GOVERNO, LUNEDI’ DRAGHI INCONTRA CONTE

Ius scholae, Letta: "Lo approveremo prima di fine legislatura" e la Meloni non andrà a palazzo Chigi - M5S, Grillo contro i "traditori": "Oggi si sentono eroi" - Di Maio :"surreale"

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cms_26639/Conte-Draghi.jpgNuovo colloquio telefonico tra il premier Mario Draghi e il leader del M5S Giuseppe Conte, che si vedranno lunedì a Palazzo Chigi, prima della partenza del presidente del Consiglio per Ankara, dove è atteso martedì.

L’incontro tra il premier e Conte si terrà nel pomeriggio.

Esistono ’messaggi’ di Draghi a Beppe Grillo contro di lei? "Ne parliamo lunedì pomeriggio...", ha risposto il leader M5S, rientrando alla sede del Movimento 5 Stelle in Via Campo Marzio. A chi gli ha domandato se ieri le parole del premier in conferenza stampa lo abbiano convinto, Conte ha ribadito che della questione parlerà direttamente con Draghi nel faccia a faccia in programma a inizio settimana.

"Ormai è cosa nota: lunedì ci incontreremo con il presidente Draghi. Abbiamo manifestato un disagio politico, ci sono vari passaggi politici che si sono accumulati e che per noi sono stati molto sofferti. Sarà un incontro importante. Al di là delle dichiarazioni rese da Draghi in conferenza stampa sul M5s nel governo, dichiarazioni che sono molto importanti, bisognerà anche essere conseguenti", ha detto nella serata di ieri il presidente del M5s, Giuseppe Conte, nel corso del confronto con Enrico Letta e Roberto Speranza, all’assemblea nazionale di Areadem, area politico-culturale del Pd, a Cortona (Arezzo).

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cms_26639/enricoletta_serio_fg.jpg"Questa legislatura non terminerà prima che noi abbiamo introdotto lo ius scholae". Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, nel corso del confronto con Giuseppe Conte e Roberto Speranza, all’assemblea nazionale di Areadem, area politico-culturale del Pd, a Cortona (Arezzo).

"Noi stiamo in questo governo, che è un’esperienza unica e irripetibile e nel quale stiamo con le regole con le quali ci siamo stati in tutti questi mesi: sappiamo che alcune cose si possono ottenere e altre no. Io potrei fare un lungo elenco di cose che sappiamo non si potranno realizzare prima delle prossime elezioni, perché siamo coscienti che all’interno degli accordi di questa maggioranza non si potranno fare. Fuori dagli accordi di governo, certe cose che sono di rilevanza parlamentare, noi le faremo prima della fine della legislatura, perché sappiamo che ci sono le condizioni e perché è giusto farle", ha detto il leader dem.

"Noi abbiamo parlato nei mesi scorsi dello Ius Soli, che era una norma più forte. E la destra ci ha detto: mai, allora facciamo lo Ius Scholae. Andate e vedere la dichiarazione di otto anni fa della Meloni. Oggi facciamo lo Ius Scholae e ci dicono che non si può fare perché c’è l’inflazione da combattere", ha proseguito.

"Io vedo che in tanti che annusano l’aria, che si acconciano già da ora per la vittoria del centrodestra, le imprese, i giornalisti... che vedono Giorgia Meloni già a Palazzo Chigi. Io sono sicuro di una cosa, Meloni a palazzo Chigi non ci andrà, il centrodestra le elezioni non le vincerà, perché le prossime elezioni le vinceremo noi", ha affermato.

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cms_26639/grillo4_fg_ipa.jpgBeppe Grillo contro i "traditori". Il fondatore del Movimento 5 Stelle scrive sul suo blog un post dedicato ai traditori e al tradimento, intitolato appunto ’Fenomenologia del traditore e del tradimento’. Dopo aver passato in rassegna alcuni traditori storici e letterari, da Giuda a Jago a Uriah Heep, Grillo, nell’ultimo capoverso, dedicato ai nostri giorni, si chiede: "Ma perché ci siamo intrattenuti nel tradimento e nel traditore? Perché - risponde l’ex comico - questo nostro è forse il tempo in cui tradire non lascia traccia nell’animo del traditore che con ogni probabilità non si sente neanche tale".

"Talvolta può perfino tendere a sentirsi un eroe, ma agli occhi solo di qualche suo compare Jago, giammai nell’animo di chi ha fatto della lealtà e della schiettezza la sua bandiera e la sua ragione di vita".

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cms_26639/20220701_192922_987F4EDD.jpg"Non possiamo inseguire il dibattito interno ai partiti, dobbiamo pensare all’Italia", risponde il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a chi gli chiede del duro post di Grillo.

L’ex capo politico grillino poi definisce "surreale" il dibattito che "c’è stato in questi giorni su un presunto scambio di messaggi e di telefonate nel bel mezzo di un vertice storico della Nato a Madrid". Il riferimento è alle voci di scambio di comunicazioni tra il presidente del consiglio Mario Draghi e il garante del Movimento 5 stelle Beppe Grillo.

"E’ surreale - aggiunge Di Maio - che ci siano partiti che mettono al centro della discussione la loro crisi di voti. Non si può pensare al calo di consensi".

Redazione

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