GUERRIGLIA URBANA IN COLOMBIA

Il Capo di Stato Duque ritira la riforma fiscale. Dimesso il Ministro della Finanza

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L’ondata di proteste che ha attraversato le maggiori piazze colombiane, è sfociata in una vera guerriglia urbana, riportando un bilancio di 17 vittime tra i civili e 700 feriti. I manifestanti hanno protestato ad oltranza per 4 giorni per esprimere il proprio dissenso contro la bozza di riforma fiscale avanzata dal governo Duque e portata in discussione in sede di Congresso. Al vaglio delle istituzioni, la catastrofica situazione economica in cui versa il paese. Nel corso dell’ultimo anno, si è registrata la chiusura di 500mila attività, e si conta che circa il 43% della popolazione sia retrocessa nel rispettivo livello di reddito pro-capite, alla fascia più povera, con un significativo aumento del numero degli individui al di sotto della soglia della povertà estrema. La riforma fiscale ideata dal dimissionario Ministro delle Finanze dell’amministrazione Duque, Alberto Carrasquilla, avrebbe infatti teso ad un allargamento generale della base tributaria, in particolare ad un inasprimento del prelievo fiscale dalle classi medio basse, oltre che ad un progressivo aumento dell’Iva; misure che avrebbero colpito le fasce più vulnerabili, già debilitate dalla crisi. A prescindere dalla sospensione del progetto di riforma, la gravità delle conseguenze del lockdown sperimentato dalla Colombia, tra i più lunghi imposti in emergenza Corona Virus, implicano però un necessario intervento di politiche fiscali.

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Il Capo di Stato infatti, dopo aver ritirato la bozza ha ribadito che una modifica al sistema fiscale sia necessaria per garantire una certa stabilità. A conferma del malcontento della popolazione circa la pessima governance oltre che della mala gestione dell’emergenza pandemica da parte della classe dirigente, è l’estensione delle rivendicazioni anche a temi distaccati dalla riforma fiscale, quale la riforma sanitaria lesiva del diritto alla salute dei più poveri e quindi irriguardosa della sua ascendenza universalistica, inclusiva e garantista. La militarizzazione dei centri, disposta da Duque per reprimere i disordini, ha comportato un importante escalation di violenze, denunciato da varie organizzazioni locali tra cui l’ong Temblores, la quale afferma che in 4 giorni si sono verificati 1 omicidi, 92 casi di violenza da parte della polizia, circa 940 episodi di abusi, 672 detenzioni arbitrarie e almeno quattro casi di violenza sessuale ai danni di manifestanti. Nuove manifestazioni sono state organizzate nel sud-ovest del paese per rivendicare la libertà di sciopero e per ottenere la cessazione delle ostilità nei confronti degli attivisti.

Federica Scippa

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