIII secolo in Linguadoca a opera dello spagnolo Domenico di Guzmán con il fine di lottare contro la diffusione del catarismo, la più importante eresia medievale, nasce l’ordine dei frati predicatori, i domenicani, che per il loro zelo vennero soprannominati anche Domini canes ovvero cani del Signore.

cms_27163/5.jpg

Antica miniatura- san Rocco col cane

Altro Santo legato alla canicola e al cane è San Rocco, (Montpellier, 1345/1350 - Voghera, 1376/1379) la cui festa è il 16 agosto. Viene sovente raffigurato accompagnato da un cane, è un Santo protettore della peste, malattia dal quale guarì grazie a un cane che lo salvò dalla morte per fame, portandogli ogni giorno un tozzo di pane. Numerosi grandi artisti l’hanno celebrato lungo i secoli, ma molto più lo hanno raffigurato pittori e scultori anonimi, perché San Rocco è presente quasi in ogni Chiesa.

cms_27163/6.jpg

San Rocco immagine da predella d’altare- XIV secolo

Nel primo Medioevo, nel mondo laico, dopo un periodo di stasi, c’è una presenza schiacciante di cani nelle rappresentazioni artistiche, che perdurerà sino ai giorni nostri. I cani erano molto apprezzati dalle classi superiori, come animali da compagnia, come status symbol e soprattutto per la caccia che era considerata un’arte elitaria.

Solo la nobiltà aveva cani da caccia, erano molto costosi e spesso vivevano una vita migliore rispetto ai servi della gleba, ma questo sarà descritto nel prossimo articolo.

cms_27163/7.jpg

Parmigianino, San Rocco e un donatore- Basilica di San Petronio- Bologna

(Continua)

***** ***** ***** ***** *****

Le puntate precedenti ai seguenti link:

https://internationalwebpost.org/contents/ICONOGRAFIA_DEL_CANE_(I%5E_PARTE)_26738.html#.YtTCs3ZByR8

https://www.internationalwebpost.org/contents/ICONOGRAFIA_DEL_CANE_(II%5E_PARTE)_26830.html#.Yt0D7HZByUk

https://www.internationalwebpost.org/contents/ICONOGRAFIA_DEL_CANE_(III%5E_PARTE)_26904.html#.YuVVb3ZByUk

https://www.internationalwebpost.org/contents/ICONOGRAFIA_DEL_CANE_(IV%5E_PARTE)_26992.html#.Yu_R7HZBzIU

https://www.internationalwebpost.org/contents/ICONOGRAFIA_DEL_CANE_(V%5E_PARTE)_27075.html#.YvkaYnZBzIU

***** ***** ***** ***** *****

Paola Tassinari

Tags:

Lascia un commento



Autorizzo il trattamento dei miei dati come indicato nell'informativa privacy.
NB: I commenti vengono approvati dalla redazione e in seguito pubblicati sul giornale, la tua email non verrà pubblicata.

International Web Post

Direttore responsabile: Attilio miani
Condirettore: Federica Marocchino
Condirettore: Antonina Giordano
Editore: Azzurro Image & Communication Srls - P.iva: 07470520722

Testata registrata presso il Tribunale di Bari al Nrº 17 del Registro della Stampa in data 30 Settembre 2013

Email: redazione@internationalwebpost.org

Collabora con noi

Scrivi alla redazione per unirti ad un team internazionale di persone dinamiche ed appassionate!

Le collaborazioni con l’International Web Post sono a titolo gratuito, salvo articoli, contributi e studi commissionati dal Direttore responsabile sulla base di apposito incarico scritto secondo modalità e termini stabiliti dallo stesso.


Seguici sui social

Newsletter

Lascia la tua email per essere sempre aggiornato sui nostri contenuti!

Iscriviti al canale Telegram