GRAZIE RAFFEALLA, FA BUON VIAGGIO!

La “regina della televisione italiana” si spegne a 78 anni dopo una lunga malattia

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Quando ci si ritrova a commentare una notizia tanto triste quanto sconvolgente, e quindi a ricordare una persona come la Carrà, il rischio di (s)cadere in retoriche circostanziali è dietro l’angolo. Non basterebbe un libro intero a raccontare chi è stata Raffaella Carrà: showgirl, cantante, ballerina, attrice, conduttrice televisiva, conduttrice radiofonica e autrice televisiva, nata a Bologna il 18 giugno 1943 e spentasi ieri a Roma. A 78 anni ci lascia colei che è stata definita all’unanimità, e senza timore di essere smentiti e smentite, la “regina della televisione italiana”. Donna di spettacolo a tutto tondo, presente nei palinsesti televisivi sin dal crepuscolo degli anni ’60 e ininterrottamente per mezzo secolo. Interprete dei generi musicali del pop, della musica leggera, della disco, della dance e anche della musica house. Ben 51 album pubblicati in totale, come i suoi anni di attività, tra cui 34 in studio, 2 live e 20 raccolte in studio. Ripercorrere la sua carriera sarebbe pleonastico, anche perché non si scamperebbe dal ripetere quanto già detto da più parti e a più riprese. Secondo l’opinione di scrive, il modo migliore per celebrare Raffaella Maria Roberta Pelloni è ricordare l’impatto sociale e culturale che ha avuto nel mondo della musica e dello spettacolo italiani.

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La Carrà stessa, in una intervista sul settimanale TV Sorrisi e Canzoni, dichiara di aver venduto 60 milioni di dischi in totale. In una puntata di Domenica In cui era ospite, ad una domanda del grande Pippo Baudo, rivela di aver vinto 22 dischi di platino e oro sommati. Non solo: nell’autunno dell’anno passato il quotidiano britannico The Guardian, dunque non uno qualunque, l’ha incoronata come sex symbol europeo, definendola come “l’icona culturale che ha insegnato all’Europa le gioie del sesso”. Basterebbe questo a riassumere chi è stata per l’Italia e l’Europa Raffaella Carrà, ma appare doveroso citare i principali riconoscimenti ottenuti: 13 Telegatti (tra il 1974 e il 1999, di cui 3 nel 1984), 2 TP de oro spagnoli (1992 e 1993) e il Premio World Pride di Madrid (2017), cui si aggiungono tanti altri. All’estero vanta anche vari Dischi d’oro per la canzone “Forte forte forte”, principalmente in Spagna, Regno Unito e Germania. Capitolo onorificenze, tutte spagnole: Medalla al merito civil, Lazo de honor de Isabel II e Dama dell’Ordine al merito civile, conferitale il 13 ottobre 2018. Per completare questo ricordo mancano i numerosi riferimenti nei mass media, il tributo migliore che si possa celebrarle.

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E come non ricordare la parola “carrambata”!? Ebbene, il suo utilizzo lo si deve a niente di meno che al programma Carràmba! Che sorpresa – questo termine va ad indicare un “incontro inatteso con una o più persone con le quali si erano persi i contatti”. Ripescando lo spagnolo, questa parola è un calco dell’espressione di sorpresa “¡ay, caramba!”, perdendo l’originale connotazione volgare. Compare come cameo anche nei film: Maradona – La mano de Dios (in una televisione), Buongiorno, notte (sempre in una televisione), Puerto Escondido (idem), Tutto tutto niente niente (un omaggio a Tuca tuca). In aggiunta a tutto questo, a dir poco eccezionale, appare anche nel decimo episodio della quarta stagione della serie Doctor Who, nel documentario britannico Television per i 50 anni della BBC (una sua canzone fa da sottofondo), nel videoclip della canzone a lei dedicata da Tiziano Ferro E Raffaella è mia e nel videoclip della canzone My Tipedella band statunitense Saint Motel. Il 2 giugno 2017 è stata invitata dall’Ambasciatore d’Italia a Madrid in qualità di madrina per la Festa della Repubblica. La Carrà è anche considerata un’importante icona gay – in un’epoca dove questi diritti vengono calpestati la presenza di un punto di riferimento così è quanto di più importante si possa chiedere. D’altronde è stata lei a insegnare a tutti e a tutte “quanto è bello far l’amore da Trieste in giù”. Grazie, Raffaella, buon viaggio.

Francesco Bulzis

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