GRAVINA (FIGC): “NON POSSO FARE IL BECCHINO DEL CALCIO”

INTERVENUTO SU RAI 2, IL PRESIDENTE CONFERMA LA VOLONTÀ DI TERMINARE I CAMPIONATI

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Il tema del giorno, nell’ambito sportivo, resta sempre quello della ripresa dei campionati di calcio. Un argomento che spesso presta i fianchi a considerazioni non solo sportive; questo anche perché il calcio genera un valore economico importante che lo rende uno sport a sé stante. E spesso, forte della gran cassa di risonanza, va controcorrènte facendo scelte impopolari che lo rendono diverso da altri sport.

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Potete immaginare – afferma il Presidente della Figc, Gabriele Gravina, intervenuto a ‘Che tempo che fa’ su Rai2 - il dramma che sto vivendo in questo periodo nel portare avanti questa battaglia. Quello della ripresa del calcio è un tema molto discusso e controverso. In questo momento ci sono due gruppi, due correnti di pensiero: chi pensa di voler chiudere tutta l’attività dello sport e chi pensa, invece, di voler continuare come me. Soprattutto per due ragioni: la prima è l’opportunità che ci è data dal tempo e quindi la speranza che a giugno l’Italia possa vivere un momento di sollievo diverso da questo, mentre, la seconda, riguarda i contenziosi e la confusione che questa potrebbe generare”.

Intanto ci si avvia ad una settimana decisiva per il futuro del calcio dove la Federazione attende una risposta dal Governo sul protocollo di garanzia sanitaria proposto dal Comitato Tecnico Scientifico della Figc.

“Ovviamente se il Governo dovesse decidere per lo stop noi lo accetteremo, ma è una responsabilità che lascio a loro.

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La Figc – grazie ai professori e consulenti Vaia, Ricciardi e al Comitato Tecnico Scientifico – ha consegnato un protocollo al Ministro dello Sport, Vincenzo Spatafora e al Ministro della Salute, Roberto Speranza, che garantisce la negatività di un gruppo chiuso. Da questo punto di vista non sono preoccupato anche se diventa difficile da applicare nel mondo amatoriale. Da questo punto di vista c’è un grande un confronto”.

Ma oggi si dibatte molto anche sotto l’aspetto etico.

Violazione etica perché siamo gli unici a voler continuare? Non capisco la violazione etica di uno sport che ha un grande impatto sociale. Noi siamo preoccupati solo se ci fermiamo. Non ho mai preso in considerazione l’idea di stoppare i campionati. Di certo non sarò io il becchino del calcio italiano. Il calcio muove 5 miliardi di euro e se si ferma provocherà un impatto fortemente negativo che si ripercuoterà anche negli anni a venire. Il calcio non è una monade che vive in maniera separata rispetto al resto del paese o delle istituzioni europee. Io chiedo di essere considerato come movimento socio-economico alla pari di altri settori della nostra economia”.

Il Presidente Gravina, infine, si sofferma sull’iniziativa di solidarietà promossa dalla Figc nei confronti degli operatori sanitari, un riconoscimento verso persone che stanno rischiando la propria vita con grande professionalità e amore.

“Si tratta di una iniziativa importante che dimostra la sensibilità anche del mondo del calcio. Abbiamo deciso di attribuire lo Scudetto del Cuore a questi supereroi”.

(foto da adnkronos.com Fotogramma – si ringrazia)

Rino Lorusso

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