Gualtieri: "Serve sforzo Ue maggiore con coronabond" (Altre News)

Bonus autonomi, un milione e mezzo di domande all’Inps - Affonda produzione industriale, a marzo -16,6% - Appello di 150 accademici per la ’fase 2’

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Coronavirus.Gualtieri:"Serve sforzo Ue maggiore con coronabond"

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"E’ un primo passo importante che dimostra che l’Italia ha fatto bene ad aprire un dibattito in Europa" davanti ad "una crisi senza precedenti". Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri al Tg 1. "Sono risorse - aggiunge - ma naturalmente pensiamo che lo sforzo dell’Ue debba essere maggiore" e in questa cornice l’Italia insieme ad altri paesi chiede "una risposta straordinaria anche con emissione titoli comuni", i cosiddetti coronabond.

Le misure e le risorse dell’Italia contro il coronavirus rappresenteranno "un impegno significativo, tra i più forti in Europa", ha detto ancora Gualtieri aggiungendo: "Faremo innanzitutto e, riusciremo a stralciarlo e quindi a farlo nei prossimi giorni, un provvedimento molto importante per potenziare l’intervento sulla liquidità delle imprese con altri 200 miliardi di prestiti garantiti che coprano fino al 25% del fatturato di tutte le imprese con il 90% di garanzia dello stato". Tra gli altri interventi in arrivo "rifinanzieremo la cassa integrazione, aumenteremo l’indennità agli autonomi, cercheremo anche di accelerare la sua riscossione, sosterremo i comuni e le regioni e lo sforzo straordinario della sanità e della protezione civile. Nessuno deve essere lasciato da solo", afferma Gualtieri. In questa crisi l’Italia "sta dimostrando una grandissima coesione e determinazione e sta dando un messaggio molto forte a tutta l’Europa e a tutto il mondo", conclude.

Coronavirus.Bonus autonomi, un milione e mezzo di domande all’Inps

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"La giornata di ieri è andata un pò meglio,abbiamo recuperato le performance usuali: alle 17 erano arrivate 1,5 mln di domande, una mole enorme". Così il presidente Inps, Pasquale Tridico, dai microfoni di Skytg24. "Il bonus da 600 euro - continua - sarà in pagamento entro il 15 aprile prossimo ed è allo studio del governo un possibile aumento. Non c’è nessun tetto alle risorse e semmai ce ne sarà il governo si è impegnato a rimpinguare il fondo. Per questo non ho mai parlato di un ordine cronologico di accettazione; non ci deve essere nessuna preoccupazione circa un possibile esaurimento delle risorse". Tridico ribadisce l’invito alla calma e conferma anche l’intenzione dell’esecutivo di aumentare il budget del bonus anche se non si esprime circa la possibilità di farlo salire a 800 euro.

"Abbiamo messo in piedi un meccanismo nuovo e stiamo gestendo risorse per 10 miliardi con una procedura che abbiamo costruito in 10 giorni. Una procedura che non abbiamo potuto ottimizzare perché servivano tempi brevi per dare risposte al Paese", spiega ancora Tridico difendendo l’operato dell’istituto che presiede dopo lo stop imposto ieri, anche per una aggressione informatica, alla presentazione delle domane online per l’accesso al contributo da 600 euro stanziato dal governo per i lavoratori autonomi.

"D’altra parte noi non siamo e non possiamo comportarci come una banca ma come un ente che dà prestazioni a domanda: quindi dobbiamo processare le domande perché i nostri dirigenti hanno responsabilità anche penali se sbagliano a dare il bonus a chi non ne ha diritto. Abbiamo una norma che regola la percezione del contributo e noi dobbiamo seguire quella regola", prosegue ricordando come nel 2019 l’Inps si sia trovato a gestire le 2,5 mln di domande per l’accesso a quota 100 e al rdc "ma con una procedura messa in piedi in due mesi".

2 MILIONI PER MISURE CURA ITALIA - Alle 16 di ieri le domande per prestazioni Inps previste dal decreto Cura Italia, pervenute telematicamente, erano 1.996.670 per circa 4,5 milioni di beneficiari,. Lo comunica l’istituto di previdenzia spiegando che 1,66 milioni di domande riguardavano l’indennità da 600 euro, 182 mila i congedi parentali, 14 mila i Bonus baby sitting e 86.140 la CIGO per 1.661.200 beneficiari (1.337.700 pagamenti a conguaglio e 323.500 pagamenti diretti). Inoltre le domande per assegno ordinario sono state 54.800 per 931.700 beneficiari (438.000 pagamenti a conguaglio e 493.700 pagamenti diretti).

Coronavirus.Affonda produzione industriale, a marzo -16,6%

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Impatto devastante del Covid-19 che affonda la produzione industriale: a marzo, mese su mese, l’indice tocca il -16,6% portando il valore indietro sui livelli di 42 anni fa; nel primo trimestre registra invece un -5,4, il calo maggiore da undici anni. E’ quanto stima il Centro Studi di Confindustria nell’indagine rapida dedicata alla produzione industriale.

Le prospettive sono in forte peggioramento. Per il secondo trimestre, prosegue il Csc, anche in conseguenza della chiusura di circa il 60% delle imprese manifatturiere, la caduta dell’attività potrebbe raggiungere il -15%. La diminuzione del valore aggiunto nell’industria contribuirà negativamente alla dinamica del Pil italiano che ribadisce ancora il Csc è previsto arretrare cumulativamente del 10%, il 3,5% nel primo trimestre e il 6,5% nel secondo.

L’impatto del Covid-19, si legge ancora nella nota del Csc, si è abbattuto sul sistema produttivo italiano e internazionale "in maniera improvvisa, con una forza distruttiva e in maniera diffusa". In Italia la caduta dell’attività stimata per marzo (-16,6%), se confermata dall’Istat, rappresenterebbe il più ampio calo mensile da quando sono disponibili le serie storiche di produzione industriale (1960) e porterebbe i livelli su quelli di marzo 1978.

L’arretramento stimato nel primo trimestre 2020 (-5,4% sul quarto 2019) sarebbe il più forte dal primo trimestre del 2009, quando l’attività era scesa dell’11,1% congiunturale, nel pieno della grande crisi finanziaria internazionale indotta dallo scoppio della bolla dei mutui subprime in Usa.

La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, arretra in marzo del 9,0% rispetto allo stesso mese del 2019; in febbraio è diminuita del 4,7% sui dodici mesi. Gli ordini in volume scendono del 7,6% in marzo su febbraio (-12,6% annuo), quando sono diminuiti dell’1,9% su gennaio (-2,7% annuo)

Coronavirus.Appello di 150 accademici per la ’fase 2’

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Centocinquanta accademici scrivono al governo quali misure si debbano prendere nella ’fase 2’, quella della convivenza con l’emergenza coronavirus. Tra queste, l’incremento dei test, l’utilizzo di tecnologie di intelligenza artificiale e geolocalizzazione, l’isolamento dei soggetti positivi e misure di quarantena localizzate. Più tecnologia, quindi, per sopravvivere al virus e favorire la ripartenza del sistema economico. I centocinquanta professori sono medici, scienziati, economisti, matematici, fisici, biologi, filosofi, storici, chimici, ingegneri, giuristi: l’appello nasce dall’iniziativa del professor Giuseppe Valditara, già capo dipartimento formazione superiore ricerca del Miur.

L’appello prende esempio dall’esperienza della Corea, che con una serie di misure è passata dalla condizione di seconda nazione al mondo per numero di contagi a poco più di un decimo di quelli accertati in Italia. "Tali misure hanno reso possibile un elevato livello di contenimento evitando il blocco totale del sistema economico e produttivo, realizzando un rilevante numero di test mirati, incrociati con l’isolamento dei soggetti positivi ed un loro tracciamento attraverso la geolocalizzazione. Le misure di sorveglianza attiva, già avviate in Veneto, potrebbero inoltre concorrere ad una migliore gestione dell’emergenza sanitaria evitando la saturazione degli ospedali e prevedendo misure solo localizzate di quarantena generalizzata".

L’utilizzo delle tecnologie di tracciamento hanno occupato un ruolo centrale in questa strategia; per questo il gruppo di firmatari giudica necessario "l’avvio di una politica di geolocalizzazione che deroghi temporaneamente alle norme sulla privacy, con un termine certo e nel rispetto dei diritti costituzionali". I firmatari dell’appello indicano anche la necessità di "aumentare il numero dei tamponi e dei test sierologici generalizzati per quelle categorie professionali che operano a contatto con i pazienti o che hanno più contatti con il pubblico e per tutti coloro che manifestano sintomi, i loro familiari e tutti coloro con cui sono venuti in contatto negli ultimi giorni".

Redazione

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