Gondola, gondoliers and anecdotes of a unique and incredible work

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Anger and violent, cunning and kind, tireless talkers and philosophers. Who are the gondoliers? Attached to their gondola and their lagoon, lovers of good living and tireless workers. Carlo Goldoni said that gondoliers are the true lovers of Venice ready to shake hands only to hear bad talk about their city. Proverbial is the calm of the gestures of the gondolier, probably due to their slow movement in the waters or the sirocco that often does not help certainly to want to shake so much for nothing.

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The gondoliers of the past were at the service of their master, enjoyed fixed salaries, sometimes even accommodation, knew all the secrets of the house and were very faithful. The gondoliers are attributed many tricks such as that of making the boat proceed strongly inclined or simulating a general instability to make the passenger understand that if he did not fall into the water it was thanks to the gondolier, perhaps expecting a good tip at the end.

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Venice has always been a rich city. Trade, the foresight of our ancestors, no internal war and no famine have made Venice a city envied by all known ways. And with well-being, the desire to show off in the most unbridled luxury and in the need for the superfluous also grew.

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In 1334 it was even thought of establishing a Savi council called "Provveditori sopra le Pompe" which sought to "repress vanities". But this was not enough because the "infantrymen" who had to enforce the laws were derided and insulted by all with the shot of rotten oranges.

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Venetian noblewomen spent frightening amounts on the hairstyle of their hair, wore clogs with high heels even a meter to "not get muddy in the cobbled streets", wore increasingly bold necklines, necklaces and jewels that were always bigger and more ridiculous. The luxury of the gondola goes hand in hand with that of the house and the clothes, so much so that the government decrees: "Gondola feri are not forbidden, the felzi de seda, the painted or carved golden tresses". It is one of the first measures that will start the gondola in simpler forms, no longer in bright colors but all painted in black as we see it today. The penalties that were given to the offenders were very severe: they went from prison for 5 years in a dark cell, to the forced oar in a galley for a year and a half, to the fine of even 200 ducats.

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The laws did not just affect the gondola but also the glitz of the gondoliers. The "de casada" gondoliers, those at the service of their noble masters, wore red silk dresses with gold and silver embroidery and black velvet hat; or silk jackets, white shoes, short trousers and a long red scarf. With time and with the brakes given by the Provveditori above the pumps, the gondoliers also adapted, dressing however with flowered jackets, colored shirts and striped socks. But what are gondoliers like today?

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They have the habit of speaking aloud both in uniform and in civilian clothes, as if to reaffirm their strong inherited charisma. But let’s not exaggerate and see them once again as simple, instinctive and straightforward people. Lately other types of gondolier have been added: young, well-educated, athletes and educated, which it is difficult to recognize as gondoliers if not from the fact that they wear black pants, the classic red or blue striped shirt and the inevitable straw hat . The image of a strong man therefore mixes with the kindness and desire to take care of your work in the best way even if the closeness to the "vecio gondolier" makes them limp a little.

cms_17137/italfahne.jpgGondola, gondolieri e aneddoti di un lavoro unico e incredibile

Collerici e violenti, astuti e gentili, parlatori instancabili e filosofi. Chi sono i gondolieri? Attaccati alla loro gondola e alla loro laguna, amanti del bel vivere e lavoratori instancabili. Carlo Goldoni diceva che i gondolieri sono i veri amanti di Venezia pronti a menar le mani solo a sentire parlar male della loro città. Proverbiale è la calma dei gesti del gondoliere, probabilmente dovuta dal loro muoversi lentamente nelle acque o dallo scirocco che spesso non aiuta di certo a volersi agitare tanto per nulla.

I gondolieri di un tempo erano al servizio del loro padrone, godevano di stipendio fisso, a volte anche di alloggio, conoscevano tutti i segreti della casa ed erano molto fedeli. Ai gondolieri si attribuiscono molte astuzie come quella di far procedere la barca fortemente inclinata o simulando un’instabilità generale per far capire al passeggero che se non cadeva in acqua era merito del gondoliere, magari aspettandosi alla fine una buona mancia.

Venezia è sempre stata una città ricca. Il commercio, la lungimiranza dei nostri avi, nessuna guerra interna e nessuna carestia hanno fatto di Venezia una città invidiata da tutto il modo conosciuto. E con il benessere cresceva anche la voglia di esibirsi nel lusso più sfrenato e nel bisogno del superfluo.

Nel 1334 addirittura si pensò di istituire un consiglio di Savi chiamato “Provveditori sopra le Pompe” che cercavano di “reprimere le vanità”. Ma questo non bastava perché i “fanti” che dovevano far rispettare le leggi venivano derisi e ingiuriati da tutti col tiro di arance marce. Le nobildonne veneziane spendevano cifre spaventose per l’acconciatura delle loro chiome, portavano dei zoccoli con dei tacchi alti anche un metro per “non infangarsi nelle strade non selciate”, portavano scollature sempre più audaci, collane e gioielli sempre più grandi e ridicoli. Il lusso della gondola procede di pari passo con quello della casa e delle vesti tanto da far decretare al Governo: “Sono proibiti li feri da gondola che non siano schietti, i felzi de seda, i tressi doradi dipinti o intagliati”. E’ uno dei primi provvedimenti che avvieranno la gondola a forme più semplici, non più a colori sgargianti ma tutta dipinta di nero come la vediamo oggi. Le pene che venivano date ai trasgressori erano molto severe: andavano dal carcere per 5 anni in una cella buia, al remo forzato in una galea per un anno e mezzo, alla multa di anche 200 ducati.

Le leggi non si limitavano a colpire soltanto la gondola ma anche lo sfarzo dei gondolieri. I gondolieri “de casada”, quelli al servizio dei nobili loro padroni, portavano abiti in seta rossa con ricami in oro e argento e cappello in velluto nero; oppure giacche in seta, scarpe bianche, calzoni corti e una lunga sciarpa rossa. Con il tempo e con i freni dati dai Provveditori sopra le pompe anche i gondolieri si adeguarono vestendosi però con giacche a fiori, camicie colorate e le calze rigate. Ma come sono oggi i gondolieri? Hanno l’abitudine di parlare a voce alta sia in divisa, sia in borghese, come per ribadire il loro forte carisma ereditato. Ma non esageriamo e vediamoli ancora una volta come persone semplici, istintive e schiette. Ultimamente si sono aggiunti altri tipi di gondoliere: giovani, ben educati, atleti e colti, che si fatica a riconoscere come gondolieri se non dal fatto che indossano i pantaloni neri, la classica maglietta a righe rosse o blu e l’immancabile cappellino di paglia. L’immagine di uomo forte quindi si mischia con la gentilezza e voglia di curare nel miglior dei modi il proprio lavoro anche se la vicinanza con il "vecio gondolier" li fa zoppicare un po’.

Domenico Moramarco

Tags: Gondola Venezia Basilica Salute tradizione

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