HO IMPARATO A CAMMINARE DA SOLA

Pillole di vita

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Ciascuna storia merita di essere raccontata con la voce di chi l’ha vissuta.

Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo lo scritto di una nostra lettrice, Maria Casalanguida, che arricchisce questa nostra nuova rubrica " Pillole di Vita", di cui ciascun lettore potrà farsi protagonista raccontando l’aneddoto più significativo della propria vita.

HO IMPARATO A CAMMINARE DA SOLA

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Maria Casalanguida - Venezia, nei pressi del Ponte della Libertà - 1986

Avevo soltanto nove mesi quando decisi di alzarmi dal cuscino poggiato in terra sul quale ero seduta per iniziare a camminare, a girare per casa. Quella casa in cui ero nata, come di consuetudine allora, con l’assistenza di un’ostetrica. Mia madre mi raccontava che si era spaventata molto nel trovarsi davanti, all’improvviso, uno spettacolo del genere… io in realtà ho sempre pensato che quello fosse un segno del destino.

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Al lago di Bracciano (Roma), il mio paese nativo

Sì, perché è vero che ho imparato a camminare da sola, ma è anche vero che da sola ho percorso tutte le strade che la vita mi ha proposto, proprio tutte fino ad imboccare quella giusta; quella strada certamente dura da percorrere, ma che mi ha dato tutto quello che volevo, che ha fatto di me una persona pienamente realizzata, una persona che ama dire: “se dovessi morire domani, morirei felice, serena perché alla vita ho dato tutto quello che potevo dare, con coraggio e soprattutto in maniera profondamente autentica”.

Ho imparato a camminare da sola e, se penso al mio passato, davvero mi rimane difficile ricordare qualcuno che mi abbia insegnato qualcosa, tranne forse qualche maestra delle scuole elementari... e mi rimane anche difficile ricordare qualcosa di bello della mia infanzia: non vivevo bene in famiglia, però i miei temi alle scuole elementari descrivevano fantastiche gite, scampagnate tutti insieme, genitori e figli (io, miei due fratelli e mia sorella), racconti di fiabe, baci della buonanotte… insomma, nei miei temi, apprezzatissimi, c’era tutto quello che non avevo… e in prima elementare anche la casetta con i pulcini.

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Casetta dei pulcini, prima elementare

Ero molto taciturna, mi piaceva molto disegnare e dipingere. Ma quando, in terza media, per festeggiare la fine dell’anno scolastico, i professori dettero ai loro alunni il permesso di assaggiare poche gocce di spumante... ecco che improvvisamente non solo iniziai a parlare, ma quel giorno segnò l’inizio della mia vita da ribelle! Contro tutto e contro tutti, in primis genitori e insegnanti. Da sola, ero sola e sola combattevo!

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14 anni, casa dei nonni

Iniziai a lavorare a 14 anni. Facevo studiare le tabelline a qualcuno che non voleva saperne…In seguito lavoravo d’estate e studiavo d’inverno, fino all’università, facoltà di Filosofia a Roma, poi interrotta per passare a quella di Psicologia a Padova, poi interrotta per trovare definitivamente pace all’Accademia delle Belle Arti di Venezia. La pace dell’anima!

A Roma avevo vissuto in stanze in sub affitto, in case in affitto dove passavo da sola anche le feste di Natale, Capodanno compreso. A Venezia almeno vivevo in una pensioncina vicinissima al teatro La Fenice, e a Venezia circolavo tranquilla di giorno e di notte in largo e lungo. Era un sogno!

Non dimenticherò mai il mio primo giorno a lezione di nudo, all’Accademia delle Belle Arti: una grandissima stanza, cavalletti che mi sembravano enormi, la modella in posa. Mi presento al Prof. Luciano Gaspari e lui dopo avermi salutata mi dice: “Dico sempre a tutti e quindi anche a te che, se sei venuta qui pensando che noi Professori possiamo insegnarti qualcosa, hai sbagliato! Noi non possiamo insegnarti nulla! Tutto dipende da te!”.

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Il mio primo ritratto: Grazia, modella dell’Accademia

“Accidenti - mi sono detta - anche qui! Come è possibile? Devo camminare ancora da sola? Aspettavo da una vita qualcuno che mi desse una mano. Mah!”.

Lavoravo, disegnavo, dipingevo, sognavo…nessuno mi diceva brava, nessuno mi incoraggiava, niente di niente…

Poi ho capito: mi era stato indicato il percorso più onesto e meraviglioso che potesse esistere! Il percorso verso la libertà, libertà di esprimermi al di fuori di ogni condizionamento, compreso quello degli stessi maestri.

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Symphytum officinale, una delle mie opere più recenti

Sono orgogliosa, come donna, di non essere mai stata e di non essere tuttora l’ “allieva di”… di essere riuscita a creare un mio stile personale nella pittura, di essere stata e di essere ancora un’artista indipendente che ha esposto ed espone soltanto in spazi pubblici o nel proprio Atelier – Studio d’Arte in Nettuno, a disposizione anche di chiunque voglia venire a parlare di vera Arte, di vero Amore.

Maria Casalanguida (Nettuno-Lazio)

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