GRAVINA: “SE SARÀ NECESSARIO FINIREMO ANCHE A OTTOBRE”

LA FIFA PREPARA LA STAGIONE IN 14 PAGINE, MENTRE L’ITALIA SI PREPARA ALLA FASE 2

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I vertici del calcio stanno cercando di fronteggiare come possono l’emergenza da COVID19, ma la gravità e il fattore sorpresa non hanno giocato a loro favore. Tuttavia, anche la FIGC - così come ha fatto la FIFA con le linee guida – è intervenuta tracciando con chiarezza una linea di condotta plausibile e da applicare nell’immediato futuro.

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Confido nelle autorità scientifiche - dichiara il Presidente della FIGC, Gabriele Gravina ai microfoni di Rai2 – e nelle autorità di Governo del nostro paese. E noi ci dobbiamo rimettere alle loro decisioni. Il campionato? Fare delle scelte autonome di sospensione dei nostri campionati, di annullamento delle competizioni sportive esporrebbe il nostro mondo non solo a responsabilità sportive, ma anche contrattuali verso le quali non avremmo nessuna possibilità di difesa nel caso di decisioni negative in questo momento. L’unico modo serio di gestire questa emergenza è quella di chiudere in questo anno le competizioni del 2019/20. Stiamo lavorando su una serie di ipotesi. Una data ipotizzata è quella del 17 maggio, ma in casi estremi potremmo iniziare più tardi e finire anche a settembre o ottobre. Eviteremmo, così, la valanga di contenziosi da parte di tutti quei soggetti che potrebbero ritenere lesi i propri diritti e la reale possibilità di trascorrere un campionato solo nelle aule di tribunale. Stiamo cercando di uscire da questa maledetta emergenza, ma tutti devono fare la propria parte”.

Per Gravina, dunque, il futuro è chiaro. Questa stagione, COVID19 permettendo, si finirà sul campo anche se si dovesse finire in autunno. E il messaggio è arrivato chiaro e forte anche alle squadre di calcio che, non a caso, hanno richiamato i propri giocatori - che sono al momento all’estero con le loro famiglie e che al loro rientro dovranno osservare la quarantena - per programmare la fase 2 del campionato. A tal proposito è possibile che si possano riprendere gli allenamenti il 4 maggio, mentre il campionato potrebbe riprendere in una data tra il 17 maggio (ma appare una soluzione troppo ottimista) e il 7 giugno. In ogni caso si giocherà sicuramente almeno fino a luglio. Ovviamente si tratta di supposizioni che dovranno essere confermate dalle autorità sanitarie e governative e, ovviamente, dal COVID19.

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Il Presidente della FIFA, Gianni Infantino, intanto, ha approvato attraverso una task force presieduta dal vicepresidente, Vittorio Montagliani - e composta da altri rappresentanti di club, calciatori Federazioni e Confederazioni - le nuove linee guida su alcuni temi pratici riguardanti, in particolare, i contratti dei giocatori e il sistema di trasferimento dei tesserati: “La pandemia di COVID-19 ha chiaramente cambiato tutte le circostanze di fatto intorno al calcio per questa stagione. Quindi, la FIFA, insieme alle parti interessate, ha escogitato alcune idee e proposte pratiche per affrontare queste nuove circostanze. Sebbene ciò non risolva tutti i problemi, dovrebbe servire a garantire una certa stabilità e chiarezza al calcio per il prossimo futuro".

Vediamo, allora, di cosa si tratta. Per quanto riguarda i contratti dei calciatori, la FIFA ha proposto la proroga dei contratti al termine effettivo della stagione preservando – si legge nella nota - l’integrità e la stabilità sportiva. La proroga si rende necessaria in virtù della sospensione dei campionati che, nella maggior parte dei paesi, inevitabilmente sforerà i tempi classici di inizio e fine dei vari tornei. Di conseguenza si osserverà lo stesso principio anche per i contratti – sempre dei calciatori - della prossima stagione.

Anche per quanto riguarda le finestre di trasferimento - di fatto stravolte dalla pandemia - la FIFA ha consentito lo slittamento di tale periodo in un intervallo di tempo a cavallo tra la vecchia e la nuova stagione.

Inoltre la FIFA, in un documento di 14 pagine, ha preso in esame anche altri aspetti della stagione in corso – come riferito su twitter da Arancha Rodriguez - tra cui quello dei compensi e del mantenimento dei posti di lavoro prediligendo la fase degli accordi preliminari tra club e calciatori. E nel caso in cui le parti non dovessero accordarsi, la FIFA prima di emettere un giudizio verificherà alcuni elementi tra cui, l’effettivo tentativo di accordo tra club e calciatore; la situazione economica del club e l’equità di trattamento dei calciatori.

(Foto da adnkronos.com – si ringrazia)

Rino Lorusso

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